La luna del sangue con Venus

Seconda parte dell’intervista! Ringrazio e saluto nuovamente Ilex per questa opportunità e per aver creduto in me 🙂 ❤

lastregaurbana

1384762041-0-giornata-conto-violenza-sulle-donne-il-25-novembre-il-corteo-qualcosa-di-rosso

Prima di iniziare con le domande, ringrazio Venus per la sua gentilezza e la sua disponibilità; lo scorso mese ci siamo trovate molto bene durante la nostra chiacchierata, mi piace il suo punto di vista, deciso e non sempre convenzionale; probabilmente gli studi degli ultimi anni dedicati ad una tradizione particolare come quella Hawaiana, hanno fatto sì che uscisse dal solito coro. Da qui l’idea di continuare, anche per motivi di scioltezza nella lettura di riprendere con questa luna, per cui eccoci qui con la nostra amica.
Ciao Ilex, è davvero un piacere immenso essere di nuovo qui. Grazie a te per la tua ospitalità sul tuo blog attraverso questa seconda parte della nostra intervista.
Concordo con te! E’ stata davvero una piacevole esperienza e sono lusingata per i tuoi apprezzamenti sulla mia persona e il mio modo di esprimermi. Grazie mille, davvero anche per questa seconda opportunità! Eheh, la…

View original post 2.455 altre parole

Annunci

Luna della vendemmia con Bianca

Prima parte ❤ Ringrazio di cuore ''Lastregaurbana'' per questa magica opportunità!

lastregaurbana

luna piena 1

Per la luna di Settembre siamo in compagnia di Bianca, in arte Venus, l’admin delle pagine (e corrispondenti blog) “Se  fossi una strega” e “Se fossi una strega Hawaiana” … Innanzitutto benvenuta nel salotto della strega urbana per la nostra chiacchierata e quando sei comoda iniziamo con le domande.
Ciao  StregaUrbana! Che bello essere qui! Ti ringrazio infinitamente per il tuo invito sul tuo blog e per avermi chiesto di partecipare a questa intervista!

Parto subito con la domanda che probabilmente ci incuriosisce tutte maggiormente: Come, quando e perché ti sei avvicinata ad una tradizione così lontana come quella Hawaiana?
Effettivamente è vero! Ho notato che quando scrivevo, in modo velato e non esplicito, che finalmente avevo trovato la mia tradizione questo ha fatto incuriosire parecchie persone. Quando poi ho fatto coming-out in questo senso ossia spiegando di che tradizione effettivamente si trattava, quelli che prima avevano mostrato una certa…

View original post 1.360 altre parole

LANCIA UNA MONETINA QUANDO LA LUNA E’ PIENA ED ESPRIMI UN DESIDERIO

Questo è un piccolo incantesimo che utilizza le energie lunari per ogni scopo che desiderate prefissarvi oppure potete utilizzarlo per aiutare a portare qualcosa di inaspettato nella vostra vita!

Quello di cui avete bisogno sarà:
– una ciotola di vetro trasparente (anche un bicchiere)
– una monetina (è simbolico, va bene una anche da 0,05€ )
– acqua
-una campanellina o campanellino (per richiamare l’energia)
– Una candela argentata oppure bianca

Se avete la possibilità fate questo piccolo incantesimo in un luogo dove potete osservare la Luna in maniera diretta, anche davanti una finestra. Riempite la vostra ciotola di vetro trasparente con l’acqua e accendete la candela proprio vicino al vostro materiale. Meditate sulla luce della candela e sulla luce della luna per qualche minuto. Quando vi sentite pronti, gettate la monetina all’interno della ciotola riempita d’acqua. Aspettate che l’acqua si sia ‘’calmata’’del tutto dopo il lancio della moneta. Osservate intensamente la monetina dentro l’acqua e suonate la campanellina per 3 volte. A questo punto, ad alta voce, pronunciate il vostro desiderio o in alternativa pensatelo intensamente facendo un po’ di visualizzazione per vari minuti, chiedendo alla Luna che possa portarvi la Fortuna che volete attraverso questo incantesimo. A questo punto il rituale è terminato: portate tutto in un posto sicuro (preferibilmente all’esterno della vostra casa) e lasciate la monetina all’interno della ciotola fino al prossimo Plenilunio oppure fino a quando il vostro desiderio non si è avverato. La candela fatela bruciare fino alla fine e sotterrate (o se non è fatta di cera biodegradabile) o gettate i resti. La monetina potete o conservarla o sotterrarla, ormai ha compiuto il suo scopo!

IMPORTANTE: Per qualsiasi incantesimo voi operiate, anche se è il più innocuo del mondo, tenete sempre in considerazione l’Etica e Morale della Magia di cui parlo un po’ qui  (articolo scritto in chiave molto Wiccan ma con cui, pur essendomi allontanata da questo Percorso, mi trovo sempre d’accordo!) e di comportarvi di conseguenza!
Fonte foto: Stock Photo

ATTENZIONE: La mia pagina collabora di tanto in tanto attraverso le MIE (di ‘’Se fossi una Strega’’) traduzioni in italiano con quella originale Lady Willow BOS quindi E’ VIETATO PRENDERE QUESTO ARTICOLO SENZA I PERMESSI DELLE AUTRICE E DELLA TRADUTTRICE.

 

