LE TORRI DEGLI ORACOLI + IL MIO PICCOLO ALTARE

Come sapete io purtroppo non ho la possibilità di creare un altare e per questo quando devo celebrare o ritualizzare, faccio quasi 6 viaggi dalla mia stanza al bagno perché è lì il mio ‘’luogo sacro’’ in queste occasioni per non essere disturbata da famiglia/animali/rumori ecc.
Tuttavia già da un po’ di tempo mi stavo documentando sugli Heiau ossia gli antichi complessi di templi hawaiiani e soprattutto  sugli ‘’anu’u’’  detti anche ‘’torri degli oracoli’’.
C’è tanto da sapere e pochissimissimo che si trova sul web. In italiano poi non si trova proprio nulla.
Non voglio parlarvi, in questa occasione degli heiau che sono dei veri e propri complessi di templi che meriterebbero un articolo a parte ma di questi ultimi che ho appena nominato.
Mi scuso in anticipo se questo articolo risulterà poco ricco di informazioni >_<
Purtroppo sugli heiau si trova abbastanza, ma sugli anu’u davvero poco quindi farò un po’ una summa tradotta di quelle poche frasi striminzite che si trovano in giro in vari libri (tutti in inglese, sottinteso).
Cominciamo col dire che queste torri erano le prime ad essere realizzate all’interno di un tempio e si presentano come delle vere e proprie impalcature di legno con 3 ripiani detti ‘’kahua’’. Ogni ripiano aveva un determinato significato: uno rappresentava il cielo inteso come ‘’cielo fisico’’ mentre gli altri due i livelli dei Cieli intesi come ‘’cieli spirituali’’.
Queste torri furono osservate da James Cook quando arrivò a Kauai il 21 Gennaio del 1778.
L’aspetto degli anu’u variava. Alcuni presentavano un solo ripiano, quello più alto. Altri solo due e altri ancora tutti e tre.
Le offerte venivano poste sul ‘’lana’’ cioè il ripiano più basso a simboleggiare il cielo (fisico).
Il secondo ripiano era il ‘’nu’u’’ e veniva utilizzato dai kahuna e dai loro assistenti che rimanevano lì durante le cerimonie religiose e rappresentava il primo livello del Cielo spirituale, che si trova subito dopo quello fisico, una zona che era stata divinizzata dalle divinità e il terzo, il ‘’mamao’’ era quello più sacro di tutti poiché, probabilmente, rappresentava la dimora vera e propria degli Dei e potevano avvicinarsi solamente o i re o gli alti sacerdoti. Era attraverso questo ripiano che le divinità del tempio parlavano per farsi ascoltare da chi li interpellava.
La pianta architettonica poteva variare. Alcuni erano a pianta rettangolare, altri a pianta quadrata e altri ancora a pianta triangolare a formare quasi una piramide.
Queste torri erano le prime ad essere costruite per un heiau ed erano sempre orientate a nord e posizionate sulla destra del complesso del tempio.
Venivano usate anche come osservatori astronomici dove le stelle, i pianeti ecc erano visti come possibili segni e/o oracoli da interpretare per seguire la volontà degli Dei.
Infatti queste torri sacre venivano utilizzate dai sacerdoti quando questi avevano bisogno di ricevere una certa ispirazione divina e non era raro che venissero coperte all’esterno da kapa (tessuto ricamato) bianca
Le offerte principali erano costituite da fiori (soprattutto ibisco e plumeria) frutti che rappresentavano i kinolau (rappresentazioni) delle divinità per il quale quel determinato anu’u venne costruito, piante (soprattutto la felce) e lei (ghirlande) soprattutto le ‘’maile’’ oltre che pesce o carne di maiale poiché sia il pesce che questo tipo di carne erano sacri a varie divinità del Pantheon hawaiiano.
Qui sotto trovate due esempi di anu’u, il primo a pianta quadrata con offerte di frutta e fiori e l’altro a pianta triangolare sul monte Mauna Kea.
 
E così, verso il mese di febbraio, camminando per il mio giardino ho trovato un ramo abbastanza lungo e resistente. Aveva dei rametti che sporgevano ai lati e dopo averli tolti ho ricavato 4 bastoncini più o meno della stessa grandezza: volevo creare un piccolo anu’u!
Ed eccolo qui.

Oh, no questo era semplicemente il prototipo anche se all’inizio era quello definitivo….uno dei miei esperimenti alla ‘’Willy il Coyote’’, definitivamente rientra in questa categoria.
Quello che avevo utilizzato era stucco marrone dentro a una vaschetta di plastica di gelato che in un primo momento sembrava avesse preso ma a distanza di qualche mese si è seccato e si è tutto sbriciolato.
Tuttavia anche se non lo usavo davvero, avevo appeso la mia piccolissima Lei realizzata a Beltane. Il fatto che quell’altarino pur essendo obbrobrioso e quasi del tutto inutilizzato perché, di fatto, per come era mal composto non poteva essere utilizzato….avesse appesa quella piccolissima ghirlanda mi faceva stare bene.
E’ rimasta là per circa un mesetto quando poi, in preda alla tristezza perché quell’altarino proprio non mi piaceva l’ho distrutto. Completamente distrutto e se il fatto di aver appeso la Lei lì mi faceva stare bene anche se non lo potevo vedere a livello estetico, il fatto di non averlo proprio più mi faceva stare peggio!
Fino a ieri quando durante la celebrazione di Litha ho sentito la presenza del Dio Ku molto forte e molto vicina a me. Questo ha fatto sì che andassi in giardino a prendere dei rami che sono caduti a causa dei muratori che per adesso stanno in pianta stabile da noi (-_-).
Sono stata cinque ore a lavorare, con le mani tutte indolenzite, le braccia e la schiena doloranti per non avere gli strumenti adatti ma alla fine ce l’ho fatta ed ecco il risultato *-*

Alla fine della giornata mi sono sentita stremata: fisicamente per il lavoro manuale del tagliare i rami, attaccarli tra loro ecc ma soprattutto a livello mentale.
Non potete capire quante volte mi sono fermata a fissare il vuoto e pensare ‘’E adesso che faccio? Come proseguo? Come risolvo?’’ ma alla fine sono andata avanti e sono arrivata al risultato che volevo io!
No, ovvio, non è perfetto xDD ma è un altarino infatti simbolico e per il ruolo che dovrà svolgere, per me, andrà benissimo.
Io ho fatto un solo ripiano ma se voi siete più pazienti e più bravi potete procedere a creare anche gli altri due.
Ci andranno offerte molto piccoline essendo lui in miniatura ma averlo creato da me, con la mia energia, col mio Mana…me lo fa sentire mio e solo mio e inoltre grazie alla sua presenza, adesso ho un mini altare da poter utilizzare =)
Avevo pensato anche di scrivervi come ho fatto a realizzarlo per chi come me si è approcciato alla tradizione hawaiiana e lo voglia ricreare. E’ una traccia perché ripeto, non è affatto perfetto a livello di ‘’ingegneria’’ xDD

COSA SERVE:
– vaso con terra inutilizzata
– pietre e pietruzze varie (io ho utilizzato anche i pezzi dello stucco ormai secco)
– 4 paletti di legno
– 4 paletti più piccoli
– circa una decina di paletti per la base del ripiano (io ho usato i fusti di foglie di palma)
– rafia (TANTA)
– coltello da cucina

COME PROCEDERE
1. Ricavate da un ramo (cercate sempre di rispettare la Natura. Io i miei come ho detto su li ho ricavati da interi rami purtroppo staccati dagli operai che avevano bisogno di spazio per lavorare) 4 paletti della stessa misura.
Il ramo dal quale ricavarli non deve essere né troppo spesso né troppo sottile e soprattutto liscio senza una corteccia ‘’porosa’’. Per regolarvi: se il coltello da cucina taglia bene in pochissimi minuti e riuscite a tagliare senza troppe difficoltà allora è il ramo adatto. Se incontrate eccessiva resistenza, lasciatelo e trovate un ramo più sottile.
2. Se avete i rami fogliati, come nel mio caso, tagliate 4 segmenti di rami sempre della stessa misura e dello stesso spessore. Io addirittura li ho ricavati da 4 rami diversi e non dallo stesso.
3. Per il ripiano io ho utilizzato lo stelo di foglie di palma (se fate lo stesso: ATTENTI ALLE SPINE LATERALI!!!)
4. Inserite all’interno della terra del vaso i 4 paletti in posizione verticale e tutti alla stessa distanza. Devono arrivare a toccare il fondo del vaso e creare una sorta di pianta quadrata.
5. Inserite sulla superficie del vaso le varie pietre: terranno i paletti più stabili e li fisseranno meglio.
6. Prendete adesso uno dei 4 rametti più piccoli  (vedi 2) e fate un nodo con la rafia alla sua estremità. Lasciate almeno un centimetro di spazio altrimenti il nodo ‘’scappa’’ e si sfila dal rametto. A questo punto avrete il rametto e due fili di rafia che penzolano da esso. Per farvi capire …è come quando inserite il filo all’interno dell’ago prima di fare il nodo per iniziare a cucire.
7. Avvicinate il rametto piccolo al primo paletto da dove volete iniziare lasciando sempre almeno un centimetro dall’estremità del paletto e, attorno a questo, cominciate ad attorcigliare i due filamenti di rafia. Stringete bene e saldamente ma non troppo perché potrebbe spezzarsi. Fate più giri e anche più nodi e se volete potete aggiungere altra rafia fino a quando non vi sembra che sia tutto ben fissato e in sicurezza.
8. Procedete alla stessa maniera con gli altri 3 rametti e legateli bene anche all’altra estremità!
9. Utilizzate lo stesso metodo per il ripiano. Si lo so, è la parte più difficile. Ma non impossibile! Adagiate ogni paletto (o nel mio caso fusto di foglia di palma e ne ho usati circa 10) e cercate di costruire, uno ad uno, il ripiano fino a quando non avrete una sorta di pavimento vero e proprio.
Se ci saranno buchi non vi preoccupate: potete aggiungere altri paletti alla fine.
10. A questo punto il vostro altarino è pronto 🙂 lasciate un’offerta agli alberi da cui avete ricavato i vostri materiali!

