10 STORIE DI PAURA HAWAIIANE

Le Hawaii sono un luogo meraviglioso…con paesaggi lussureggianti, oceano incredibilmente azzurro, tempo ottimale e persone meravigliose. Tuttavia questo Paradiso nasconde un lato oscuro.
Dato che tra poco ci avviciniamo ad Halloween, oltre che a Samhain e le storie di paura sono quasi un simbolo di questo periodo oltre che di Halloween propriamente, ho deciso di tradurvi questo articolo preso dal blog LISTVERSE.
Spero che vi piacciano e che possiate trovare stimolante questo articolo che fa vedere le isole Hawaii, ancora una volta, sotto una luce diversa e …sì, abbastanza spaventosa.
Vi lascio all’articolo 😉
– Venus

10 LA STORIA DI PELE E PALI ROAD

Ci sono varie storie che riguardano la storia amorosa tra Pele e Kamapua’a e da questa deriva il tabù di non portare mai maiale sulla Pali Road.
La storia tra le due divinità è sempre stata turbolenta e condannata fin dall’inizio. Kamapua’a nacque da una relazione tra sua madre e il cognato di quest’ultima, suo nipote inoltre lo trattava crudelmente. Il Dio è cresciuto bene, vigoroso, forte e bello ma l’unica cosa che desiderava dalla vita era l’accettazione del padre. Il suo cuore per questo era pieno di rabbia e odio così cambio il suo aspetto tatuandosi il corpo e portando sul viso una testa di un cinghiale a mo’ di maschera. Si allontanò dal luogo dov’era nato e arrivò nelle Isole dove incontrò una bellissima donna, Pele e le chiese la sua mano. La Dea all’inizio era riluttante nei suoi confronti a causa del suo aspetto e cercò più volte di allontanarlo ma alla fine cedette ai suoi sforzi e si sposarono. Dal gesto di Pele, il cuore di Kamapua’a si ammorbidì e tornò al suo aspetto originale. Tuttavia questo cambiamento confuse Pele e lo allontanò di nuovo nella sua parte dell’isola, calda e piena di lava. Kamapua’a era invece costretto a rimanere dall’altro lato, una parte dell’isola rigogliosa e fresca in questo modo i due amanti furono sempre separati.
La leggenda urbana moderna afferma che, sulla strada per Pali  che collega Windward Oahu a Honolulu, se sul proprio veicolo si trasporta carne di maiale, Pele si arrabbierà e romperà il veicolo fino a quando non arriverà a trovare la carne per distruggerla.
Un’altra versione dice che si può trovare sul ciglio della strada o un’anziana vestita di bianco o un cane dal manto bianco, in entrambi i casi si dovrà offrire la propria carne di maiale che si sta trasportando. Insomma, il concetto di questa superstizione viene dal fatto che se si porta carne di maiale in quel luogo, si sta portando automaticamente lo spirito di Kamapua’a nel dominio di Pele dove lui non è il benvenuto.

9. MUJINA, LA DONNA SENZA VOLTO

PREMESSA: Le Hawaii sono state oggetto di immigrazione per tutto il secolo scorso, per questo troviamo la presenza di molte etnie del ceppo asiatico tra cui filippino, cinese e giapponese.
Per questo Mujina non fa parte del folklore hawaiiano ma giapponese che volendo o meno…si è inglobato a quello hawaiiano così come per le altre culture ormai ‘’stanziate’’ alle Hawaii. Si tratta di una figura umana senza volto, è capitato che una di queste venne chiamata Kozo, assunse le sembianze di un monaco e ha percorso di notte le strade buie chiedendo ai passanti acqua o tea. Nel 1959 una donna ha affermato di aver visto questa creatura, con i capelli rossi e senza volto prima in un teatro e poi in un ristorante. La donna venne dichiarata come colpita da un esaurimento nervoso e portata al reparto psichiatrico in ospedale. Si pensava che fosse tutto quanto frutto di una semplice leggenda metropolitana ma nel 1981 la donna chiamò una stazione radiofonica (poiché il conduttore di tale radio stava discutendo sulla precaria veridicità di questa storia) per affermare invece che il fatto che lei l’abbia vista davvero, era realmente accaduto e che infatti, come disse nel ’59 la creatura misteriosa aveva i capelli rossi. Da quella messa in onda le storie sulla Mujina sono emerse più volte attraverso le isole e alcune raccontate dallo stesso conduttore radiofonico che non credeva alle parole della donna.