LE TORRI DEGLI ORACOLI + IL MIO PICCOLO ALTARE

Come sapete io purtroppo non ho la possibilità di creare un altare e per questo quando devo celebrare o ritualizzare, faccio quasi 6 viaggi dalla mia stanza al bagno perché è lì il mio ‘’luogo sacro’’ in queste occasioni per non essere disturbata da famiglia/animali/rumori ecc.
Tuttavia già da un po’ di tempo mi stavo documentando sugli Heiau ossia gli antichi complessi di templi hawaiiani e soprattutto  sugli ‘’anu’u’’  detti anche ‘’torri degli oracoli’’.
C’è tanto da sapere e pochissimissimo che si trova sul web. In italiano poi non si trova proprio nulla.
Non voglio parlarvi, in questa occasione degli heiau che sono dei veri e propri complessi di templi che meriterebbero un articolo a parte ma di questi ultimi che ho appena nominato.
Mi scuso in anticipo se questo articolo risulterà poco ricco di informazioni >_<
Purtroppo sugli heiau si trova abbastanza, ma sugli anu’u davvero poco quindi farò un po’ una summa tradotta di quelle poche frasi striminzite che si trovano in giro in vari libri (tutti in inglese, sottinteso).
Cominciamo col dire che queste torri erano le prime ad essere realizzate all’interno di un tempio e si presentano come delle vere e proprie impalcature di legno con 3 ripiani detti ‘’kahua’’. Ogni ripiano aveva un determinato significato: uno rappresentava il cielo inteso come ‘’cielo fisico’’ mentre gli altri due i livelli dei Cieli intesi come ‘’cieli spirituali’’.
Queste torri furono osservate da James Cook quando arrivò a Kauai il 21 Gennaio del 1778.
L’aspetto degli anu’u variava. Alcuni presentavano un solo ripiano, quello più alto. Altri solo due e altri ancora tutti e tre.
Le offerte venivano poste sul ‘’lana’’ cioè il ripiano più basso a simboleggiare il cielo (fisico).
Il secondo ripiano era il ‘’nu’u’’ e veniva utilizzato dai kahuna e dai loro assistenti che rimanevano lì durante le cerimonie religiose e rappresentava il primo livello del Cielo spirituale, che si trova subito dopo quello fisico, una zona che era stata divinizzata dalle divinità e il terzo, il ‘’mamao’’ era quello più sacro di tutti poiché, probabilmente, rappresentava la dimora vera e propria degli Dei e potevano avvicinarsi solamente o i re o gli alti sacerdoti. Era attraverso questo ripiano che le divinità del tempio parlavano per farsi ascoltare da chi li interpellava.
La pianta architettonica poteva variare. Alcuni erano a pianta rettangolare, altri a pianta quadrata e altri ancora a pianta triangolare a formare quasi una piramide.
Queste torri erano le prime ad essere costruite per un heiau ed erano sempre orientate a nord e posizionate sulla destra del complesso del tempio.
Venivano usate anche come osservatori astronomici dove le stelle, i pianeti ecc erano visti come possibili segni e/o oracoli da interpretare per seguire la volontà degli Dei.
Infatti queste torri sacre venivano utilizzate dai sacerdoti quando questi avevano bisogno di ricevere una certa ispirazione divina e non era raro che venissero coperte all’esterno da kapa (tessuto ricamato) bianca
Le offerte principali erano costituite da fiori (soprattutto ibisco e plumeria) frutti che rappresentavano i kinolau (rappresentazioni) delle divinità per il quale quel determinato anu’u venne costruito, piante (soprattutto la felce) e lei (ghirlande) soprattutto le ‘’maile’’ oltre che pesce o carne di maiale poiché sia il pesce che questo tipo di carne erano sacri a varie divinità del Pantheon hawaiiano.
Qui sotto trovate due esempi di anu’u, il primo a pianta quadrata con offerte di frutta e fiori e l’altro a pianta triangolare sul monte Mauna Kea.
 
E così, verso il mese di febbraio, camminando per il mio giardino ho trovato un ramo abbastanza lungo e resistente. Aveva dei rametti che sporgevano ai lati e dopo averli tolti ho ricavato 4 bastoncini più o meno della stessa grandezza: volevo creare un piccolo anu’u!
Ed eccolo qui.

Oh, no questo era semplicemente il prototipo anche se all’inizio era quello definitivo….uno dei miei esperimenti alla ‘’Willy il Coyote’’, definitivamente rientra in questa categoria.
Quello che avevo utilizzato era stucco marrone dentro a una vaschetta di plastica di gelato che in un primo momento sembrava avesse preso ma a distanza di qualche mese si è seccato e si è tutto sbriciolato.
Tuttavia anche se non lo usavo davvero, avevo appeso la mia piccolissima Lei realizzata a Beltane. Il fatto che quell’altarino pur essendo obbrobrioso e quasi del tutto inutilizzato perché, di fatto, per come era mal composto non poteva essere utilizzato….avesse appesa quella piccolissima ghirlanda mi faceva stare bene.
E’ rimasta là per circa un mesetto quando poi, in preda alla tristezza perché quell’altarino proprio non mi piaceva l’ho distrutto. Completamente distrutto e se il fatto di aver appeso la Lei lì mi faceva stare bene anche se non lo potevo vedere a livello estetico, il fatto di non averlo proprio più mi faceva stare peggio!
Fino a ieri quando durante la celebrazione di Litha ho sentito la presenza del Dio Ku molto forte e molto vicina a me. Questo ha fatto sì che andassi in giardino a prendere dei rami che sono caduti a causa dei muratori che per adesso stanno in pianta stabile da noi (-_-).
Sono stata cinque ore a lavorare, con le mani tutte indolenzite, le braccia e la schiena doloranti per non avere gli strumenti adatti ma alla fine ce l’ho fatta ed ecco il risultato *-*

Alla fine della giornata mi sono sentita stremata: fisicamente per il lavoro manuale del tagliare i rami, attaccarli tra loro ecc ma soprattutto a livello mentale.
Non potete capire quante volte mi sono fermata a fissare il vuoto e pensare ‘’E adesso che faccio? Come proseguo? Come risolvo?’’ ma alla fine sono andata avanti e sono arrivata al risultato che volevo io!
No, ovvio, non è perfetto xDD ma è un altarino infatti simbolico e per il ruolo che dovrà svolgere, per me, andrà benissimo.
Io ho fatto un solo ripiano ma se voi siete più pazienti e più bravi potete procedere a creare anche gli altri due.
Ci andranno offerte molto piccoline essendo lui in miniatura ma averlo creato da me, con la mia energia, col mio Mana…me lo fa sentire mio e solo mio e inoltre grazie alla sua presenza, adesso ho un mini altare da poter utilizzare =)
Avevo pensato anche di scrivervi come ho fatto a realizzarlo per chi come me si è approcciato alla tradizione hawaiiana e lo voglia ricreare. E’ una traccia perché ripeto, non è affatto perfetto a livello di ‘’ingegneria’’ xDD

COSA SERVE:
– vaso con terra inutilizzata
– pietre e pietruzze varie (io ho utilizzato anche i pezzi dello stucco ormai secco)
– 4 paletti di legno
– 4 paletti più piccoli
– circa una decina di paletti per la base del ripiano (io ho usato i fusti di foglie di palma)
– rafia (TANTA)
– coltello da cucina

COME PROCEDERE
1. Ricavate da un ramo (cercate sempre di rispettare la Natura. Io i miei come ho detto su li ho ricavati da interi rami purtroppo staccati dagli operai che avevano bisogno di spazio per lavorare) 4 paletti della stessa misura.
Il ramo dal quale ricavarli non deve essere né troppo spesso né troppo sottile e soprattutto liscio senza una corteccia ‘’porosa’’. Per regolarvi: se il coltello da cucina taglia bene in pochissimi minuti e riuscite a tagliare senza troppe difficoltà allora è il ramo adatto. Se incontrate eccessiva resistenza, lasciatelo e trovate un ramo più sottile.
2. Se avete i rami fogliati, come nel mio caso, tagliate 4 segmenti di rami sempre della stessa misura e dello stesso spessore. Io addirittura li ho ricavati da 4 rami diversi e non dallo stesso.
3. Per il ripiano io ho utilizzato lo stelo di foglie di palma (se fate lo stesso: ATTENTI ALLE SPINE LATERALI!!!)
4. Inserite all’interno della terra del vaso i 4 paletti in posizione verticale e tutti alla stessa distanza. Devono arrivare a toccare il fondo del vaso e creare una sorta di pianta quadrata.
5. Inserite sulla superficie del vaso le varie pietre: terranno i paletti più stabili e li fisseranno meglio.
6. Prendete adesso uno dei 4 rametti più piccoli  (vedi 2) e fate un nodo con la rafia alla sua estremità. Lasciate almeno un centimetro di spazio altrimenti il nodo ‘’scappa’’ e si sfila dal rametto. A questo punto avrete il rametto e due fili di rafia che penzolano da esso. Per farvi capire …è come quando inserite il filo all’interno dell’ago prima di fare il nodo per iniziare a cucire.
7. Avvicinate il rametto piccolo al primo paletto da dove volete iniziare lasciando sempre almeno un centimetro dall’estremità del paletto e, attorno a questo, cominciate ad attorcigliare i due filamenti di rafia. Stringete bene e saldamente ma non troppo perché potrebbe spezzarsi. Fate più giri e anche più nodi e se volete potete aggiungere altra rafia fino a quando non vi sembra che sia tutto ben fissato e in sicurezza.
8. Procedete alla stessa maniera con gli altri 3 rametti e legateli bene anche all’altra estremità!
9. Utilizzate lo stesso metodo per il ripiano. Si lo so, è la parte più difficile. Ma non impossibile! Adagiate ogni paletto (o nel mio caso fusto di foglia di palma e ne ho usati circa 10) e cercate di costruire, uno ad uno, il ripiano fino a quando non avrete una sorta di pavimento vero e proprio.
Se ci saranno buchi non vi preoccupate: potete aggiungere altri paletti alla fine.
10. A questo punto il vostro altarino è pronto 🙂 lasciate un’offerta agli alberi da cui avete ricavato i vostri materiali!