La fatica sarà ricompensata, parola di Venus 🙂
Io ho anche aggiunto sulla terra una pietra piatta, come una specie di mattonella poiché anche le pietre possono fare parte della torre dell’oracolo. Inoltre l’altare chiamato lele è proprio una forma di piramide formata da un ammasso di sassi e pietre usate come supporto per lasciare le proprie offerte.
Su questa pietra ci ho adagiato, come vedete da foto, un piccolo portaincenso con un bastoncino già in funzione *-*

Adoro l’ombra che proietta sulla parete *-*

Ovviamente, essendo in miniatura, deve trattarsi di un incenso e relativo portaincenso di modeste dimensioni altrimenti neanche può passare tra i paletti.
L’idea dell’incenso mi è piaciuta tantissimo in questo modo le offerte più pesanti (proprio come l’incenso nel suo portaincenso che è di ceramica) andranno sulla pietra mentre quelle più leggere (piccole Lei, conchigliette, fiori ecc) andranno sul ripiano di sopra! Come se la pietra fosse un altro ripiano!
Questa volta sono davvero contenta del risultato ^_^ probabilmente decorerò anche il vaso ma per ora sono felice che la mia impresa sia riuscita ❤
E’ stata veramente una sfida e il fatto che ho sentito la presenza degli Dei e il loro supporto affinchè io potessi creare questo altarino è stata per me veramente importante!

FOTO:
–  Markcz
– terragalleria
– pinterest

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BISCOTTI DI LITHA

Ciao a tutti! Giorni fa avevo trovato un bellissimo articolo di un blog canadese (dunque  in lingua inglese) dove si parlava del Solstizio d’Estate, di Litha, delle varie celebrazioni nei vari paesi del mondo…e alla fine c’era una dolcissima ricetta per la realizzazione di dei biscottini, una graziosa attività culinaria per celebrare questo Sabbat e il giorno più lungo dell’anno 🙂
PREMESSA: Il link dell’articolo con la ricetta originale lo potete trovare a questo link MA, non essendo affatto una brava cuoca, ahimè, i miei biscottini esteticamente sono bruttini rispetto a quelli della ricetta originale eheheh xDD chiedo venia (anche se c’è un motivo ma ne parleremo più tardi)! Sono sicura che se qualche streghetta tra voi brava in cucina li farà, li renderà per quanto riguarda l’estetica molto più carini! Tuttavia come sapore sono davvero buoni, sono ‘’freschi’’, saporiti, un sapore che non avevo mai provato prima e speziati ma davvero delicati e di questo sono molto soddisfatta e compiaciuta 🙂
Tuttavia siccome è venuto scocciantello anche per me seguire le istruzioni in inglese, spero comunque che questo mio articolo possa quantomeno semplicemente semplificarvi le cose per avere già le direttive in italiano.
Inoltre ho notato che nel link originale non ci sono scritte molte istruzioni per la realizzazione (come il cellofan, la carta forno ecc) magari perché date per scontato ma per una come me che in cucina non è proprio brava…tra il leggere e l’essere ammaliati e tra il trovarsi in cucina e magari trovarsi in difficoltà o in confusione per una sciocchezza…il passo purtroppo è breve e dunque ho deciso di scrivere anche questi piccoli accorgimenti.
Allora cominciamo *emozione perché non ho mai cucinato niente per un Sabbat fino ad oggi*
Ci sono 2 ricettine, quella per i biscotti e quella per la ghiaccia!

RICETTA PER I BISCOTTI

– 1 e ¾ di tazza di farina
– ¾ di  tazza di burro ammorbidito
– ¼ di tazza di zucchero (la ricetta originale prevede zucchero di canna)
– ¼ di tazza di miele
– 1 pizzico di sale (che io non ho messo)
– 1 cucchiaino di salvia
– 1 cucchiaino di fiori di lavanda
– 1 cucchiaino di timo
– 1 cucchiaino di rosmarino
– una manciata di semi di cardamomo

Mescolate tutti gli ingredienti (con le mani!) fino ad ottenere un composto cremoso. Io…probabilmente proprio perché sono una frana come ho già detto, non riuscivo a ottenerlo così ho aggiunto dell’olio di semi di girasole. Impastate per bene tutti gli ingredienti fino ad ottenere una vera e propria pasta omogenea e malleabile.
Nel mentre, proprio perché siamo streghette, possiamo concentrarci e meditare su cosa per noi significa questo Sabbat, possiamo meditare sulle sue energie e celebrarlo attraverso questo lavoro magico culinario!
Adesso dovreste avere ottenuto una palla di pasta e spezie. Dividetela in 4 parti uguali. Ciascuna di esse andrà dentro un pezzo di cellofan trasparente e poi in frigorifero.
Fate passare un’ora o giù di lì.
Adesso potete ‘’rispacchettare’’ le quattro palline che avete creato in precedenza e formare i biscottini. Purtroppo la mia pasta non è venuta perfetta dunque non riuscivo a usare il mattarello per stenderla e dunque a fare le formine come si deve T____T li ho dovuti creare a ‘’mano libera’’ facendo delle palline e appiattendoli leggermente.
Il link originale invece prevede di stendere per bene la pasta e creare delle formine circolari, in caso aggiungete un po’ di farina se vi sembrano troppo molli!
Infornate per 10-15 minuti, la ricetta originale dice di preriscaldare il forno.
Qui dovete vedere un po’ voi da che tipo di forno avete e giostrarvi un po’ con il suo tipo di potenza.
Dopo che avete aspettato il tempo necessario e avete tirato fuori la teglia (con della carta forno per adagiare i vostri biscotti!!!) fateli raffreddare una ventina di minuti e procedete con la preparazione della ghiaccia.

RICETTA PER LA GHIACCIA

– 1 tazza di zucchero a velo
– latte (nella ricetta originale c’è scritto 3 cucchiaini. Io sono andata ad occhio e ne ho aggiunto fino a ottenere la consistenza che io volevo. Di certo non vi consiglio di metterne troppo! Anche qui è a vostra discrezione, andateci piano!)
– buccia di limone grattugiata (poca)
Girate gli ingredienti tutti insieme fino ad ottenere la consistenza di una vera e propria crema cercando di non far fare grumi allo zucchero a velo.
Per ottenere il colore giallo, nel link si parla di estratto di carota, colorante alimentare e curcuma.
Io ho fatto un mix di curcuma (non troppa sennò la ghiaccia saprà solo di questa spezia) e un po’ di zafferano.
Poi ho aggiunto fiori di lavanda e calendula con un pizzico di iperico sulla superficie nel mentre la ghiaccia cominciava a rapprendersi. Potete usare anche le spezie che avete usato per la ricetta dei biscotti stessi insieme a fiori di salvia, issopo e altre piante tipiche di questo Sabbat!
Se non siete abituati a tutte queste spezie e/o se semplicemente non vi fanno impazzire anche se volete comunque creare questi biscotti, non usatene troppe, dimezzate le dosi e non mettete troppi fiori di lavanda e calendula sulla loro superficie. I biscotti del link sono bellissimi a livello estetico ma, proprio perché a me l’esagerazione non fa bene…ho preferito non abbondare con troppa lavanda e calendula anche perché era la prima volta che usavo queste erbe in cucina!

SE SIETE ALLERGICI A UNA O PIU’ SPEZIE (MA ANCHE INGREDIENTI) NOMINATI NON VI CIMENTATE IN QUESTA RICETTA!!!

A questo punto i vostri biscotti del Solstizio sono pronti 🙂 Buon appetito e spero che questo articolo vi possa essere utile anche se io non sono purtroppo una brava cuoca AHAHAHAH ❤
Buon Litha streghine :*
– Venus

I thank the blog GATHER and the author  Danielle Prohom Olson for this super cute recipe and for the possibility to cook these cookies (and of having translated your words in my language)! Thank you and happy Litha ❤

IL MONDO DELL’OLTRETOMBA HAWAIIANO

L’ANIMA DOPO LA MORTE

Nella filosofia in chiave hawaiiana dell’anima dopo la morte,  l’Uhane ossia l’anima, viene dissociata dal Kino ossia il corpo. In questo modo si avrà una vita indipendente dopo il trapasso.
L’Uhane può essere visto lasciare il corpo della persona che sta morendo ma teoricamente esso può essere visto solamente dal Kahuna che lo sta assistendo perché invece, in pratica, le genti normali che non praticano le arti magiche, sono spaventati da questa forma visibile di una persona ormai morta.


L’Uhane infatti ha la forma umana del defunto e la sua stessa voce infatti le anime fuori dal corpo possono addirittura cantare e/o raccontare storie se non mandare proprio dei messaggi ai loro cari ancora in vita. E’ per questo motivo che, se NON sono anime malvagie, possono e anzi devono essere ascoltate con rispetto e reverenza.
L’Uhane pur avendo la stessa forma e la stessa voce del defunto ha la possibilità di contrarsi e allargarsi a proprio piacimento. Tuttavia non ha il potere di mutare forma poiché questo potere ce l’hanno solo e soltanto gli Dei (kinolau).
L’anima del defunto può prendere possesso di oggetti vari ma soprattutto delle ossa di quest’ultimo, per questo motivo le ossa sono ritenute altamente sacre e devono essere trattate con molto rispetto.
Per quanto riguarda il Mondo degli Spiriti è giusto che si dica che esistono degli esseri umani che si confondono con essi e viceversa.
Ci sono vari e svariati metodi per capire chi è l’uno e chi è l’altro ma sicuramente il metodo più diffuso e utilizzato è quello della prova del riflesso: se la persona/spirito ha il proprio riflesso allora è un essere umano, se non ce l’ha allora è uno spirito!

Come per molte altre culture, nelle Hawaii la Falena (soprattutto della specie Ascalapha odorata) è simbolo di anime defunte che vogliono comunicare con noi viventi!