8. I MARCIATORI DELLA NOTTE

Gli Huaka’ipo sono degli spiriti di antichi guerrieri che sono stati maledetti per l’eternità e per questo devono marciare nelle isole durante la notte. La leggenda afferma che marcino in una sola linea, portando con loro torce e armi, suonando tamburi da guerra e intonando canti sacri. E’ raro, ma possono anche apparire di giorno e quando lo fanno è perché stanno scortando un parente vivente dall’altro Lato. Le sensazioni che indicano l’avvicinamento di questi spiriti sono date appunto dal suono dei loro tamburi, dalle loro voci, dal suono di conchiglie in cui si soffia all’interno e la luce delle loro fiaccole.
E’ considerato un brutto segno guardarli, per questo, se ci passano vicino si deve guardare a terra altrimenti possono uccidere il vivente che li sta osservando . E’ capitato più volte che delle persone del luogo abbiano raccontato di queste visioni e di solito hanno avuto una sensazione di paura lasciata all’interno dei loro cuori. In forma più poetica se ne parla anche nel film ‘’Sotto il cielo delle Hawaii’’ (ne parlo QUI )

7. IL POPOLO DEI MENEHUNE


I Menehune, chiamati originariamente Nawao nei testi antichi, sono la versione hawaiiana degli elfi, gnomi e fate irlandesi. Sono di statura corta e abitano in zone lussureggianti lontani dalla civiltà. Spesso sono ritratti come maliziosi ma possiedono la capacità soprannaturale di costruire ciò che vogliono in un solo giorno. Sono dei costruttori abilissimi e per questo vennero più volte scelti dai nativi per realizzare case e templi oltre che altri luoghi di culto. Sono molto timidi e per non essere disturbati preferiscono lavorare di notte. Se vengono avvistati durante il loro lavoro, scapperanno e questo rimarrà per sempre incompiuto e la persona che li interrompe verrà trasformata in pietra. (ne parlo QUI in maniera più approfondita)

6. LA SIGNORA VERDE DI WAHIAWA


Creatura simile alla Mujina e anche questa è di origine nipponica. Ormai il termine ‘’obake’’ viene usato nelle Hawaii per intendere tutte le entità soprannaturali di tutti i tipi, soprattutto per i fantasmi e per gli spiriti malevoli poiché significa ‘’entità che cambia forma’’.
Uno di questi viene descritto come una donna coperta di muschio e muffa, per questo appare di colore verde che si aggira per le gole di Wahiawa dove le persone del luogo la chiamano ‘’La Vergine’’. Le sue apparizioni sono state perlopiù all’orto botanico e alla scuola elementare di Wahiawa. Molti la descrivono verde, coperta di squame e denti come quelli dei pesci e i capelli ricoperti di alghe.
La leggenda dice che, la Signora Verde mentre stava visitando queste gole con i suoi figli uno di loro si è perso per non essere più ritrovato. La donna per questo è morta proprio lì per il troppo dispiacere e si dice che ancora si aggiri per questi luoghi cercando il figlio perduto. Allo stesso modo, la leggenda avvisa che la Donna Verde prenderà qualsiasi bambino che incontra che vaga da solo in quella zona.

5. IL PORTO DI PEARL HARBOR


Il 7 dicembre del 1941, il Giappone lanciò il suo attacco alla stazione navale di Pearl Harbor dove migliaia di persone hanno perso la vita. In questo luogo spesso vengono avvistate cose strane soprattutto luci inspiegabili e rumori inquietanti. Qui adesso sorge un museo e molto spesso sono stati avvistati soldati, defunti, che camminavano attorno ai corridoi. Inoltre nella base aerea di Hickam si trova un edificio con ancora visibili i fori dei proiettili dell’attacco del ’41. Qui spesso sono state viste delle impronte e si sono sentiti nell’aria gemiti di dolore nelle stanze vuote.
Proprio a Hickam c’è una baracca che si dice sia veramente infestata: qui un soldato è stato ucciso a tarda notte e i testimoni dicono di aver visto una figura vestita come con una divisa militare degli anni ’40 che guarda verso la baracca. Le apparizioni dei soldati sono state vissute anche durante il giorno.
Coloro che hanno vissuto queste esperienze hanno riferito di aver provato un profondo senso di tristezza, di paura o dolore estremo. Si dice anche che un fantasma di un soldato infesti il ponte della nave che venne affondata dai giapponesi durante la bassa marea. Inoltre molti resti dei soldati sono ancora in quella nave.