La fatica sarà ricompensata, parola di Venus 🙂
Io ho anche aggiunto sulla terra una pietra piatta, come una specie di mattonella poiché anche le pietre possono fare parte della torre dell’oracolo. Inoltre l’altare chiamato lele è proprio una forma di piramide formata da un ammasso di sassi e pietre usate come supporto per lasciare le proprie offerte.
Su questa pietra ci ho adagiato, come vedete da foto, un piccolo portaincenso con un bastoncino già in funzione *-*

Adoro l’ombra che proietta sulla parete *-*

Ovviamente, essendo in miniatura, deve trattarsi di un incenso e relativo portaincenso di modeste dimensioni altrimenti neanche può passare tra i paletti.
L’idea dell’incenso mi è piaciuta tantissimo in questo modo le offerte più pesanti (proprio come l’incenso nel suo portaincenso che è di ceramica) andranno sulla pietra mentre quelle più leggere (piccole Lei, conchigliette, fiori ecc) andranno sul ripiano di sopra! Come se la pietra fosse un altro ripiano!
Questa volta sono davvero contenta del risultato ^_^ probabilmente decorerò anche il vaso ma per ora sono felice che la mia impresa sia riuscita ❤
E’ stata veramente una sfida e il fatto che ho sentito la presenza degli Dei e il loro supporto affinchè io potessi creare questo altarino è stata per me veramente importante!

FOTO:
–  Markcz
– terragalleria
– pinterest

E’ SEVERAMENTE VIETATO COPIARE QUESTO ARTICOLO O PARTI DI ESSO SENZA CHIEDERE IL CONSENSO ALL’AUTRICE

BISCOTTI DI LITHA

Ciao a tutti! Giorni fa avevo trovato un bellissimo articolo di un blog canadese (dunque  in lingua inglese) dove si parlava del Solstizio d’Estate, di Litha, delle varie celebrazioni nei vari paesi del mondo…e alla fine c’era una dolcissima ricetta per la realizzazione di dei biscottini, una graziosa attività culinaria per celebrare questo Sabbat e il giorno più lungo dell’anno 🙂
PREMESSA: Il link dell’articolo con la ricetta originale lo potete trovare a questo link MA, non essendo affatto una brava cuoca, ahimè, i miei biscottini esteticamente sono bruttini rispetto a quelli della ricetta originale eheheh xDD chiedo venia (anche se c’è un motivo ma ne parleremo più tardi)! Sono sicura che se qualche streghetta tra voi brava in cucina li farà, li renderà per quanto riguarda l’estetica molto più carini! Tuttavia come sapore sono davvero buoni, sono ‘’freschi’’, saporiti, un sapore che non avevo mai provato prima e speziati ma davvero delicati e di questo sono molto soddisfatta e compiaciuta 🙂
Tuttavia siccome è venuto scocciantello anche per me seguire le istruzioni in inglese, spero comunque che questo mio articolo possa quantomeno semplicemente semplificarvi le cose per avere già le direttive in italiano.
Inoltre ho notato che nel link originale non ci sono scritte molte istruzioni per la realizzazione (come il cellofan, la carta forno ecc) magari perché date per scontato ma per una come me che in cucina non è proprio brava…tra il leggere e l’essere ammaliati e tra il trovarsi in cucina e magari trovarsi in difficoltà o in confusione per una sciocchezza…il passo purtroppo è breve e dunque ho deciso di scrivere anche questi piccoli accorgimenti.
Allora cominciamo *emozione perché non ho mai cucinato niente per un Sabbat fino ad oggi*
Ci sono 2 ricettine, quella per i biscotti e quella per la ghiaccia!

RICETTA PER I BISCOTTI

– 1 e ¾ di tazza di farina
– ¾ di  tazza di burro ammorbidito
– ¼ di tazza di zucchero (la ricetta originale prevede zucchero di canna)
– ¼ di tazza di miele
– 1 pizzico di sale (che io non ho messo)
– 1 cucchiaino di salvia
– 1 cucchiaino di fiori di lavanda
– 1 cucchiaino di timo
– 1 cucchiaino di rosmarino
– una manciata di semi di cardamomo

Mescolate tutti gli ingredienti (con le mani!) fino ad ottenere un composto cremoso. Io…probabilmente proprio perché sono una frana come ho già detto, non riuscivo a ottenerlo così ho aggiunto dell’olio di semi di girasole. Impastate per bene tutti gli ingredienti fino ad ottenere una vera e propria pasta omogenea e malleabile.
Nel mentre, proprio perché siamo streghette, possiamo concentrarci e meditare su cosa per noi significa questo Sabbat, possiamo meditare sulle sue energie e celebrarlo attraverso questo lavoro magico culinario!
Adesso dovreste avere ottenuto una palla di pasta e spezie. Dividetela in 4 parti uguali. Ciascuna di esse andrà dentro un pezzo di cellofan trasparente e poi in frigorifero.
Fate passare un’ora o giù di lì.
Adesso potete ‘’rispacchettare’’ le quattro palline che avete creato in precedenza e formare i biscottini. Purtroppo la mia pasta non è venuta perfetta dunque non riuscivo a usare il mattarello per stenderla e dunque a fare le formine come si deve T____T li ho dovuti creare a ‘’mano libera’’ facendo delle palline e appiattendoli leggermente.
Il link originale invece prevede di stendere per bene la pasta e creare delle formine circolari, in caso aggiungete un po’ di farina se vi sembrano troppo molli!
Infornate per 10-15 minuti, la ricetta originale dice di preriscaldare il forno.
Qui dovete vedere un po’ voi da che tipo di forno avete e giostrarvi un po’ con il suo tipo di potenza.
Dopo che avete aspettato il tempo necessario e avete tirato fuori la teglia (con della carta forno per adagiare i vostri biscotti!!!) fateli raffreddare una ventina di minuti e procedete con la preparazione della ghiaccia.