IL MONDO DELL’OLTRETOMBA

Il Mondo dell’Oltretomba hawaiiano è composto da 3 parti principali.
PU’U-KU-AKAHI è la prima fermata.
KU-AKEAHU è il posto dove le anime si ammassano.
KA-PA’A-HEO è dove avviene la separazione definitiva tra anima e corpo!
All’ingresso del Regno dei Morti che appartiene alla Dea Milu, si trovano due Lucertole Giganti (mo’o) che fanno un po’ pensare ai due corvi di Odino e si chiamano Pili e Noho.
Pili e Noho sono i guardiani dell’ingresso della caverna di Milu ossia l’ingresso per il Regno dei Morti e la loro funzione lì è di fare attraversare ai viaggiatori il fiume Wailuku.
La parte tuttavia fondamentale del Mondo dell’Oltretomba è l’Albero della Vita e della Morte chiamato in hawaiiano Ulu-la’i-o-walu.
Questo grande e massiccio albero forma una via, come una sottospecie di ponte o di passaggio, tra il mondo dei vivi e il mondo dei morti.
Un lato di questo albero per la mitologia è verde sgargiante e fresco mentre l’altro lato è secco e fragile.
L’anima dovrebbe in un primo momento scalare questo albero facendo attenzione a stringere uno dei rami secchi poiché sono quelli che assicurano la salvezza dell’anima invece di essere direttamente scaraventata giù nel regno dei morti.
Dopo che si è scalato fino in cima e si è stretto un ramo secco, si deve discendere giù per il tronco principale fino al 3° livello dove si incontrano dei bambini che guidano l’anima verso la direzione giusta che questa deve percorrere. Un’altra versione del mito afferma che una lucertola gigante e un grosso bruco sono i guardiani dell’Albero della Morte e della Vita. Se l’anima sarà spaventata da questi ultimi allora significa che avrà nuovamente bisogno del proprio (o dei propri) Aumakua come è stato nella vita (potete andare qui per scoprire tutti i tipi di Aumakua che possono esistere )

L’albero in questione, come il frassino per l’Albero del Mondo nella tradizione norrena, dovrebbe essere l’albero di Aleurites Moluccanus chiamato in hawaiiano ‘’Kukui’’ albero produttore delle cosiddette ‘’Noci delle Molucche’’.

Gli Aumakua sono gli intermediari tra i mondi di Wakea cioè il Mondo della Luce e il mondo di Milu cioèil Mondo del Buio quindi tra il regno dei vivi e quello dei morti.
Ci sono 3 Mondi dei morti.
– il 3° è quello di Kane dove ci vive e porta le persone buone per diventare Dei (esseri venerati dalle famiglie di origine)
– I cattivi vanno ne ‘’La Terra dove gli uomini non hanno fatto né Bene né Male e dove aspettano di essere salvati’’. Poi c’è un altro ‘’spazio’’ e si tratta de ‘’La Terra dove loro vedono la Gioia e la Tristezza’’.
– Infine l’ultimo, dove c’è ‘’La Terra dove loro dovrebbero piangere per il tempo che batte tra il giorno e la notte’’.

Al ‘’Freddo Po’’ vanno coloro che discendono dall’Albero della Morte e della Vita e si tratta di un posto senza sofferenza o felicità, dove l’anima vive tanto quanto nel mondo dei viventi.
Nel Po di Milu vanno coloro che hanno disobbedito alle leggi: questo è un mondo di miseria, di tristezza, di oscurità, di sofferenza e di crudezza infatti la frase ‘’Discendere da Milu’’ è un’allusione per dire ‘’Morte’’.
Il Mondo di Milu tuttavia non è pensato come un luogo di tortura però appunto  è un luogo immerso nell’oscurità dove l’anima vaga senza apparentemente avere una vera e propria meta.
Il Po infatti viene descritto come un vasto mare dove le forme vivono al più basso stadio della vita.
Una figura importantissima della mitologia hawaiiana riguardo il Mondo dei Morti è quella dei Marciatori della Notte , in hawaiiano OI’O oppure HUAKA’-PO dove per ‘’oi’o’’ si intende il pianto del loro leader.
Questi spiriti suonano flauti e tamburi e sono apparsi a moltissimi hawaiiani ma anche a tanti stranieri. Sono stati avvistati nelle notti sacre a Ku, Lono, Kane e Kanaloa come in una processione religiosa vestiti come gli hawaiiani dell’Antichità.
Nel (bellissimo) film ‘’ALOHA – Sotto il Cielo delle Hawaii’’ c’è proprio una scena dove i protagonisti hanno questa visione (vi lascio lo screen sotto).

La protagonista infatti afferma che essi sono gli Antichi Guerrieri tribali che rendono omaggio ai loro Antenati andando alla ricerca dei loro cimiteri.
E’ senza dubbio una visione elettrizzante, particolare ed emozionante tuttavia, apparizioni di questo genere sono molto molto pericolose soprattutto se non c’è nessun Aumakua a proteggere lo ‘’spettatore’’; potrebbe costargli la vita. Come viene suggerito anche nel film, per evitare brutti incidenti ci si deve togliere completamente tutti i vestiti e fingere di dormire o semplicemente abbassare la testa.

Fonti: ‘’Hawaiian Mytology’’ di Martha Warren Beckwith
Fonti delle foto: Wikiwand, ‘’sotto il cielo delle hawaii’’, anywhere, bahaiteachings
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Semplice incantesimo per la prosperità con la cannella

Ho trovato, su un sito in lingua portoghese (www.theresatullio.com) un dolcissimo incantesimo con note speziate (letteralmente) per la prosperità e per la buona fortuna ma siccome era molto scarno e senza tante indicazioni sulla sua realizzazione, l’ho voluto tradurre, ampliare per spiegarlo meglio e in alcuni punti ricrearlo per avere più chiarezza sulla sua realizzazione rimanendo però sulla base originale per voi ❤ spero vi piaccia, a me è piaciuto tanto! Lo trovo molto utile, di facile realizzazione e molto potente a livello energetico!

Un giovedì di luna crescente si può fare un piccolo incantesimo per la Buona Fortuna da fare all’interno della propria abitazione.
Accendete una candela verde, se non l’avete allora optate per una di colore bianco e mettete da parte un po’ di cannella in polvere, meglio se l’avete sminuzzata voi ma può andare bene anche quella comprata e già in polvere. Ci si arrangia con quello che già si ha!
Con una mano tenete la candela, nell’altra mettete la vostra polvere di cannella e soffiatene un po’ sia all’interno dell’ingresso della vostra abitazione, sia all’esterno fino a quando non si sarà esaurita del tutto.
Nel mentre pronunciate queste parole “La  prosperità in questa casa sta per entrare e che questo incantesimo la buona fortuna possa portare. Piaccia così sia!”
Fate estinguere la candela che avete utilizzato da sola per poi seppellire i resti nella terra o (soprattutto se si tratta di cera sintetica) buttateli nella normale immondizia (occupiamoci sempre dell’Ambiente evitando di inquinarlo per i nostri scopi) visualizzando però il vostro intento come se fosse un seppellimento in terra vero e proprio.
Non lavatevi le mani soprattutto quella con la quale avete tenuto la cannella ma invece strofinatela sulla vostra testa meditando qualche minuto sul vostro intento. Dopo vi potete lavare tranquillamente.


CHI E’ ALLERGICO a questa spezia, ovviamente, sconsiglio categoricamente la realizzazione di questo incantesimo. In questo caso utilizzate una spezia che assicura prosperità allo stesso modo ma che non vi procura allergia! Consultate le tabelle di spezie per la prosperità sui vostri libri di magia o facendo una semplice ricerca su internet trovando una spezia-sostituto alla quale non siate allergici!

Fonte: www.theresatullio.com
Fonte della foto: Pinterest
Traduzione e rivisitazione: Se fossi una Strega

 

IL RUOLO DELLE DONNE NELLE ANTICHE HAWAII: IMPURE & SACERDOTESSE

Eccomi di nuovo qui con un altro articolo. Purtroppo è molto breve perché le informazioni, per quanto riguarda l’Antichità sono veramente scarne ma sono comunque felice di aver fatto questa scoperta (attraverso un libro rigorosamente in inglese che sto amando ‘’Kingship & Sacrifice’’ di Valerio Valeri) e ci tenevo a parlarne con voi 🙂

Come abbiamo avuto modo di appurare più e più volte, la società Hawaiiana (Antica) era a stampo  patriarcale che a sua volta era divisa per rango composto dai reali ali’i e i popolani.
Le donne avevano pochissimi diritti.
Se la società era suddivisa per ranghi questa suddivisione veniva ampliata anche per quanto riguardava i  costumi e le abitudini alimentari che venivano viste come dei veri e propri rituali.
Spettava agli uomini andare alla ricerca di quasi tutto il cibo anche perchè gli ali’i si cibavano soltanto di cibo consacrato nei templi. Questo cibo consacrato poteva essere consacrato e toccato solamente dagli uomini perché la donna appunto, era vista come una creatura impura.
Uomini e donne (del popolo) mangiavano e dormivano separati.
La maggior parte del cibo che veniva mangiato dagli uomini non poteva essere mangiato allo stesso modo dalle donne.
I cibi considerati kapu cioè tabù per le donne erano la Banana, la Noce di Cocco, varie e svariate tipologie di pesce, la carne di Balena, la carne di Cane, di Razza e di Manta, di Delfino, di Tartaruga e di Squalo.
Molti di questi cibi e soprattutto molti di questi animali dai quali si produceva della carne erano considerati sacri, le donne invece impure e questo è il motivo per il quale non potevano far parte della loro dieta.
Non potevano cucinare se non, qualche volta, delle patate dolci ma soltanto in delle zone limitrofe di alcune isole, non dove viveva la comunità e se gli ali’i mangiavano cibo consacrato (dagli uomini) nei templi sacri, le donne mangiavano al contrario cibo sconsacrato.
La Banana era considerata sacra perché rappresentava il fallo maschile degli Dei, le Noci di Cocco allo stesso modo rappresentavano i testicoli degli Dei dunque entrambi i frutti avevano delle connotazioni maschili, pure e dunque positive.
Le donne invece erano considerate impure, dunque negative per questo non avevano il diritto di mangiarli.
Soffermiamoci un attimo su questa ‘’negatività’’ che risiedeva nelle donne per gli uomini hawaiiani del Tempo.
La prima cosa che rendeva una donna incredibilmente impura era il sangue mestruale.
Forse non tutti lo sanno ma la parola ‘’tabù’’ (taboo in inglese) proviene dalla parola polinesiana ‘’tapua’’ che significa proprio ‘’mestruazione’’.
Addirittura, nelle Antiche Hawaii, le giovani ragazze che andavano in spose venivano deflorate non dal marito ma dalla propria nonna per far evitare al marito di entrare in contatto con il sangue dell’imene al primo rapporto sessuale.
Tuttavia anche se il ruolo e la figura della donna aveva una valenza così negativa, ad ogni modo serviva per la procreazione dunque era comunque importante per la società in generale.
Se l’uomo andava a pesca, a caccia, procurava il cibo, andava in guerra ecc alla donna era permesso di dedicarsi alla creazione di ornamenti come collane, ghirlande ecc, alla creazione di capi d’abbigliamento, alla danza e a tutte quelle attività che promuovevano l’erotismo e la seduzione, campi dove gli uomini non ci si dedicavano.
Bisogna dire che, anche se le donne erano viste sotto questa chiave di impurità e negatività, c’era un solo campo riguardo le pratiche spirituali e ritualistiche dove, a volte, era concesso loro di accedervi ed era il campo della Stregoneria.
Infatti le donne avevano il privilegio di venerare le Dee femminili come Pele o Haumea e di chiedere il loro aiuto, di pregarle e di onorarle.
Per quanto riguarda la Dea Pele e le altre Dee della sua famiglia, molto spesso la loro venerazione era stabilita da delle vere e proprie Sacerdotesse.

