”LOS DESCANSOS”: La linea del tempo della rabbia

Come sapete è da qualche settimana che ho intrapreso una lettura avvincente, interessante e illuminante. Mi riferisco al libro ‘’Donne che corrono coi lupi’’ di Clarissa Pinkola Estés. Non mi soffermerò sulla biografia o sulla professione della scrittrice. Se volete scoprire qualcosa su di lei potete semplicemente fare una breve ricerca su Wikipedia e potrete conoscerla.
Io invece voglio soffermarmi e parlarvi di un esercizio molto semplice ma allo stesso tempo molto potente che propina nel dodicesimo capitolo.
L’esercizio si chiama “Los Descansos”. Ma cosa sono questi “descansos”?
Non avendo mai fatto spagnolo e non essendo appassionata della lingua non mi sono mai posta il problema di conoscere questo termine ma appena ho letto il significato, la mia mente ha cominciato a vagare sia nella mia Terra sia in Terre che non ho mai conosciuto, che non ho mai visitato. Eppure, facendo ricerche su google, quelle immagini che avevo ‘’visto’’ dentro di me erano perfettamente corrispondenti alla realtà.
Avete mai passeggiato a piedi o guidando in macchina in delle strade apparentemente normali ma che a un tratto è come se si “bloccassero” per una interruzione data da delle edicole?
No, non parlo delle edicole del  giornalaio che vende riviste, giornali e buste a sorpresa. Ma quelle edicole commemorative per persone, spesso ragazzi, che purtroppo in quel tratto di strada hanno perso la vita.
Spesso sono piene di fiori, a volte sono ben curate, altre volte sono abbandonate a loro stesse. Spesso sono piene di messaggi d’affetto, qualche piccolo peluche, qualche foto.
Ogni volta che vedo queste edicole è come se il bianco di cui sono fatte mi perforasse il corpo e la mente, come se sentissi il dolore dei familiari del defunto che mi sta appena passando sotto gli occhi, anche se fisicamente non si trova lì. Ma la sua anima si.
Ebbene queste edicole commemorative si trovano anche in molti paesi cattolici dell’America Latina e il loro nome in spagnolo è proprio “descansos”.
Il dodicesimo capito di “Donne che corrono coi lupi” è tutto interamente dedicato alla rabbia e a come combatterla gradatamente. L’autrice fa capire che è un processo lungo, a volte doloroso ma che è essenziale prenderlo in considerazione perché spesso la rabbia è radicata dentro di noi fin quando siamo bambini e probabilmente eravamo talmente piccoli che, sì il ricordo l’abbiamo ma non ci abbiamo mai dato abbastanza importanza e questo è sbagliato.
Se ci sforziamo, magari anche prima di dormire, di addormentarci o addirittura in sogno, possiamo ricordare le nostre prime memorie negative, che ci hanno fatto del male, che ci hanno fatto conoscere la delusione. Possiamo farcela!
Clarissa Pinkola Estés parla della morte ciclica della donna: nella nostra vita (anche se il mio discorso differentemente dal libro non vuole parlare solo delle donne, spero di riuscire a fare un discorso generale anche per gli uomini!) si creano delle “pietre miliari mortuarie” che lei chiama “las muertes chiquitos”. Queste piccole morti sono i momenti in cui la nostra anima per un grande dolore (spesso psicologico) è morta.
L’essere umano ha la forza di rialzarsi, di risorgere come un orso che esce dal letargo ma allo stesso tempo quelle brutte ferite che in passato l’avevano fatto morire potrebbero avere la capacità di sanguinare ancora.

crescent moon bear
la fiaba di questo capitolo infatti è la fiaba giapponese con l’Orso della Luna Crescente dove l’orso è il simbolo proprio della resurrezione (illustrazione di Lucy Campbell)

 

Noi siamo risorti dalla morte ma le cicatrici rimarranno per sempre tali: non ce ne libereremo. Potremo scordarcene, potremo fare finta che non ci siano spruzzandoci sopra il cerotto spray trasparente, potremo non sentire più dolore, potremo non sentire il flusso freddo del sangue che ci sta scorrendo sulla pelle ma quelle cicatrici sono lì e non se ne andranno mai!
Questo esercizio che l’autrice propina e che io sto proponendo a voi, consiste nel prendere un foglio di carta (lei non lo spiega così, io vi sto spiegando cosa ho fatto io), una penna, un righello e iniziare a disegnare una ‘’linea del tempo’’.

esempio linea del tempo 7
Sicuramente a scuola vi avranno fatto fare le linee del tempo sui vostri quaderni o su dei cartelloni per i lavori di gruppo dove ogni quadratino segnava una data storica con il suo avvenimento (esempio: “1492 – Scoperta dell’America”)!

Ecco, il principio della linea de los descansos è la stessa solo che la protagonista non è la storia dei libri di scuola, la storia del mondo, delle scoperte geografiche o scientifiche ma è la vostra storia!
Ieri notte ho finito il capitolo e nel mio letto, sotto le coperte sono tornata con la mente indietro nel tempo fin quando avevo circa 2-3 anni, alla mia prima memoria. Da lì sono partita e da lì ho iniziato a scavare nella mia storia della memoria personale andando a cercare le mie ‘’croci’’, le mie ‘’morti’’ dell’anima. Questa mattina, dopo una buonissima colazione, ho preso dalle spille di un quaderno a quadretti un foglio, ho preso la mia penna, la squadra e ho bruciato un po’ di sandalo.
Ho semplicemente trasportato su carta le ‘’morti’’ a cui avevo pensato questa notte prima di dormire e il grafico che ne è uscito fuori è esattamente come l’avevo immaginato (ricordate che come dice Starhawk, la Magia consiste nel riassestare i propri neuroni quindi vedere un prodotto finito dopo averlo immaginato è esso stesso una forma di Magia).
Non mi sono sentita bene, non mi sono sentita male. Non ho pianto, non ho riso ma mi sono sentita molto più leggera spiritualmente.
Probabilmente voi invece avete il bisogno di piangere mentre fate questo grafico, in caso…fatelo!!! Questo è un lavoro introspettivo dove vi mettete a tu per tu con voi stessi, con le vostre rabbie, con le vostre delusioni, con le vostre morti interiori. Probabilmente non capiterà nulla di concreto dopo questo esercizio, ma credetemi che per fare chiarezza in voi stessi ne vale veramente la pena.
Nel dodicesimo capito si parla anche del perdono e della sacralità di quest’ultimo. La scrittrice sopra ogni ricordo scrive “perdonato” e/o “dimenticato”. Se volete, fatelo anche voi. Sentitevi liberi di disegnare la vostra linea del tempo come volete.

Spero che questo articolo con questo esercizio vi possa aiutare come ha aiutato me.
– Venus  ❤

los
Ecco la mia ”linea del tempo”. Perdonatemi ma essendo cose molto private preferisco non farle vedere su internet. Comunque questo è il foglio che ho lasciato inserito nel libro. Ogni 15-20 anni cercherò di ”riesumarlo” e di continuare a scrivere le mie ”piccole grandi morti interiori”. In basso a destra potete vedere un esempio di ”descansos” come sono fatti in America Latina e a sinistra potete vedere il mio brucia essenze mentre brucia un po’ di sandalo. Mi ha fatto molto bene e sono andata a intuito. Poi ho scoperto che bruciare il sandalo serve ad allontanare la negatività, a purificare e a curare (anche lo spirito).

 

FOTO:
– Se fossi una strega (personali)
– bearwhodunnit.blogspot.com
-mapper-mapper.blogspot.com

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