RICETTA PER LA GHIACCIA

– 1 tazza di zucchero a velo
– latte (nella ricetta originale c’è scritto 3 cucchiaini. Io sono andata ad occhio e ne ho aggiunto fino a ottenere la consistenza che io volevo. Di certo non vi consiglio di metterne troppo! Anche qui è a vostra discrezione, andateci piano!)
– buccia di limone grattugiata (poca)
Girate gli ingredienti tutti insieme fino ad ottenere la consistenza di una vera e propria crema cercando di non far fare grumi allo zucchero a velo.
Per ottenere il colore giallo, nel link si parla di estratto di carota, colorante alimentare e curcuma.
Io ho fatto un mix di curcuma (non troppa sennò la ghiaccia saprà solo di questa spezia) e un po’ di zafferano.
Poi ho aggiunto fiori di lavanda e calendula con un pizzico di iperico sulla superficie nel mentre la ghiaccia cominciava a rapprendersi. Potete usare anche le spezie che avete usato per la ricetta dei biscotti stessi insieme a fiori di salvia, issopo e altre piante tipiche di questo Sabbat!
Se non siete abituati a tutte queste spezie e/o se semplicemente non vi fanno impazzire anche se volete comunque creare questi biscotti, non usatene troppe, dimezzate le dosi e non mettete troppi fiori di lavanda e calendula sulla loro superficie. I biscotti del link sono bellissimi a livello estetico ma, proprio perché a me l’esagerazione non fa bene…ho preferito non abbondare con troppa lavanda e calendula anche perché era la prima volta che usavo queste erbe in cucina!

SE SIETE ALLERGICI A UNA O PIU’ SPEZIE (MA ANCHE INGREDIENTI) NOMINATI NON VI CIMENTATE IN QUESTA RICETTA!!!

A questo punto i vostri biscotti del Solstizio sono pronti 🙂 Buon appetito e spero che questo articolo vi possa essere utile anche se io non sono purtroppo una brava cuoca AHAHAHAH ❤
Buon Litha streghine :*
– Venus

I thank the blog GATHER and the author  Danielle Prohom Olson for this super cute recipe and for the possibility to cook these cookies (and of having translated your words in my language)! Thank you and happy Litha ❤

BELTANE e il Lei Day – Il Giorno della Ghirlanda

Come tutti sanno nel mondo, le Hawaii sono famosissime per le loro ghirlande (chiamate appunto ‘’lei’’) prima ancora – purtroppo – della loro cultura e mitologia.
Non a caso, appena si dice a qualsiasi persona ‘’pensa alle Hawaii’’ la tradizionale ghirlanda è uno dei primi simboli che viene richiamato alla mente.
Tuttavia non tutti sanno che nelle Hawaii, mentre in molti paesi si festeggia la Festa del Lavoro, mentre noi pagani/neo-pagani celebriamo Beltane…il 1° maggio si festeggia il Lei Day, ossia proprio il Giorno della Ghirlanda.
Nelle Hawaii questo giorno di festa viene celebrato in tutte le isole ma con ghirlande e fiori diversi; ha inizio la mattina del primo giorno di maggio, alle nove del mattino e prosegue fino al giorno successivo.
Il giorno della festa venne istituito nel 1929 ma la prima volta che venne celebrato fu nel 1927 e venne inventato dal poeta e giornalista editorialista locale Eric Kosciuszko nel 1920 per poi essere stato adottato dal governo e dalla popolazione stessa.
Il Lei Day non ha legami religiosi e/o politici ma viene usato per celebrare la cultura delle isole in senso generale e quella dei nativi hawaiiani in particolare e oggi viene usato anche per celebrare lo Spirito dell’Aloha ma anche e soprattutto l’orgoglio di essere hawaiiani.
La prima volta fu celebrata alla Banca delle Hawaii, poi al municipio e successivamente l’evento venne spostato al parco Kapi’olani, dove viene tenuto ancora oggi!
Il Lei Day non è mai stato interrotto o saltato tranne durante la Seconda Guerra Mondiale, periodo affatto adatto a una festa gioiosa e spumeggiante.

Ormai la festa è stata integrata alla cultura di etnie diverse tra loro come quella cinese, filippina, giapponese, scozzese, portoghese, coreana per la moltitudine di immigrati che si sono stabili alle isole Hawaii nell’ultimo secolo.
I nativi hanno cercato per molto tempo di preservare il Lei Day da questa integrazione con diverse culture ma era inevitabile per poter convivere in pace e armonia secondo il principio dell’Aloha
Venne deciso il primo giorno di maggio per questo evento per riuscire ad avere una sorta di concomitanza con il May Day che altro non è, come abbiamo detto sopra, il giorno internazionale dei lavoratori che comunque ha origini pagane pre-cristiane riprendendo il giorno del Calendimaggio, la Notte di Valpurga, Floralia dell’Antica Roma, Beltane per i popoli celtici ecc…quindi diversi nomi per diverse culture per celebrare il ‘’primo giorno d’estate’’ (mentre Imbolc che rappresentava il ‘’primo giorno di primavera’’).
Proprio per l’integrazione con culture differenti, non è raro di osservare un Palo di Maggio, tipicamente pagano, con le fiamme e realizzato in stile hawaiiano

A livello festivo, durante questo giorno, vengono organizzate delle parate, delle sfilate con le ghirlande tradizionali, danze e canti di Hula (che in questo giorno prendono il nome di hapa haole)dove partecipano numerose organizzazioni e istituzioni in particolare per le scuole dove i bambini e ragazzini intrecciano le loro ghirlande o assistono a dei corsi di nativi hawaiiani dove vengono spiegati i vari significati dei fiori e delle ghirlande che stanno per essere realizzate proprio per fare partecipare i più giovani e sensibilizzarli sull’importanza di preservare la cultura hawaiiana e spiegarla e proteggerla per i postumi.

Durante questo giorno si realizzano ghirlande anche per essere date in dono e scambiarle con amici e parenti in segno di affetto e tenerezza reciproca.
Come abbiamo avuto modo di capire, per i polinesiani e gli hawaiiani in particolare le regole e tabù erano di primaria importanza nella loro società e infatti esistevano, ed esistono ancora oggi, delle regole per come indossare le ghirlande: ci sono modi precisi per indossare una lei sulle spalle, non si deve togliere dal collo la ghirlanda mentre una persona a noi cara ce la sta porgendo per indossarla e inoltre il rifiuto per una Lei è un gesto assolutamente irrispettoso.

I SIMBOLI NELLE VARIE ISOLE

Ogni isola ha una propria ghirlanda tradizionale e allo stesso modo ha un fiore tradizionale!
Vediamole insieme 🙂

HAWAII – BIG ISLAND
Colore: Rosso
Fiore: Ohi’a Lehua (Metrosideros macropus)

si tratta di un bell’albero della famiglia delle Mirtacee (come il mirto) che si sviluppa velocemente sulla lava fresca nell’isola di Hawaii. I suoi ‘’pon-pon’’ di colore rosso sono sacri alla Dea Pele ma anche a Hina, Laka e Hi’iaka infatti le Lei realizzate con questo fiore sono le preferite di queste Dee. Tuttavia è un fiore associato anche agli Dei Ku e Kane probabilmente perché, attraverso l’utilizzo del legno di questo albero, venivano intagliate delle statuette lignee proprio per raffigurare questi Dei. E’ inoltre un simbolo di forza per la sua capacità di adattarsi e di sopravvivere a climi molto rigidi.

MAUI
Colore: Rosa
Fiore: Lokelani (Rosa damascena)

Essendo un fiore molto fragile indica dolcezza e delicatezza ma anche determinazione poiché prende tranquillamente come viene piantata.