Queste venivano chiamate kahula che letteralmente significa ‘’profetesse’’ o altre volte haka cioè ‘’medium/veggenti’’.
Il loro era un ruolo di mediazione tra la divinità e la sua forma femminile personificata proprio dalla sacerdotessa che veniva posseduta dalla divinità con cui aveva stabilito un contatto. Un po’ come la nostra Sibilla Cumana o l’Oracolo di Delfi.
Queste sacerdotesse, sembra avessero largo seguito e molta importanza soprattutto nell’isola di Ni’ihau.
Esse potevano consacrare i sacrifici (ATTENZIONE: Nella Tradizione Hawaiiana Antica TUTTI i rituali venivano chiamati ‘’sacrifici’’, anche il solo passare la coppa di awa, la bevanda degli Dei, di mano in mano prima di andare in battaglia veniva chiamato così. Non per forza doveva esserci il sangue per far sì che un normale rituale si chiamasse sacrificio!).
Due di loro sono state molto importanti. La prima si chiamava Waratoi e si dice che facesse giornalmente dei rituali religiosi quotidiani utilizzando una gestualità tutta particolare.
La seconda, vissuta nel 1600 si chiamava Keakealaniwahine (bis-bis nonna di Kamehameha I)e lei fu una delle pochissime sacerdotesse hawaiiane, insieme a sua madre anche lei Sacerdotessa, ad avere il diritto di entrare nei templi sacri e di assistere alle cerimonie religiose. Tuttavia anche se aveva questo permesso e privilegio, non poteva comunque mangiare il cibo posto sull’altare né tantomeno toccarlo.
Le Sacerdotesse molto spesso erano donne che stavano vivendo il periodo ‘’post-menopausa’’ probabilmente proprio perché durante l’età fertile, paradossalmente per noi occidentali, mestruavano ancora e come abbiamo detto il sangue mestruale era considerato la cosa più impura che potesse esserci.
Inoltre non dovevano essere sposate e molto spesso erano le figlie di Alti Sacerdoti dove quest’ultimi le utilizzavano nei rituali riguardanti la divinazione.
Articoletto breve ma spero che possa comunque essere interessante per qualcuno 🙂
– la vostra Venus

 

Fonte delle foto: Hawaii Luau – Pinterest

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CREAZIONE DEL CERCHIO e INVOCAZIONE DEI 4 ELEMENTI IN CHIAVE HAWAIIANA

8 Novembre 2016

Facendo ricerche sul web, se avete letto il mio primo articolo, saprete che almeno io su questa tradizione a livello ritualistico non ho trovato NIENTE.
Ci Tengo a precisare che questo articolo non vi spiegherà cosa sia un Cerchio Magico, la ‘’sfera’’ che si crea e che ‘’tocca’’ il nostro Mondo e quello di Sotto ecc.
Anche se – apro una piccola parentesi come semplice curiosità – è giusto sapere che il Cerchio come forma geometrica per gli antichi nativi hawaiiani era considerato come la forma perfetta ed era associato in positivo al concetto di incesto infatti i bambini nati da un rapporto tra fratello e sorella avevano un Mana più potente rispetto agli altri bambini.
Lo sto scrivendo solo per inserire qualche invocazione (scritta di mio pugno!) in chiave Hawaiiana dunque sarà più facile da comprendere per coloro che hanno già qualche nozione in questo senso e non i neofiti a livello ancora ”tabula rasa”.
Su questo argomento di cui sto trattando in questo articolo neanche Scott Cunningham nel suo libro ne parla per questo mi sto sforzando, con tutta me stessa (e spero che il mio ‘’lavoro’’ verrà almeno riconosciuto sotto forma di semplice ‘’Fonte’’) per creare qualcosa che anche magari lontanamente possa arrivare a creare una sorta di ponte tra la pratica Antica Hawaiiana e quella Moderna che noi neo-pagani di oggi seguiamo.
Tuttavia, almeno per il Fuoco che in quest’ultimo anno ho scoperto essere il mio Elemento, già dalla primavera del 2016, mentre lo invocavo nominavo anche la Dea Pele come se fosse stata la cosa più naturale del mondo.
Prima dicevo solo qualche parola semplice del tipo ‘’invoco luce a Est/Sud ecc’’ senza focalizzarmi davvero e realmente su ciascun Elemento, forse era per questo che all’inizio li sentivo poco e sentivo poco il Cerchio.
Adesso invece riesco a visualizzare le loro Essenze e il fatto di aver nominato Pele per il Fuoco la prima volta che decisi di fare questo piccolo grande passo, mi venne del tutto naturale e istintivo.
E’ importante però che quando invocate gli Elementi (e questo vale per tutte le tradizioni e anche per la Wicca) non vi focalizziate solamente sull’accensione della candela che rappresenta quel determinato Elemento, se fate così allora non avete proprio capito nulla. Chiamando, invocando gli Elementi dovete cercare di sentire, di percepire la loro essenza e la loro energia all’interno del Cerchio che avete creato!
Dunque in questo articolo vi scriverò le mie personali invocazioni per i 4 Elementi in chiave hawaiiana e qualche frase per la creazione dello spazio sacro spiegando, alla fine dell’articolo qualche punto che magari non è così conosciuto a chi non conosce o non ha mai studiato nulla sulla tradizione Hawaiiana Antica.
OVVIAMENTE qua nessuno è tenuto a seguire questa tradizione, non mi stancherò mai di dirlo. E per quelle streghette che invece hanno capito che è questo il loro Sentiero (in questo caso ‘’ciao, Sorelle! Ora potete farmi compagnia 😀 ), spero che questi miei scritti vi piacciano e se volete cambiarli a vostro piacimento, sentitevi libere!

INVOCAZIONE PER L’APERTURA DEL CERCHIO

Con questo incenso fumigo questo Cerchio
*prendete tra le mani il vostro incensiere/portaincenso ecc e fumigate per 3 volte in senso orario il vostro Spazio Sacro*
In esso invoco i 40.000, i 400.000 e i 4000 Dei.
Essi vengono a 2 a 2,
Essi vengono a 3 a 3,
*continuate così fino a pronunciare ‘’Essi vengono a 12 a 12’’*
Eccoli qui, che il rito abbia inizio!
Amama una noa – Piaccia così sia (potete anche NON dire la frase in hawaiiano e dirla semplicemente in italiano!)

 

 INVOCAZIONE PER L’ARIA
Io invoco luce ad Est,
Elemento dell’Aria.
Elemento di Ku e di tutte le divinità dell’Aria
Elemento del Soffio vitale
Elemento del Respiro
Elemento del Vento
Che tu possa giungere in questo Cerchio
per assistermi, aiutarmi e proteggermi

INVOCAZIONE PER IL FUOCO
Io invoco luce a Sud,
Elemento del Fuoco.
Elemento di Pele, e di tutte le divinità del Fuoco.
Elemento dei Vulcani e della loro lava.
Elemento dell’Amore.
Elemento della Trasformazione.
Che tu possa giungere in questo Cerchio
per assistermi, aiutarmi e proteggermi.

INVOCAZIONE PER L’ACQUA
Io invoco luce ad Ovest,
Elemento dell’Acqua.
Elemento di Hina, Dea della Luna e di tutte le divinità dell’Acqua
Elemento dei pescatori.
Elemento del Pesce, nostro sostentamento per la vita.
Elemento delle Emozioni.
Elemento delle lacrime
Elemento del mare, del lago e del fiume.
Che tu possa giungere in questo Cerchio
per assistermi, aiutarmi e proteggermi

INVOCAZIONE PER IL NORD
Io invoco luce a Nord.
Elemento della Terra.
Elemento Haumea, Madre Terra e di tutte le sue divinità.
Feconda e sacra.
Elemento delle palme e delle noci di cocco,
nostro sostentamento per la vita.
Elemento dei boschi e delle foreste.
Elemento delle colline e delle montagne.
Elemento delle piante e degli alberi sacri.
Che tu possa giungere in questo Cerchio
per assistermi, aiutarmi e proteggermi.

 

CHIUSURA DEL CERCHIO (spegnete le candele degli Elementi e degli Dei con uno spegni candele e NON con il soffio se appoggiate la credenza che sia un gesto irrispettoso nei Loro confronti)

L’Elemento della Terra era in questo Cerchio ma ora è andato, che possa tornare a trovarmi.
*Continuate così, dunque in senso adesso antiorario dalla Terra fino all’Aria*
I 40.000, i 400.000 e i 4000 Dei sono anch’Essi stati con me in questo Cerchio ma ora sono andati.
Essi se ne vanno a 2 a 2, a 3 a 3…ecc fino a 12 a 12.
Che possano sempre starmi accanto come io li amo nella mia Vita.
Il Cerchio è chiuso.
Amama ua noa – Piaccia, così sia!

 

SPIEGAZIONE:

(ARIA)
KU: Uno dei quattro Dei maschili principali hawaiiani. Fratello di Hina e Dio della guerra e della stregoneria.
La sua direzione è l’Est, appunto la direzione dell’Aria.

(FUOCO)
Pele, non ha bisogno di spiegazioni

(ACQUA)
HINA: Una delle principali divinità femminili. Dea della Luna, sorella di Ku, la sua direzione è l’Ovest, la direzione dell’Acqua, la Direzione del Femminile e delle Emozioni. E’ anche la Dea dei coralli. Il Pesce e i pescatori..all’epoca il pesce era il sostentamento principale per la vita della comunità. Infatti nel Kumulipo, il Canto della Creazione, le prime forme di vita di cui si fa parola, sono proprio il pesce, le alghe, i molluschi e le altre varie creature marine.

(TERRA)
HAUMEA: Eccola, la mia Dea! Madre Terra, dea della fertilità e della nascita dei bambini. Dea trina poiché ha la capacità di cambiare il suo aspetto da giovane donna, a donna matura a donna anziana. Haumea è la madre di Pele!

(I 40.000, 400.000 e 4000 DEI)
Per ogni divinità del Pantheon Hawaiiano esiste un numero infinito di divinità a queste subordinate ce però discendono sempre e comunque dalla linea di sangue ancestrale e divino della divinità principale.
Per non offendere dunque nessuna divinità principale o subordinata, durante le cerimonie sacre, si usava pronunciare questa frase per non tralasciarne nessuno e dare a ciascuno di loro la medesima importanza!

Per esempio: Kamapua, il Dio dalle sembianze di un maiale/cinghiale, è una divinità subordinata di Lono

Ci tengo a precisare nuovamente che queste invocazioni le ho scritte io personalmente ma alcune frasi le ho imparate (e ormai mi vengono automatiche) dalla mia Sorella de ‘’L’Arte della Magia’’ che ringrazio per avermi spronato 4 anni fa a intraprendere questo Cammino e saluto con tanto affetto ❤
No, magari non sono perfette. Magari ad alcuni, puerilmente, possono far ridere, ad altri possono proprio non piacere ma sono le mie che ho voluto mettere a disposizione per i miei lettori e che possono tranquillamente essere trascritte nel vostro BOS modificandole.
Penso che qualche streghetta spaesata un giorno possa trovare la sua Strada anche lei nella Tradizione Hawaiiana e non avere uno straccio di niente in tutto internet e nemmeno nelle biblioteche (almeno italiane) non aiuta.
Io mi sto sforzando, per quanto mi sia possibile, di creare quasi da zero questo Percorso hawaiiano in chiave neo-pagana e spero tanto che possa servire a qualcuno. Magari non sarà, come dicevo prima, perfetto ma spero comunque che possa piacere e soprattutto essere di aiuto almeno come semplice base da cui partire per poi creare qualcosa di più complesso.

 

E’ SEVERAMENTE VIETATO COPIARE IL TESTO DI QUESTO ARTICOLO O PARTI DI ESSO SENZA IL PERMESSO DELL’AUTRICE

 

Fonte delle foto:
Pinterest
Hawaii Sacred Weddings

 

BELTANE e il Lei Day – Il Giorno della Ghirlanda

Come tutti sanno nel mondo, le Hawaii sono famosissime per le loro ghirlande (chiamate appunto ‘’lei’’) prima ancora – purtroppo – della loro cultura e mitologia.
Non a caso, appena si dice a qualsiasi persona ‘’pensa alle Hawaii’’ la tradizionale ghirlanda è uno dei primi simboli che viene richiamato alla mente.
Tuttavia non tutti sanno che nelle Hawaii, mentre in molti paesi si festeggia la Festa del Lavoro, mentre noi pagani/neo-pagani celebriamo Beltane…il 1° maggio si festeggia il Lei Day, ossia proprio il Giorno della Ghirlanda.
Nelle Hawaii questo giorno di festa viene celebrato in tutte le isole ma con ghirlande e fiori diversi; ha inizio la mattina del primo giorno di maggio, alle nove del mattino e prosegue fino al giorno successivo.
Il giorno della festa venne istituito nel 1929 ma la prima volta che venne celebrato fu nel 1927 e venne inventato dal poeta e giornalista editorialista locale Eric Kosciuszko nel 1920 per poi essere stato adottato dal governo e dalla popolazione stessa.
Il Lei Day non ha legami religiosi e/o politici ma viene usato per celebrare la cultura delle isole in senso generale e quella dei nativi hawaiiani in particolare e oggi viene usato anche per celebrare lo Spirito dell’Aloha ma anche e soprattutto l’orgoglio di essere hawaiiani.
La prima volta fu celebrata alla Banca delle Hawaii, poi al municipio e successivamente l’evento venne spostato al parco Kapi’olani, dove viene tenuto ancora oggi!
Il Lei Day non è mai stato interrotto o saltato tranne durante la Seconda Guerra Mondiale, periodo affatto adatto a una festa gioiosa e spumeggiante.

Ormai la festa è stata integrata alla cultura di etnie diverse tra loro come quella cinese, filippina, giapponese, scozzese, portoghese, coreana per la moltitudine di immigrati che si sono stabili alle isole Hawaii nell’ultimo secolo.
I nativi hanno cercato per molto tempo di preservare il Lei Day da questa integrazione con diverse culture ma era inevitabile per poter convivere in pace e armonia secondo il principio dell’Aloha
Venne deciso il primo giorno di maggio per questo evento per riuscire ad avere una sorta di concomitanza con il May Day che altro non è, come abbiamo detto sopra, il giorno internazionale dei lavoratori che comunque ha origini pagane pre-cristiane riprendendo il giorno del Calendimaggio, la Notte di Valpurga, Floralia dell’Antica Roma, Beltane per i popoli celtici ecc…quindi diversi nomi per diverse culture per celebrare il ‘’primo giorno d’estate’’ (mentre Imbolc che rappresentava il ‘’primo giorno di primavera’’).
Proprio per l’integrazione con culture differenti, non è raro di osservare un Palo di Maggio, tipicamente pagano, con le fiamme e realizzato in stile hawaiiano

A livello festivo, durante questo giorno, vengono organizzate delle parate, delle sfilate con le ghirlande tradizionali, danze e canti di Hula (che in questo giorno prendono il nome di hapa haole)dove partecipano numerose organizzazioni e istituzioni in particolare per le scuole dove i bambini e ragazzini intrecciano le loro ghirlande o assistono a dei corsi di nativi hawaiiani dove vengono spiegati i vari significati dei fiori e delle ghirlande che stanno per essere realizzate proprio per fare partecipare i più giovani e sensibilizzarli sull’importanza di preservare la cultura hawaiiana e spiegarla e proteggerla per i postumi.

Durante questo giorno si realizzano ghirlande anche per essere date in dono e scambiarle con amici e parenti in segno di affetto e tenerezza reciproca.
Come abbiamo avuto modo di capire, per i polinesiani e gli hawaiiani in particolare le regole e tabù erano di primaria importanza nella loro società e infatti esistevano, ed esistono ancora oggi, delle regole per come indossare le ghirlande: ci sono modi precisi per indossare una lei sulle spalle, non si deve togliere dal collo la ghirlanda mentre una persona a noi cara ce la sta porgendo per indossarla e inoltre il rifiuto per una Lei è un gesto assolutamente irrispettoso.

I SIMBOLI NELLE VARIE ISOLE

Ogni isola ha una propria ghirlanda tradizionale e allo stesso modo ha un fiore tradizionale!
Vediamole insieme 🙂

HAWAII – BIG ISLAND
Colore: Rosso
Fiore: Ohi’a Lehua (Metrosideros macropus)

si tratta di un bell’albero della famiglia delle Mirtacee (come il mirto) che si sviluppa velocemente sulla lava fresca nell’isola di Hawaii. I suoi ‘’pon-pon’’ di colore rosso sono sacri alla Dea Pele ma anche a Hina, Laka e Hi’iaka infatti le Lei realizzate con questo fiore sono le preferite di queste Dee. Tuttavia è un fiore associato anche agli Dei Ku e Kane probabilmente perché, attraverso l’utilizzo del legno di questo albero, venivano intagliate delle statuette lignee proprio per raffigurare questi Dei. E’ inoltre un simbolo di forza per la sua capacità di adattarsi e di sopravvivere a climi molto rigidi.

MAUI
Colore: Rosa
Fiore: Lokelani (Rosa damascena)

Essendo un fiore molto fragile indica dolcezza e delicatezza ma anche determinazione poiché prende tranquillamente come viene piantata.

OAHU
Colore: Giallo/dorato
Fiore: Ilima (Sida Fallax)

Appartenente alla famiglia delle Malvacee (come la malva) è una pianta, a fiore giallo che cresce nelle coste vicino all’oceano. La pianta è sacra alla Dea Laka e a Ka’ahupahau la Dea Squalo di Pearl Harbor ma anche a Kane ‘Apua, fratello di Pele guaritore con la pianta di taro. Sia quest’ultimo che Laka possono apparire sotto forma di questo fiore. La messa a terra di questa pianta prevedeva un rituale particolare: il seme doveva essere posto all’interno di una conchiglia e quest’ultima doveva essere sotterrata per bene nella terra. Veniva usata anche per bambini ammalati e donne gravide e, un po’ come la nostra margherita, attraverso questo fiore si poteva prevedere se l’Amore che stiamo vivendo sia abbastanza forte e duraturo!

MOLOKAI
Colore: Verde
Fiore: Kukui (Aleurites moluccana)

Chiamata anche ‘’candela di noce’’ (?) poiché attraverso l’utilizzo di questi frutti simili a delle noci si potevano creare delle torce ed è per questo che prendono questo nome particolare ma potevano anche essere assunte come cibo prelibato e speziato, ed è un kinolau (forma fisica) di Kamapua’a ossia una delle varie forme del Dio Lono. Veniva usato anche e soprattutto nelle cerimonie sacre e rappresentai principi della Pace, dell’Illuminazione e della Protezione per questo motivo trovava largo uso nei rituali e negli incantesimi dei Kahuna (i maestri/sacerdoti)

LANA’I
Colore: Arancione
Fiore: Kauna’oa (Cuscuta sandwichiana)

Per fare questa ghirlanda si raccoglievano i ‘’fili’’ di questa pianta che cresce nella sabbia e si intrecciavano tra loro per creare il ‘’telaio’’ della ghirlanda stessa. Ha una valenza spirituale molto importante poiché assimila le sostanze nutritive dall’aria dunque dal Cielo piuttosto che dalla Terra.

KAUAI
Colore: Viola/Verde
Fiore: Mokihana (Pelea anisata)

In questo caso non si tratta di un fiore vero e proprio ma di una bacca verde con un odore pungente e piccante simile all’anice. Si trova solo sul monte Waialelae e come materiale ha un’ottima resistenza e durata. Kauai è l’isola che il più delle volte, per tradizioni, differisce dalle altre e anche in questo caso non fa eccezione dunque possiamo vedere questa Lei di Kauai come un simbolo di unicità e di peculiarità diversa dal Generale.