OAHU
Colore: Giallo/dorato
Fiore: Ilima (Sida Fallax)

Appartenente alla famiglia delle Malvacee (come la malva) è una pianta, a fiore giallo che cresce nelle coste vicino all’oceano. La pianta è sacra alla Dea Laka e a Ka’ahupahau la Dea Squalo di Pearl Harbor ma anche a Kane ‘Apua, fratello di Pele guaritore con la pianta di taro. Sia quest’ultimo che Laka possono apparire sotto forma di questo fiore. La messa a terra di questa pianta prevedeva un rituale particolare: il seme doveva essere posto all’interno di una conchiglia e quest’ultima doveva essere sotterrata per bene nella terra. Veniva usata anche per bambini ammalati e donne gravide e, un po’ come la nostra margherita, attraverso questo fiore si poteva prevedere se l’Amore che stiamo vivendo sia abbastanza forte e duraturo!

MOLOKAI
Colore: Verde
Fiore: Kukui (Aleurites moluccana)

Chiamata anche ‘’candela di noce’’ (?) poiché attraverso l’utilizzo di questi frutti simili a delle noci si potevano creare delle torce ed è per questo che prendono questo nome particolare ma potevano anche essere assunte come cibo prelibato e speziato, ed è un kinolau (forma fisica) di Kamapua’a ossia una delle varie forme del Dio Lono. Veniva usato anche e soprattutto nelle cerimonie sacre e rappresentai principi della Pace, dell’Illuminazione e della Protezione per questo motivo trovava largo uso nei rituali e negli incantesimi dei Kahuna (i maestri/sacerdoti)

LANA’I
Colore: Arancione
Fiore: Kauna’oa (Cuscuta sandwichiana)

Per fare questa ghirlanda si raccoglievano i ‘’fili’’ di questa pianta che cresce nella sabbia e si intrecciavano tra loro per creare il ‘’telaio’’ della ghirlanda stessa. Ha una valenza spirituale molto importante poiché assimila le sostanze nutritive dall’aria dunque dal Cielo piuttosto che dalla Terra.

KAUAI
Colore: Viola/Verde
Fiore: Mokihana (Pelea anisata)

In questo caso non si tratta di un fiore vero e proprio ma di una bacca verde con un odore pungente e piccante simile all’anice. Si trova solo sul monte Waialelae e come materiale ha un’ottima resistenza e durata. Kauai è l’isola che il più delle volte, per tradizioni, differisce dalle altre e anche in questo caso non fa eccezione dunque possiamo vedere questa Lei di Kauai come un simbolo di unicità e di peculiarità diversa dal Generale.

Come abbiamo visto il Lei Day è il giorno della ghirlanda ma le ghirlande alle Hawaii non vengono indossate solamente in questo giorno di festa ma anche per lauree, compleanni, matrimoni, per il Luau Party, per gli anniversari, per le cerimonie e anche per i funerali!
Mi piace sempre ricordare come nel 2015, non avendo altre idee per Beltane, creai seguita semplicemente dall’istinto e dalla fantasia una semplice ghirlanda con una foglia di edera, petali rossi di rosa e petali di carta bianchi a simboleggiare gli Dei. Mi avrebbe protetto per tutto l’anno a venire e nel 2016, quando la bruciai come se fosse stata una sorta di Croce di Brigid, scoprii che il giorno di Beltane alle Hawaii è il Lei Day e quella fu la mia prima epifania che mi fece capire che sarebbe stata questa la mia Strada volendo o meno!

Fonti articolo:
– wikipedia
– flowerleis.com
-‘’a history of day lei’’
– ‘’Hawaiian magic & spirituality’’ Scott Cunningham

Fonti delle foto:
– pinterest
– vielle benessere
– Dave’s garden
– Aloha Hawaii
– the kahala hotel & resort
– piante tropicali
E’ SEVERAMENTE VIETATO PRENDERE QUESTO ARTICOLO O PARTI DI ESSO SENZA CHIEDERE PERMESSO ALL’AUTRICE
– Venus ❤
 

 

MOANA e i significati mitologici nascosti

Ho visto proprio oggi ‘’Oceania’’ a casa, al pc, in una qualità non ottima, in inglese, senza sottotitoli col cervello che quasi mi fumava xDD ma ne è valsa la pena ^_^
Se siete interessati anche voi alle tradizioni polinesiane andatelo a vedere!!!
Sicuramente già avrete letto i vari articoli che ormai hanno riempito internet in italiano, in inglese, in francese e in tante altre lingue: i polinesiani e gli hawaiiani in particolar modo, hanno detestato questo cartone per vari motivi.
I polinesiani si sono arrabbiati perché nel film vengono fatte vedere varie isole come se fossero tutte dell’insieme ‘’Polinesia’’ quando nella realtà non è così e ogni isola ha una propria cultura e tradizioni diverse.
Alcuni affermano che il vestito che indossa Moana non corrisponde a quello della cultura samoana del padre che invece viene evidenziata  attraverso il suo tatuaggio chiamato ‘’pe’a’’ che rappresenta il Coraggio.
Inoltre si dice che i creatori del film siano andati in Polinesia per ‘’conoscere quei luoghi esotici’’ e ovviamente trasportarli nel film e questo ha simboleggiato un comportamento ‘’disgustoso’’ nei confronti delle culture delle isole del Pacifico che, come detto sopra, sembra che siano tutte le stesse con la stessa cultura e le stesse tradizioni quando invece non è così
Se andate su wikipedia spunta la ragione del fatto che ‘’Maui nel film è sovrappeso’’ quando invece nelle leggende viene descritto come un guerriero bellissimo.
Si, è vero che esteticamente il suo fisico non corrisponde alle varie leggende che sono state tramandate nel corso dei secoli però il suo personaggio, almeno da un punto di vista come il mio ossia europeo, nella trama di questo film ha davvero un ruolo di prim’ordine per fare capire il mondo degli Dei e per raccontare un po’ le sue avventure e le sue vittorie.
E non è stato apprezzato anche per il fatto che Maui è un ‘’semidio caduto in rovina’’.
Ovviamente si tratta di un cartone dove i produttori hanno potuto e voluto spaziare con la fantasia per creare una trama per il film ma Maui non è mai caduto in rovina per i polinesiani e gli hawaiiani!
Ancora oggi nelle Isole Hawaii infatti tutto il popolo lo considera come il suo primo Antenato e ancora viene quasi venerato come una specie di divinità!
Un’altra cosa che ha fatto ‘’arrabbiare’’ i popoli polinesiani è la figura di Te Ka, una strega che vive in un vulcano.
Nel film questa figura, dal viso anziano, non parla, lancia semplicemente bolidi di fuoco e lava e…ovviamente riprende molto l’essenza di Pele ma Pele, anche se rappresenta divinamente una forza potentissima, la forza della lava e di quella distruttiva di un vulcano con le sue eruzioni, non è una divinità malvagia, anzi! E’ dotata di tanto altruismo, compassione e affetto per il popolo che la venera oltre che per la sua stessa famiglia divina!
Ma anche da noi in Italia…qualcuno si è arrabbiato …per il nome ‘’Moana’’ che riprende l’idea del nome di ‘’Moana Pozzi’’ e dunque da noi in Italia è stato trasformato in Vaiana.
Inoltre perché nella versione originale la protagonista si chiama proprio Moana? Secondo me non è un caso o perché ‘’è semplicemente un bel nome’’.
Secondo me è stato scelto perchè ‘’Moana’’ nella concezione mitologica del cosmo per i polinesiani, rappresenta l’8° e ultimo strato dell’Oceano dunque il Moana nella mitologia rappresenta ‘’L’Oceano Profondo’’, e secondo me è per questo che è stato scelto questo nome dalla Disney!
Per me rimarrà sempre Moana U.U ed è curioso che questo bellissimo cartone sia arrivato nella mia vita proprio adesso! Lo aspettavo da mesi ❤
E’ chiaro che per un hawaiiano, un samoano, un tahitiano questo film potrebbe ‘’disturbare’’ per le varie incongruenze ma noi europei che purtroppo le uniche cose che abbiamo a disposizione riguardo questi temi di queste culture sono veramente scarne o non corrette al cento per cento…ci possiamo accontentare prendendo però le cose che questo film ci mostra un po’ con le pinze, non prendendo tutto alla lettera ma sapendo che questo film ha fatto arrabbiare appunto parecchie persone nel mondo, secondo me questa non è una cosa da sottovalutare!
Ci sono varie simbologie legate alla mitologia polinesiana in questo film.
Innanzitutto le canoe.

canoa

Per i polinesiani rappresentano una sorta di ‘’ponte’’ ancestrale tra il popolo e gli Dei. Chi riusciva a cavalcare le onde in canoa, gli Dei avrebbero riconosciuto dentro di essi il Mana (potere interiore)
L’Oceano! Per i popoli polinesiani e hawaiiani l’appartenenza sia alla Terra che all’Oceano, all’Acqua è importantissima: questo film fa capire perfettamente come sono avvenuti i primi viaggi dalle isole del Pacifico fino a quelle che presumibilmente nel cartone sono identificate come le Isole Hawaii e di come si sono formate dal punto di vista mitologico!
In ‘’Moana’’ possiamo vedere quanto queste culture fossero avanti in tema di navigazione e di orientamento soprattutto attraverso le stelle e le costellazioni!
Per quei popoli l’Oceano era tutto! Fonte di cibo, di divertimento (come per il surf e le gare in canoa) e la dimora anche di alcuni Dei per questo nelle Hawaii c’è un detto, riferito soprattutto in quei momenti in cui le maree si ingrossano e si arrivano ad avere quelle onde molto alte come delle torri (in ‘’Moana’’ si vede proprio lo Spirito dell’Oceano che le creerà!) che recita ‘’Mai voltare le spalle all’Oceano’’ perché l’Oceano fa parte del loro spirito!
‘’Moana’’ ci illustra quanto siano importanti per questi popoli i propri Antenati e gli Spiriti: lo Spirito dell’Acqua, lo spirito della nonna che mai ci lascerà davvero, lo Spirito del Divino stesso, lo Spirito delle Isole e lo Spirito che risiede in noi stessi.
Poi c’è Pua!
pua
Pua è il tenero maialiano amico di Moana, ma perché Moana ha come amico proprio un maialino? Perché il maiale è sacro nelle Hawaii, è fonte di carne e dunque di sostentamento. E’ uno degli animali sacri per il Dio Kanaloa che può prendere la forma proprio di un maiale. Ancora oggi si va nelle foreste a caccia del maialino, cibo predominante della festività chiamata ‘’Luau Party’’ e allo stesso modo le noci di cocco marce e il pesce che non si trova più sono tutti cibi sacri agli Dei e senza essi le persone lì non potevano vivere poiché facevano parte della loro alimentazione e del loro sostentamento quotidiano! Inoltre ”pua’a” in hawaiiano significa proprio ”maiale, maialino”.
Qui si ritorna al discorso di Maui: Maui è un mutaforma poiché la maggior parte delle divinità polinesiane possiede vari kinolau cioè le varie forme fisiche (di animali, piante o di fenomeni atmosferici) che possono assumere.
Nella scena iniziale dove ci sono quegli uomini che lavorano nei campi, quelli sono campi di taro (Colocasia Esculenta), pianta sacra a Kane e che provvede anch’essa all’alimentazione dei popoli delle Antiche Hawaii (e ancora oggi viene sempre cucinata la sua radice per fare il poi)
taro
Una cosa che ho notato è stato l’atteggiamento del padre di Moana e successivamente anche di Maui nei suoi confronti.
Moana fin da piccola non può permettersi di andare oltre la battigia, non può permettersi di dire ‘’si vada a cercare il pesce oltre la barriera corallina’’, non può avere il desiderio di creare o di disegnare delle barchette, non può avventurarsi con una barca vera in mare aperto ecc…e questo fatto mi ha fatto ricordare che, almeno nelle Hawaii, anticamente, le donne non venivano considerate al pari degli uomini. Durante il periodo mestruale soprattutto erano considerate impure e non potevano stare nello stesso posto dove stavano gli uomini, non potevano nemmeno mangiare con loro e avevo una specie di abitazione separata dal resto della comunità solo per questi periodi. Inoltre non potevano mangiare certi cibi, il primo in assoluto il frutto di banana dunque anche Moana ha delle proibizioni in quanto donna, dei desideri da soffocare e soprattutto dei kapu (tabù) da rispettare per il bene di se stessa e della sua comunità che però, come abbiamo visto, si troverà nella situazione di farsi valere come donna e come persona che va oltre i limiti imposti dalla società.
Una cosa che ho apprezzato molto è stata il fatto di non sentire così tante ‘’canzonette di hula’’ xDD questo film ci aiuta a ricordare che la musica polinesiana e hawaiiana non è composta solo da composizioni ‘’da meditazione’’ con arpeggi di chitarra molto dolci e che evocano atmosfere da sogno, ma sono anche composte da strumenti forti e potenti come le percussioni, i tamburi e balli con passi e atteggiamenti ‘’aggressivi’’.
A proposito di questo…davanti a Te Ka, Maui mostra dei passi di Haka. Tra le tante cose per cui questa danza è nata, si trova anche la funzione di spaventare l’avversario; infatti la usavano i guerrieri prima delle battaglie molto spesso anche per accrescere il loro Mana!
Un’altra cosa che mi ha fatto riflettere è stata la battuta di Maui verso Moana ‘’In questo luogo, serve un sacrificio umano’’ e quando Moana si volta verso di lui esterrefatta e inorridita (parliamo sempre di un cartone animato 😉 ) lui esclama ‘’sto scherzando!!!’’ beh…almeno nelle Hawaii, come ho già scritto in altri articoli, i sacrifici umani si facevano soprattutto in onore di Ku, Dio della guerra.
Il fatto del buio, della ‘’nuvola nera’’ e dell’oscurità che rovina le isole e che le rade al suolo a me personalmente ha fatto ricordare l’essenza del Po che, sempre nella concezione mitologica del cosmo rappresenta proprio l’ignoto, l’oscurità impenetrabile oltre che al Regno degli Spiriti, contrapposto completamente all’Ao ossia la Luce, il regno dei mortali. Po ed Ao sono come lo Ying e lo Yang.
Ho letteralmente amato l’accento così marcato che è stato posto sull’importanza dei tatuaggi che in Polinesia sono considerati sacri a tutti gli effetti! C’è un proverbio Iban che amo il quale recita la frase ‘’Un uomo senza tatuaggi è invisibile agli Dei’’.
In Polinesia e nelle Isole Hawaii i tatuaggi hanno una funzione simile agli alberi genealogici, raccontano storie di famiglie, di guerre, di spiriti ancestrali, di leggende e i tatuaggi di Maui sono come un libro con tante pagine e capitoli pieni di racconti per Moana e per lo spettatore.
Sempre riguardo ai tatuaggi ho amato quello della nonna di Moana, una manta.
mantatatoononna
Nelle Hawaii la manta prende il nome di ‘’angelo del mare’’ per le sue movenze quando nuota e salta fuori dall’acqua, inoltre la manta, come significato simbolico significa anche protezione e in effetti la nonna protegge la sua nipotina anche se allo stesso tempo la sprona a superare i suoi limiti e a infonderle coraggio interiore  fungendo, sotto forma di spirito che ormai è passato ‘’oltre il Velo’’, da angelo custode quando Moana ne ha più bisogno anche perché in Polinesia e nelle Hawaii questo animale è uno dei simboli che rappresentano gli Antenati!
Come abbiamo visto sono tanti i significati e i simboli polinesiani presenti in ‘’Moana’’.
A me questo film è piaciuto veramente tanto ^_^ spero di vederlo nuovamente in italiano e al cinema in una qualità ottimale.
Mi ha fatto tanto emozionare e commuovere anche perché Moana è una delle pochissime principesse (lei dice che non è una principessa ma ‘’la figlia del capo’’) che non ha bisogno di un uomo accanto, a livello sentimentale, per sentirsi completa o amata. Ha Pua, il mailaino, ha HeiHei il suo galletto pazzerello, ha Maui, ha la nonna prima sotto forma fisica e poi sotto forma di spirito, ha i suoi genitori, ha l’Oceano che le fanno provare l’Amore di cui ha bisogno!  E’ davvero una bella storia e per una persona che ama queste culture e queste tradizioni è un’ottima base come studio. Spero che questo articolo vi sia piaciuto, spero che non sia uguale ad altri sul web (non ho controllato ma la cosa mi dispiacerebbe, capisco il lavoro di ricerca che c’è dietro) e spero che vi abbia fatto scoprire qualcosa di interessante e soprattutto di nuovo ❤
– Venus