Come abbiamo visto il Lei Day è il giorno della ghirlanda ma le ghirlande alle Hawaii non vengono indossate solamente in questo giorno di festa ma anche per lauree, compleanni, matrimoni, per il Luau Party, per gli anniversari, per le cerimonie e anche per i funerali!
Mi piace sempre ricordare come nel 2015, non avendo altre idee per Beltane, creai seguita semplicemente dall’istinto e dalla fantasia una semplice ghirlanda con una foglia di edera, petali rossi di rosa e petali di carta bianchi a simboleggiare gli Dei. Mi avrebbe protetto per tutto l’anno a venire e nel 2016, quando la bruciai come se fosse stata una sorta di Croce di Brigid, scoprii che il giorno di Beltane alle Hawaii è il Lei Day e quella fu la mia prima epifania che mi fece capire che sarebbe stata questa la mia Strada volendo o meno!

Fonti articolo:
– wikipedia
– flowerleis.com
-‘’a history of day lei’’
– ‘’Hawaiian magic & spirituality’’ Scott Cunningham

Fonti delle foto:
– pinterest
– vielle benessere
– Dave’s garden
– Aloha Hawaii
– the kahala hotel & resort
– piante tropicali
E’ SEVERAMENTE VIETATO PRENDERE QUESTO ARTICOLO O PARTI DI ESSO SENZA CHIEDERE PERMESSO ALL’AUTRICE
– Venus ❤
 

 

L’EGOSIMO SPIRITUALE

Coloro che mi seguono con una certa regolarità, avranno sicuramente letto queste parole poiché, nell’ultimo periodo le ho usate davvero molto spesso e purtroppo a malincuore.
Non sono affatto sicura di essere la persona che abbia ‘’coniato’’ questa espressione e francamente non mi interessa avere nessun ‘’predominio’’ in questo senso ma ci tengo ugualmente ad affrontare l’argomento e spero che nessuno si possa offendere se si sentirà di rientrare in queste categorie ma che, anzi, possa trovare in questo mio articolo qualche spunto di riflessione per evolvere, per raccogliere o ritrovare la propria umiltà e per capire che spesso il proprio egoismo porta a fare delle cose e scelte sbagliate a discapito di sé stessi ma anche e soprattutto degli altri che li circondano.
Ci sono tantissimi campi in cui l’egoismo spirituale lavora e quasi come un paradosso si evidenzia soprattutto nei neofiti che invece dovrebbero ‘’andarci piano’’ e dovrebbero capire l’importanza di essere umili.
Partirò dalle categorie che possono essere corrette fin da subito e con poche difficoltà per arrivare a quelle che ormai, purtroppo, fanno parte dell’ordine mondiale e sradicarle per ricostruirle da capo, ahimè, è solo un’utopia.
Il neofita si sente come in una sorta di debito con quella Realtà che ha scoperto da poco dunque, come una specie di riflesso incondizionato proveniente dal suo inconscio, cerca disperatamente di apprendere (parlo dei neofiti seri, non quelli che vogliono fare gli alternativi) il più possibile della serie ‘’di tutto un po’’’.
Per carità…è una cosa giustissima e nobile ma prendetevi il vostro tempo per far depositare quei concetti che avete appena appreso altrimenti vi ritroverete soltanto nel Tornado della Confusione non solo per voi ma anche per coloro che vi chiederanno qualcosa o che saranno semplicemente attratti dal vostro Sentiero Spirituale.
Essere precipitosi, fare quello che vi dice l’istinto ma senza seguire un senso logico, evocare Qualcosa che non conoscete e che non sapete poi fronteggiare sarà deleterio sia per voi che per coloro che vi seguono.
A questo proposito rientra un’altra categoria: il neofita amministratore di pagine Facebook.
Non voglio in alcun modo fare la santarellina: io stessa ero una neofita quando creai la mia adorata ‘’Se fossi una Strega’’.
Essere neofita NON significa non avere il diritto di crearsi una propria pagina Facebook però…che il neofita abbia almeno la decenza di non condividere castronerie alla ‘’Giovani Streghe’’, che non copi il lavoro delle altre Sorelle, che possa imparare insegnando e insegnare imparando altrimenti è tutto inutile.
Il neofita che va al parco e che lascia offerte random per le Divinità e che poi ‘’Tanto se le vanno a mangiare gli uccellini. Ho fatto del Bene’’.
Ho scritto un articolo a riguardo che potete leggere qui  ‘’Etica e morale sulle offerte agli Dei’’ dove spiego appunto che, soprattutto in luoghi frequentati da varie specie animali come anche gatti o cani, alcuni tipologie di cibi lasciati come offerta sono pericolosissimi per questi ultimi. Fate sempre attenzione a cosa volete lasciare come offerta. Non pensate che ‘’tutto può andar bene’’ e non pensate soltanto alla vostra voglia di fare quando questa, anche a fin di bene, si può trasformare in qualche pericolo per un’altra vita che non sia la vostra. Pensate sempre al Prossimo. Intraprendere un Sentiero Spirituale significa anche questo.
Un’altra categoria è la strega pagana scrittrice di libri (purtroppo) senza né capo né coda scritti tanto per essere scritti.
Purtroppo questo viene da una pessima, o superficiale preparazione nei temi che vengono trattati nei libri di questa categoria, ma anche dal desiderio irrefrenabile di diventare qualcuno di ‘’famoso’’ nell’ambiente pagano.
Il mix dei due causa squilibrio ma soprattutto cattiva informazione nei lettori in particolare ovviamente se questi sono neofiti.
Ho letto libri di persone italiane, spesso admn, che hanno scritto libri che neanche possono essere definiti tali. Una lista della spesa sarebbe più interessante.
Scrivere un libro PER scrivere un libro e non perché si voglia davvero lasciare qualcosa a qualcuno, è inutile e soprattutto è inutile se quello che è stato scritto è una brodaglia di cose mischiate, messe alla rinfusa senza senso logico così ‘’a infarinatura’’ e prese da altri autori che hanno fatto davvero la storia del neo-paganesimo. Che senso ha scrivere un libro scopiazzandone altri 3-4 famosi e per giunta prendere cose da siti internet e spacciarle per proprie…!? Davvero io non capisco.
A queste persone dico: ritrovate la vostra umiltà e se proprio avete il desiderio di scrivere un libro su questi argomenti, fatelo quando avrete una buona se non ottima preparazione e quando avrete davvero la voglia di scrivere e se non volete farlo per la vostra dignità almeno fatelo per quei neofiti che, soprattutto all’inizio, pensano (sbagliando) che TUTTI i libri a tema pagano siano da prendere in considerazione facendoli soltanto confondere senza dargli quello di cui necessitano davvero per il loro futuro bagaglio culturale.
Un’altra categoria ingloba il mondo degli animali intesi come Totem e come Famigli.
E’ idea comune pensare che siccome abbiamo un animale preferito, quello in automatico è il nostro totem. Mi dispiace, non funziona così e a questo link potete trovare un articolo completamente dedicato a questo tema  ‘’L’animale totem non è un peluche’’  dunque andrò direttamente avanti.
Il Famiglio è un animale reale ossia in carne ed ossa, spesso domestico come un gatto o un cane, che diventa quasi come un vero e proprio prolungamento della Strega come fossero una cosa sola per il loro incredibile rapporto affettivo.
Il Famiglio viene tanto desiderato perché instaura con il padrone un rapporto speciale in cui si è capaci di capirsi reciprocamente semplicemente con uno sguardo.
Il Famiglio inoltre si farà carico, a livello energetico, dei vostri malesseri, della negatività che vi circonda, vi schermerà  dalla cattiveria e appunto dalla negatività stessa assorbendo questa come una specie di calamita. Alla luce di questo, siete proprio sicuri di desiderare un Famiglio?
Allo stesso modo, avere che so…15 animali e dire ‘’ho 15 Famigli’’ è sbagliato.
Il Famiglio, pur essendo tutti i nostri animali che vivono con noi speciali, non significa questo. Il Famiglio è uno e se schiaccia l’occhio, (poiché magari gli è entrato un granello invisibile di polvere il più delle volte xD) …non significa che il vostro unico animale ricopra questo ruolo.
Sempre nella categoria degli animali ci sono quelle streghe che pensano che, il proprio animaletto ormai defunto sia il proprio Spirito Guida.
Ma chi lo dice? Ma perché mai lo spirito di quell’animale, che tra le altre cose ha anche appena attraversato il Velo e l’esperienza, in alcuni casi potrebbe anche essere traumatica per alcune anime debba per forza prendersi questa responsabilità per voi? Perchè deve essere per forza il vostro Spirito Guida? Perché dovrebbe per forza volerlo? Chi l’ha stabilito? Voi? Ah eh beh, voi in questo caso non fate molto testo. Dovrebbe deciderlo lui e non voi per lui.
Un’altra categoria è quella delle pietre e cristalli e della loro cura.
Ho conosciuto streghe che pensano e danno per assodato che TUTTI gli Elementi naturali quali Terra, Sole, Acqua, Sale ecc facciano bene e siano adatti per la pulizia delle nostre pietre a priori.
SBAGLIATO.
Per moltissimi cristalli il sole fa malissimo, la terra li rovina, il sale li deteriora, l’acqua li disintegra.
Affermare ‘’io amo la Natura quindi la Natura mi aiuta’’ è un atteggiamento sbagliato ed egoista.
Se non sapete qualcosa, informatevi prima.
Non date tutto per scontato!!! Fate ricerche sul web, acquistate libri sulla cura dei cristalli e soprattutto sulla loro composizione chimica per capire quali metodi vadano bene e quali no prima di distruggerli senza neanche sapere il perché.
Allo stesso modo, apro una parentesi per gli elisir.
Ci sono in natura delle pietre tossiche come la sodalite. NON FATE ELISIR CON QUESTE PIETRE! Informatevi su quali minerali come il rame o il piombo che li compongono prima di fare le streghette fighette e dire ‘’io faccio sempre elisir con le pietre, fanno benissimo’’.
Lo dico per voi. State attenti a quali pietre utilizzate per le vostre pratiche se non volete beccarvi una bella intossicazione!!!
Un’altra categoria è quella che pensa che le Divinità siano sempre pronte ad aiutare, a realizzare i propri desideri e/o preghiere ecc. o che quella determinata Divinità sia la propria Divinità al quale consacrarsi.
Io pensavo che la mia divinità matrona fosse Afrodite…tradizione greca, no!?
E che tradizione seguo? Quella Hawaiiana e per questo motivo per quattro anni mi sono dovuta mettere in discussione ogni giorno della mia vita e ancora, probabilmente, non ho finito di farlo perché non mi sento affatto ‘’arrivata’’.
Questo lo dico per farvi capire che dare tutto per scontato è sbagliato e a volte pericoloso.
Ci sono dei determinati momenti in cui noi non siamo in equilibrio con le nostre energie interiori e magari il responso negativo da parte delle Divinità dovrebbe farci capire proprio questo e dove stiamo sbagliando con loro.
Le Divinità non sono al nostro cospetto. Siamo noi ad essere al loro cospetto.
Siamo noi che dobbiamo superare le prove che loro ci mettono davanti.
Siamo noi che dobbiamo accettare le realtà che loro ci presentano.
Siamo noi che dobbiamo attenerci alla loro volontà.
Parliamo tanto di sentire, di percepire…ma se poi ci irritiamo perché qualcosa che volevamo e che avevamo chiesto alle Divinità non va in porto, se non sentiamo quello che loro hanno da dirci e da insegnarci e magari farci capire i nostri errori nei loro confronti perché siamo troppo egoisti e vogliamo solo quello che diciamo noi e quando lo diciamo noi, come possiamo pretendere di ottenere non solo quello che vogliamo ma anche e soprattutto la loro Benevolenza e Presenza nella nostra vita?
Ce ne saranno sicuramente altre ottantamila di categorie riguardo l’egoismo spirituale che magari sto dimenticando al momento.
Altre categorie possono essere quelle di quelle streghe che scelgono una propria tradizione perché gli piace e non perché è la loro tradizione effettiva… Il neofita che sfoggia il proprio pentacolo ad amici e soprattutto a parenti cristiani che invece di farli capire vengono spaventati semplicemente per il modo in cui si spiega il suo significato…quelle persone che affermando di fare scattare e di mandare in tilt i propri elettrodomestici quando sono arrabbiate senza capire che non è affatto qualcosa di cui vantarsi ma che, al contrario, è sintomo del vivere uno stato di squilibrio energetico che dovrebbe essere ripristinato…quelle streghe che si improvvisano cartomanti senza sapere nulla di Divinazione…quelle persone che si improvvisano ‘’sciamani occidentali’’ anche sul web soltanto per vendere e dunque solo per scopi di lucro e davvero potrei continuare.
Ma la peggiore categoria per me è quella dei guru New Age che si appropriano di una cultura ‘’particolare/esotica/lontana/piena di energia’’ per ricrearla e purtroppo ricrearla male.

Seguendo la Tradizione Hawaiiana mi sono accorta di quanto schifo faccia la nostra società occidentale capace solo di pensare ai propri scopi spirituali del ‘’senso di benessere interiore’’ senza preoccuparsi di contribuire, senza saperlo, a un vero e proprio etnocidio culturale.
Vi faccio un esempio che riassume tutti gli altri con il termine ‘’Unihipili’’.
Esempio che personalmente per tutta questa superficialità ed egoismo spirituale, mi fa venire i brividi.
Se fate una ricerca su Google vi spunteranno articoli in italiano su ‘’come ritrovare il proprio bambino interiore’’.
Carino e puccioso, no!? In effetti l’Unihipili ha davvero qualcosa a che fare col mondo dell’infanzia ma perché si tratta di uno spirito maligno che uccide un bambino e poi dovrà essere fatto un rituale dalla balia di quest’ultimo in cui l’Unihipili potrà aiutare questa balia ad vedere realizzati i suoi desideri e anche a uccidere i propri nemici.
E qua ci rientra anche la Huna con i nomi delle Divinità del Pantheon Hawaiiano buttati lì ‘’come principi di vita’’ senza che neanche venga specificato che questi nomi sono nomi di Divinità, l’Ho’ponopono e tutte queste cose New Age utilizzate male se non malissimo dalla nostra cultura occidentale.
Il tutto proviene dal desiderio di lucrare attraverso ‘’opere’’ New Age, prendendo spunti di qua e di là senza basi solide di conoscenza riguardo le tradizioni Antiche, l’Antica Religione e la cultura originale di quei popoli che per questi individui non sono importanti perché ‘’la cosa unica e importante è il raggiungimento del proprio equilibrio e felicità interiore’’.
Conta solo questo: strare in pace con se stessi dove però il Prossimo non viene neanche lontanamente pensato. Un paradosso, si.
Detto questo…spero che qualcuno abbia aperto gli occhi.
Spero che qualcuno adesso sappia se ha sbagliato o se era in procinto di sbagliare.
Spero che coloro che hanno, chissà per quale motivo, perso la propria umiltà, possano ritrovarla.
Condurre un Percorso Spirituale significa anche essere empatici e altruisti anche solo a livello energetico e mentale e non solo con le persone ma anche con gli animali, nostri o del mondo, con gli Spiriti, con le Divinità e con l’Universo stesso.
Pensare solo a se stessi è davvero troppo facile.
– con tanto affetto…la vostra Venus ❤
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DIFFERENZA TRA UNIHIPILI & AUMAKUA

In questo articolo ci occuperemo di quelle Divinità del Pantheon Hawaiiano definite col nome di ‘’divinità minori’’ ossia quegli spiriti che hanno ricevuto una sorta di venerazione fino ad essere diventati dei patroni o di un solo individuo o di interi nuclei familiari.
Essenzialmente si differenziano in Unihipili e in Aumakua.
E’ giusto che venga sottolineato che, in entrambe le categorie, in nessun modo verranno inseriti i lapus ossia quegli spiriti identificati come i nostri fantasmi o spettri e/o quelli identificabili come gnomi, fate, elfi e creature del Popolo Fatato o spiriti Elementali.
Bisogna dire che, dopo il 1820 quando i tabù inerenti ai sacrifici umani e all’eliminazione dei tabù in generale, la sacralità dell’Antica Religione Hawaiiana venne a mancare e molti idoli vennero distrutti con il Cristianesimo che divenne la religione ufficiale.
Tuttavia le antiche credenze pagane pur essendo state cambiate e in alcuni casi ricreate, hanno continuato ad avere un forte potere ed influenza nella vita del popolo hawaiiano infatti, in segreto, per secoli, si è continuato ad adorare quegli antichi Dei e antichi spiriti che sempre hanno fatto parte di quelle terre sacre.
Il ruolo, unico, di stampo pagano che continuò ad avere successo e libertà fu quello dei Kahuna ossia i maestri delle Antiche Arti (tra cui anche la Magia e la Stregoneria) ma ad ogni modo, quelle pratiche che gli anglosassoni definivano ‘’deplorevoli e diaboliche’’ come appunto l’Arte della Stregoneria, dei sacrifici umani ecc vennero praticamente vietate e bandite.
Ma adesso andiamo più nel dettaglio e scopriamo meglio di cosa si tratta.

 

UNIHIPILI:
Di tutti gli spiriti famigliari a cui un Kahuna possa fare appello per la realizzazione dei suoi desideri, il più terrificante è lo spiriti dell’Unihipili.
Per assicurarsi una giusta alleanza con uno spirito di questa classe, è necessario attendere pazientemente e sistematicamente un numero di eventi particolari ed eccezionali che possono essere la morte del bambino o di un vicino o di un amico il cui spirito in questione era a suo servizio.
Il corpo, in questo caso, non veniva seppellito ma nascosto nella dimora del kahu (un/a servo/a che aveva il compito di prendersi cura dei bambini di una casa dunque un/a guardiano/a o balia)  che avrebbe rimosso con cautela la carne e avrebbe raccolto con moltissima cura le ossa in un fagotto fatto di kapa (tessuto hawaiiano tradizionale) uno doveva essere bianco (malo kea) e l’altro rosso (malo paukai), poi doveva esserci un solo telo di kapa, una coppa con dell’awa (la bevanda degli dei), un pesce di colore rosso che doveva essere stato accuratamente salato e disidratato, una radice scelta di awa, e una piccola zucca essiccata contenente del poi per lo/a stessp/a kahu. Ad ogni pasto si doveva recitare una preghiera la cui traduzione dovrebbe essere più o meno così:
Ritorna, oh (nome del defunto)
Qui c’è il tuo cibo
Qui c’è il tuo pesce
Qui c’è il tuo vestiario
Qui c’è il tuo brindisi (awa)
Qui c’è chi ti protegge (malo)
Vieni e mangia, riempiti
Poi va di nuovo e salta intorno.
Amama ua noa (e così sia)
Il tabù ora è stato sollevato.
Lo spirito si è separato dal corpo.
Adesso è un corpo fatto di spirito