dolcemoana

Fonte delle foto:
– Hawaiian Paddle Sports
– HiLands

E’ SEVERAMENTE VIETATO COPIARE L’ARTICOLO O PARTI DI ESSO SENZA IL CONSENSO DELL’AUTRICE.

 

Creare un Diario personale

Scusate se non ho foto ”step by step”, ma non sapevo di dover dedicarci un articolo…mi è stato praticamente richiesto e ne sono davvero felicissima ❤ ma  parto un bel po’ impreparata, scusatemi tanto ❤ cercherò comunque di essere il più chiara possibile!

Innanzitutto devo ringraziare questa aria autunnale che mi ha permesso di ravvivare un po’ la mia energia creativa che per molti periodi purtroppo va in letargo eheheh
Il Diario di cui vi parlerò potrà essere il diario di qualsiasi tema voi vogliate dare.
Può essere il vostro nuovo Diario Specchio o chissà…un BOS tascabile per prendere qualche appunto magico da trascrivere poi su quello vero…può essere un Diario da dedicare al vostro Animale Totem, al vostro Spirito Guida, potete inserire i lavori magici che fate su un determinato argomento…davvero, qui la fantasia non ha limiti. Il tema lo decidete voi così come la decorazione.
Sono facili e divertenti da fare, anche se ci vuole comunque un po’ di pazienza!

diariolunerosse
Questo è dedicato al mio Ciclo Mestruale  con la vernice fosforescente che si illumina al buio 🙂 

Quello che ho fatto in questi ultimi due giorni invece è dedicato ai sogni!
Ormai ho preso consapevolezza che sogno molto spesso e mi sono accorta che lo scrivere i sogni nel mio Diario Specchio, dove vengono sotterrati tra migliaia di parole, non mi sta più bene…trovo molta difficoltà a ricercarli, ci metto una vita e così ho deciso di crearne uno a parte, solo ed esclusivamente per il ”mondo onirico”.
Andiamo a ciò che serve 🙂

diario
Eccolo qui! Il mio Diario dei Sogni con un acchiappasogni in 3D, perline di vecchi orecchini, una piccola pietra in pasta di turchese e una di quarzo rosa, una gabbietta con agata fuksia e tanti tanti tanti glitter ❤ 

RILEGARE I FOGLI 
– FOGLI A4 (quelli normali da stampante) devono essere almeno 21
– Ago e filo
– Mollette
– Colla vinilica (o a caldo)

Piegare verticalmente i fogli, a gruppi di 3.
Mettere insieme 3 fili dalla stessa spoletta che state utilizzando e fateli della stessa lunghezza immaginandoli come se fossero uno solo. A questo punto, cercate di farli entrare tutti e tre in contemporanea dentro l’ago. Probabilmente ci vorranno diversi tentativi ma sono sicura che ci riuscirete 😉
Fate passare l’ago attraverso la carta. Io faccio due punti e poi li ”ripasso”. Fate alla fine un piccolo nodo e tagliate il filo.
Procedete così fino a quando avete ottenuto 7-8 gruppetti (dipende da quanti fogli volete che compongano il vostro diario) di fogli!
Cercate di tenerli tutti insieme, come se già aveste tra le mani il vostro diario e nella parte superiore e inferiore (ossia i due lati minori) mettete delle mollette per tenerli tutti insieme e stretti tra loro.
Nella parte dove ci sono tutti i fili della rilegatura, fate una bella e abbondante passata di colla.
Aspettate almeno un paio d’ore per farla asciugare e dunque per togliere le mollette.

LA COPERTINA
– 
Cartoncino (o stoffa se l’avete)
– colla
– colori (o acrilici, o a tempera o quelli che più vi piacciono!)

Tagliate con un taglierino del cartone. Dovreste avere un rettangolo di circa 15 cm di larghezza e 20 cm di altezza!
Stendete un generoso strato di colla nella prima pagina e l’ultima del vostro diario e fate aderire bene il cartone! A questo punto ora il vostro diario ha una copertina, molto rudimentale ma ha una copertina xDD
Mettete sopra al vostro diario qualcosa di pesante, come un vocabolario!
Tornate a controllare dopo un’oretta-due!
A questo punto la colla si è completamente asciugata e potete colorarlo per poi poter aggiungere le vostre decorazioni o la stoffa, se volete avere la copertina morbidosa!
E qui vi potete sbizzarrire con la vostra fantasia 🙂 Non ci sono regole.
CONSIGLIO: Se non avete flatting e però volete la vostra copertina di cartone lucida lucida, stendete un sottile strato di colla vinilica!

PER L’ACCHIAPPASOGNI
Partendo dal presupposto che è il mio primissimo acchiappasogni…ho utilizzato del filo di ferro e dello spago che ho fatto passare attraverso per rivestirlo interamente.
Poi, con un secondo pezzo, ho creato la stella! Ma voi lo potete creare come un acchiappasogni classico. Alla fine, quando ormai era terminato, l’ho adagiato su uno dei due lati del diario con TANTA colla, perchè temevo che per il peso dell’agata e delle perline rosse si staccasse. Sembra reggere…speriamo bene 😀

Questo è il metodo base che ho usato io. E’ davvero un lavoro bellissimo da fare e soprattutto divertente. I miei non sono bellissimi o perfetti U.U ma sono consapevole e fiera del fatto che posseggono in loro la mia energia e questo è qualcosa che mi dà molta gioia e forza interiore! Se li create anche voi, fatemi vedere o qui tra i commenti o sulla pagina Facebook i vostri lavori, sarei felice di vederli ^_^
– Venus ❤

 

RITUALE PER IL COMPLEANNO

Il compleanno non solo è una bellissima opportunità per festeggiare con amici e parenti il giorno della propria nascita scartando montagne di regali e soffiando su una torta piena di candeline accompagnata da sorrisi ed applausi, ma può essere visto come un’occasione per ‘’tirare le somme’’ dell’anno appena trascorso.
Possiamo quindi meditare su cosa abbiamo fatto e cosa abbiamo raccolto durante quest’anno, se siamo diventati più maturi interiormente, se siamo cresciuti spiritualmente, se desideriamo aspirare a qualcos’altro, se vogliamo migliorare in qualcosa e in tutto questo possiamo anche celebrare noi stessi, la nostra persona e il nostro spirito!
Parlando con un mio amico, mi sono ricordata di avere un bellissimo libro di Diane Ahlquist ‘’Moon Spells’’ che suggerisce di poter fare un incantesimo per il proprio compleanno. Io cercherò di tradurvelo e soprattutto di ricrearlo un po’, mettendoci anche del mio. Ovviamente potete riadattarlo e/o cambiarlo a vostra scelta ^_^ sentitevi liberi!
Un’ultima cosa! Se vi sentite affini alla Luna e alle sue fasi, dipendendo da quale fase lunare cada per il giorno del vostro compleanno potreste fare qualcosa di speciale come ad esempio…:

Luna Nera: potreste celebrare, meditando, la parte più nascosta di voi stessi oppure, se siete donne e state mestruando proprio in quei giorni, potreste ricordare e appuntare qualche sensazione o emozione riguardo al vostro primo menarca oppure semplicemente potreste celebrare il vostro Ciclo mestruale insieme al vostro compleanno come una specie di rinnovamento interiore sia a livello fisico che spirituale.

Luna Nuova: potreste meditare su dei nuovi progetti che desiderate intraprendere nella vostra vita, o intraprendere una nuova relazione o celebrare la nuova relazione o progetti già in atto. Potete anche piantare il seme di una pianta che vi piace molto, una pianta che crescerà con voi durante quest’anno a partire dal giorno del vostro compleanno!

Luna Crescente: Potreste meditare sul percorso di crescita e realizzazione a livello spirituale che desiderate intraprendere per questo nuovo anno oppure potreste meditare su un progetto creativo che volete iniziare o continuare!

Luna Piena: In questo caso il vostro compleanno cadrebbe per l’Esbat! Potreste fare delle attività magiche che lavorino sulla realizzazione dei vostri sogni e desideri, potete fare un rituale di auto-consacrazione a una Divinità (fatelo solo se vi sentite sicuri al 100% anche per rispetto della Divinità stessa!)

Luna Calante: Potreste celebrare il vostro compleanno bandendo le vostre cattive abitudini, oppure purificando il vostro corpo e il vostro spirito con un bel bagno di purificazione e delle fumigazioni, oppure potreste fare qualcosa per sbloccare i vostri blocchi emotivi!

Bene, detto questo, possiamo procedere al rituale vero e proprio 🙂
COSA SERVE:

– un calderone o un pentolino da tea ricoperto di carta stagnola
– 3 foglietti di carta
– penna o matita

Aprite il Cerchio, chiamate gli Elementi e gli Dei come al solito e poi procedete col vostro rituale per il vostro compleanno!
Scrivete sui foglietti 3 speranze/sogni/desideri che volete si realizzino. La vibrazione energetica del numero 3 porta abbondanza e moltiplicazione nella vita.
Prendete in mano i foglietti, uno a uno e leggeteli. Appena avete finito di pronunciare la parola o la frase che avete scritto, bruciatelo nel calderone e così fate fino a quando i bigliettini non sono finiti focalizzandovi sui vostri intenti!

Poi dite
‘’Io mando i miei 3 desideri all’Universo.
Che essi possano disperdersi per poi tornare indietro.
Io oggi celebro me stesso/a.
Oggi io mi rinnovo.
Oggi seguo un nuovo Cammino divino.
Piaccia, così sia.’’

L’autrice suggerisce anche di prendere 3 candele e posizionarle a formare un triangolo. La rossa andrà nella punta di sinistra, la bianca al centro (nel punto del vertice) e la gialla nella punta di destra insieme a dell’acqua, del succo di frutta o un’altra bevanda che vi piace, un po’ di cibo (anche un pezzo della torta del vostro compleanno o dei biscotti che vi piacciono) e infine una pietra o mattone.

A questo punto dite:
‘’Non soffrirò mai la fame’’ –  mangiate un po’ del cibo che avete deciso di portare nel Cerchio.
‘’Non soffrirò mai la sete’’ – bevete un po’ dell’acqua o della bevanda
‘’Non sarò mai senza una casa’’ – colpite per tre volte il vostro mattone o pietra che avete scelto.
Accedente la candela rossa e dite ‘’Che io possa sempre essere benedetto/a con la salute psichica’’.
Accendete la candela gialla e dite ‘’Che io possa sempre essere benedetto/a con la salute emotiva’’.
Accendete la candela bianca e dite ‘’Che io possa sempre essere benedetto/a con la salute spirituale’’.
Dite infine ‘’Piaccia, così sia!’’
Poi prendete la bevanda o il suo di frutta che aveva deciso di portare nel Cerchio e bevetela come se stesse brindando!

CONSIGLI: A questo punto il rituale è terminato! Conservate tutti gli strumenti. Le ceneri dei bigliettini o le conservate se siete abituati così oppure datele alla Terra. Per la pietra potete scegliere una pietra che corrisponde al vostro segno zodiacale o una pietra con la quale sentite una forte affinità.
Potete fare questo rituale non solo per il compleanno che rappresenta la vostra nascita ma anche per il vostro ‘’compleanno da Strega’’ ^_^ Ribadisco il concetto che potete benissimo adattarlo alle vostre necessità. Ad esempio, personalmente la seconda parte a me non piace. Se lo facessi mi fermerei soltanto alla prima. Voi potete farle entrambe, scegliere quella che vi piace di più oppure, potete cambiarle prendendo spunto e…BUON COMPLEANNO ^_^
– Venus ❤

auguri

Fonti:
‘’Moon Spells’’ Diane Ahlquist
‘’Se fossi una Strega’’
Fonte foto: sprousefreaks.freeforum.net

E’ SEVERAMENTE VIETATO COPIARE L’ARTICOLO SENZA CITARE IL BLOG ‘’SE FOSSI UNA STREGA’’