E’ giusto che venga sottolineato che qui lo spirito non è una forma di attribuzione di potere già posseduto ma qui si parla di far accrescere all’oggetto il proprio Mana (potere interiore).
In breve non è il Dio a prendere i panni del Kahuna, ma è il Kahuna che prende i panni e il potere del Dio.
Durante questo tempo, spesso di un mese, il kahu non deve dimenticare di saltare la preghiera durante ogni suo singolo pasto.
Il kahu doveva assentarsi per alcuni giorni e allontanarsi da amici e parenti, anche se aveva dei problemi, non poteva tirarsi indietro. Doveva raccogliere tutto l’occorrente (ciocca di capelli del bimbo defunto, la coppa con l’awa, la scodella col poi, il telo di kapa, le ossa ecc) e alla fine la sua pazienza e la sua costanza sarebbero state premiate.
In questa avventura, sentirà un potere particolare e sentirà in lui dei sentimenti che gli faranno pensare che quello che sta facendo non è per tutti. Vedrà i misteri del mondo spirituale.
Per aumentare questa consapevolezza e questo potere interiore, dovrà dividere i resti del corpo del bimbo defunto in quattro parti e li disporrà come segue:
Una porzione di capelli verrà gettato nel Lua Pele (cratere del vulcano e dimora di Pele Kilauea), in questo modo diventa kino Makani (corpo fatto di vento).
La maggior parte delle ossa e dei capelli vengono dati al mare e in questo modo diventa squalo.
Un dito, o un unghia, viene gettato in un fiume o in uno stagno e in questo modo diventa mo’o, lucertola.
Infine, un osso viene avvolto in un sottile telo di kapa e viene messo in una nicchia segreta della casa del kahu come più sacro oggetto dell’hoomanamana (questo rito speciale).
L’osso del bimbo deve essere ben sorvegliato e il kahu non dove mai dimenticare di recitare la preghiera dopo ogni suo pasto.
Alla morte del kahu, questa enorme responsabilità andrà nelle mani del figlio o dell’erede che a sua volta diverrà kahu e poi ancora fino a quando la famiglia del primo kahu che effettuò l’hoomanamana non si estinguerà.
Adesso il kahu verrà investito da un enorme e immenso potere: in sé adesso ingloba il potere dello squalo del mare (l’Acqua), di quello del mo’o ossia la lucertola (la Terra),  e dal kino Makani (l’Aria) oltre che dal vulcano dove sono stati gettati i vari testimoni del bimbo defunto (il Fuoco).
Adesso il kahu ha abbastanza elementi per perseguitare e tormentare le sue vittime.
A parte al kahu, l’Unihipili mostrerà gentilezza e cortesia solamente a lui/lei e a nessun altro.
Se per qualsiasi motivo il kahu dovesse avere addossata una colpa, dovesse dimenticare una preghiera durante i pasti o rompere un tabù, questo potere che lui ha adesso inglobato in sé gli verrà rivolto contro per sette volte e la sua morte, come quella della sua famiglia, giungerà presto.
Oltre a questo rituale, possono esserci situazioni in cui lo spirito dell’Unihipili può essere più mite e pacato.
Questo può succedere quando magari un bambino caduto in mare, può diventare un unihipili mano ossia uno Squalo Unihipili, dall’hoomanamana del kahu, aiutato dal suo aumakua sotto forma di squalo.
Un altro bambino caduto nell’acqua fresca può diventare un unihipili mo’o ossia un unihipili Lucertola poiché aiutato dal suo aumakua sotto forma di lucertola.
Ad ogni modo, tutti gli unihipili rimangono in sé stessi parte del kino Makani e i resti sul proprio kahu.
Un fattore molto importante dell’Unihipili è la sua voce, udibile soltanto al kahu in questione. Questa voce parla direttamente alle orecchie del kahu, appunto l’unico/a in grado di ascoltare le sue parole, e avvisa riguardo le macchinazioni degli altri maestri kahuna mettendo in guardia il kahu e soprattutto avvisa e mette in guardia dal pericolo o da influenze maligne e negative.
Se il kahu decide poi di dedicarsi all’Arte della Guarigione, l’Unihipili lo aiuta a scoprire quale influenza negativa disturba il suo paziente in questo modo gli/le permette di curare i malati.
Tuttavia contro l’incantesimo dell’anaanaii  (Forma di stregoneria incredibilmente potente e pericolosa. Al fine di effettuare il suo scopo, lo stregone anaana doveva ricavare dalla sua vittima dei testimoni come una ciocca di capelli o delle unghie per portarla facilmente all’interno della sua area di influenza. Dopo le preghiere e le petizioni fatte a Uli, il Dio principale della stregoneria, il Maunu ossia l’esca quindi la vittima, veniva sepolto o bruciato e ucciso anche attraverso del veleno somministrato segretamente)
il potere dell’Unihipili è impotente: come la famiglia del kahu si estingue, il spirito famigliare è destinato a estinguersi da solo vagando nelle terre sacre delle Hawaii tra la Terra, l’Aria, l’Acqua e il Fuoco).

Voce fuori campo di Venus:
Ho fatto delle prove riguardo a delle ricerche. Ho digitato semplicemente la parola ‘’unihipili’’ (potete fare voi stessi la prova) su Google. I risultati sono quasi tutti in italiano e come titoli spuntano cose del tipo ‘’Ritrova il bambino interiore che è in te’’.
Questa cosa mi ha fatto storcere il naso e ho fatto la stessa ricerca sul motore di ricerca del Dizionario Hawaiiano Ufficiale e questo è quello che spunta (vi riporto lo screen)
dizionario

che per chi non conoscesse l’inglese significa ‘’Spirito di una persona morta, a volte venerata per le sue ossa o capelli e mantenuto con amore. Le ossa Unihipili venivano pregate per avere richieste di aiuto e a volte per distruggere un nemico’’.
Ora, il fatto che facendo una semplice ricerca spuntino risultati New Age in chiave ‘’siamo tutta luce e dolcezza e pucciosità’’ quando invece si sta parlando di uno spirito, in qualche maniera soprattutto per la nostra società moderna e occidentale, malvagio che fa morire un bambino e che aiuta una persona a fare delle determinate cose che in stregoneria prendono il nome di ‘’maledizioni/malocchio’’ ecc fino alla morte delle vittima ma usando quella stessa parola per dire ‘’bambino’’ dunque una cosa positiva e benevola è GRAVE.
Usare una cultura e le sue parole in maniera del tutto sbagliata per intraprendere un Percorso Spirituale rivolto quasi sempre solo all’autoaffermazione, al relax interiore, alla Luce ecc dunque per i propri scopi personali spirituali a me, personalmente, fa venire i brividi.

AUMAKUA:
Lo spirito al quale il Kahuna si rivolge al fine di ottenere un aiuto, si chiama Aumakua.
La differenza importante tra l’Aumakua e l’Unihipili consiste nel fatto che l’Unihipili viene creato e diventa una vera e propria responsabilità a tutti gli effetti del kahu poiché sarà sua responsabilità nutrirlo energeticamente e farlo crescere a livello di Mana.
Un Aumakua, al contrario, è a livello generale identificabile come una divinità ancestrale.
L’Aumakua può avere un’infinità di ‘’seguaci’’ o ‘’fedeli’’ e spesso entra in rapporti piacevoli col clan o con la classe del popolo che riconosce quel determinato spirito come proprio Aumakua.
Un’Aumakua è uno spirito geloso dei suoi diritti e punirà coloro che non gli sono stati fedeli o che non riescono ad onorarlo in maniera adeguata ma dato che è a conoscenza della sua moltitudine di fedeli, non si dispererà mai al contrario dell’Unihipili poiché nel suo caso avrà un solo adoratore e fedele.
L’Aumakua più temibile e terrificante è il mo’o, che come abbiamo visto prima è lo spirito della Lucertola.

La Dea-Lucertola viene rappresentata come una sirena con lunghe trecce fluenti dalla vita in su, mentre dalla vita in giù ha proprio la forma di una lucertola. Vive con i suoi compagni e quando è fuori dall’acqua, appare come una bellissima donna. Ci sono due specie di questo spirito: il primo si arrampica sui muri delle case e in questo caso prende il nome di alii mo’o mentre il secondo sta sotto le pietre e poiché si nasconde dagli esseri umani è considerato di natura inferiore rispetto al primo e in questo caso prende il nome di kaala mo’o.
Gli hawaiiani erano terrorizzati dalle lucertole infatti esiste una vera e propria espressione che recita ‘’Auwe ka mo’o!’’ ossia ‘’Oddio, la lucertola!’’ proprio per sottolineare il terrore che provavano alla vista di questo animale.
I dottori, spesso, trovano grandi difficoltà nel lavorare e curare pazienti che abbiano un mo’o come Aumakua. Le lucertole inoltre sono animali sacri alla Dea Milu, la Dea del Mondo Sotterraneo che fanno la guardia all’ingresso della grotta che porta appunto verso gli Inferi.
Un Aumakua invece ben accetto e molto amato dal popolo è il Gufo chiamato in hawaiiano pueo.
Il Gufo avverte i suoi fedeli del pericolo imminente e aiutava i fuggitivi al tempo della classe degli schiavi.
Tuttavia, l’Aumakua più venerato di tutti è quello dello Squalo e, anche se è strano a dirsi, è considerato uno spirito altamente e profondamente protettivo nei confronti dei suoi fedeli.

Nel caso dello squalo, ogni kahuna è responsabili della sua venerazione e adorazione che veniva ereditata di famiglia in famiglia fino all’estinzione di quest’ultima. Il rapporto kahuna-diosqualo era il più intimo e potente di tutti tra gli Aumakua poiché lo proteggeva da qualsiasi minaccia.
Il Dio Kamohoali’i, fratello di Pele, era l’Aumakua più importante tra gli Dei-Squalo.
Lo Squalo, ancestralmente parlando, pur essendo una creatura marina è associata all’Elemento del Fuoco.
Un altro Aumakua molto benefico è la Conchiglia di Ciprea, chiamata in hawaiiano leho. Come per lo squalo, da più di cinquecento anni, questa conchiglia speciale e magica protegge i suoi fedeli dalle minacce e dai pericoli in mare. Un altro Aumakua è la patella chiamata in hawaiiano opihi che ha anch’essa funzione protettiva nei confronti dei suoi fedeli. Ancora troviamo il verme, enuhe un Aumakua dei presagi riguardo la malattia. Altri Aumakua sono tutta una serie di pesci e di uccelli alcuni legati anche alla mitologia polinesiana ma uno dei più importanti è il maiale che assieme al cane, al gatto e al topo rientra nella categoria dei quadrupedi-Aumakua.
Kamapua, amante di Pele e simbolo della forza e potenza maschile, è il più importante Dio-Maiale del Pantheon Hawaiiano.
Tra gli elementi naturali di Terra troviamo tante varietà di piante e di alberi come il banano, il sandalo, la zucca (sacra a Lono), la canna da zucchero, la noce di cocco e tante altre. Grazie a queste piante e alberi, i nativi creavano tutta una serie di feticci a scopo magico-rituale.
Lanipipili è l’Aumakua del Sole e della Luna, Newe è la stella Sirio che dava indicazioni per i periodi migliori per la pesca, Na kao Orione, Na ia è la Via Lattea mentre le Pleiadi vengono chiamate Na hiku (‘’le sette’’).
Tutti questi elementi astronomici erano considerati Aumakua esattamente come Venere, Hokuloa e la costellazione di Andromeda.
I quattro dei principali, comprese Hina, Pele e Milu, ossia Kane, Kanaloa, Lono e Ku sotto forma di ‘’dei subordinati’’ venivano identificati come Aumakua e Uli era l’Aumakua-Dio della stregoneria.
Come abbiamo già detto lo spirito dell’Aumakua doveva essere venerato, adorato e onorato sempre e per sempre fino a che la famiglia che venerava quel determinato Aumakua (o più di uno) non fosse ormai estinta.

Fonti: The Lesser Hawaiian Gods
Traduzione e rivisitazione: ‘’Se fossi una Strega’’
FOTO: CryptoVille, Herb Kane

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