4. IL TRAVESTIMENTO DI PELE


Come abbiamo detto molte volte Pele è capace di cambiare il suo aspetto, come sua madre Haumea che cambia il suo aspetto da Fanciulla, a Madre a Crona. Pele infatti può essere una bellissima donna o un’anziana vestita di rosso con un bastone. Vicino alla sua dimora, il vulcano Kilauea, è stata spesso avvistata una donna danzare in un abito rosso, altre volte è stata avvistata una donna anziana che si avvicinava ai turisti per chiedere una sigaretta, accendendola con un dito  per poi scomparire.
Altre volte si è detto che sotto questa forma Pele vada a bussare di notte alle porte delle case per chiedere una tazza di tea o di acqua e se i padroni di casa si rifiutano, la sfortuna cadrà sulle loro famiglie sotto forma di ‘’malocchio’’ come lo chiamiamo noi o di morte.
Se invece si aiuta la vecchia signora, essa scompare e il giorno successivo il proprietario della casa che l’accoglie avrà una bella notizia.
Pele inoltre, dicono le leggende moderne, punisce coloro che sono egoisti che invece gratifica chi pratica lo spirito dell’Aloha perché Pele, vestita da vecchia signora, andò alla ricerca di una casa con un giardino rigoglioso. Quando lo trovò, dopo un lungo viaggio, chiese aiuto per avere un po’ del cibo. I padroni di casa dissero sia per un piatto di taro che per del pesce, che avevano poco da condividere nonostante il loro giardino fosse pieno di cocco, banane e appunto piante di taro oltre che con una tavola imbandita a festa fino a quando non chiese di mangiare delle bacche. La risposta fu la stessa, Pele così si infuria poiché ha visto sugli alberi del loro giardino delle bacche erano pronte per essere mangiate. Così, dopo vari tentativi per cercar loro di dimostrare la loro gentilezza a quella povera vecchia, Pele fa un inchino e prosegue il suo viaggio. Camminando trova invece una casa umile, il contrario della prima che trovò e dove chiese aiuto. Qui la famiglia pur essendo umile e non avendo un giardino lussureggiante come la prima, la accolse a braccia aperte offrendole del poi. Quando Pele ne chiese una seconda porzione, la donna che l’ha servita senza porsi problemi gliela offre con entusiasmo. Pele mangiò senza sosta e la donna le disse che era contenta che grazie a loro, pur non avendo molte possibilità, stava mangiando a sazietà così la Dea si alzò per ringraziare e per dire che, grazie alla loro gentilezza avrebbero avuto un raccolto fruttuoso e abbondante mentre che i loro vicini che con lei si erano comportati con disprezzo, sarebbero morti così come il loro giardino pieno di frutti.

3. LA RAGAZZA CON META’ VISO DI PALI ROAD

L’antica Pali Road è la zona con maggiore attività soprannaturale, questo perché, tra le altre cose, era qui che le più importanti battaglie hawaiiane dell’antichità ebbero luogo. Nel 1795 per una battaglia per l’unificazione delle isole il Re Kamehameha I costrinse migliaia di suoi avversarsi a gettarsi dalle scogliere di Nuuanu Pali. Per questo i loro fantasmi sono visibili ancora oggi.
Oltre ai Marciatori della Notte si racconta di un fantasma che penzola da un albero ma una storia
particolare è quella della ragazza con il viso a metà. I visitatori ma anche le persone locali sostengono di aver avvistato una ragazza dai lunghi capelli neri saltellava in mezzo la strada inoltre un testimone ha affermato che il naso, le guance e la bocca sul viso di lei mancavano, ha detto che aveva solo un paio di occhi grandissimi. La leggenda dice che la bambina-ragazzina sia stata vittima di stupro prima che l’uomo che l’ha violentata la strangolasse con una corda e la lasciasse senza vita tra i cespugli della vegetazione lasciando il suo cadavere a decomporsi. Il fatto che alcune parti del viso manchino, potrebbe essere perché prima che la polizia trovasse il suo corpo, gli animali si siano cibati di quelle parti del suo viso.

2. L’ANGOLO DI MORGAN

 

Si tratta di un pezzo di strada che conduce alle scogliere di Pali. Il suo nome proviene dal nome di un medico chiamato James Morgan che percorreva quella strada negli anni ’20 per i suoi turni di notte.
Ci sono parecchie storie legate a questo luogo.
La prima dice che nel 1948, una vedova di 68 anni, Therese Wilder, viene assassinata in casa sua da due detenuti scappati. Il corpo venne trovato dal suo giardiniere che chiamò subito la polizia la quale non perse tempo per trovare i due assassini. Quando essi vennero trovati confessarono che furono loro ad uccidere la donna per ‘’avere un po’ di cena’’ poiché si sentiva dell’odore di cibo appena cucinato dalla finestra della sua abitazione.
Un’altra storia coinvolge una ragazza, Brittani Lochmann che si dice si sia impiccata da un albero proprio in quella zona. Il suo corpo per parecchi giorni non fu trovato ma quando invece lo trovarono il suo corpo era stato completamente strappato via dal collo lasciando nel cappio attaccato all’albero solo la testa. Quest’ultima non fu mai stata riattaccata al resto del suo corpo e per questo adesso si dice che il suo spirito vaghi ancora per l’Angolo di Morgan.
L’ultima storia legata a questa strada vede una coppietta di giovani ragazzi che, probabilmente,  si era appartata dentro la loro macchina ma al momento di ritornare la macchina non parte.
Il ragazzo dice alla ragazza di rimanere dentro la macchina perché lui sarebbe andato in giro a chiedere aiuto. Lei, nonostante un rumore di rami che grattavano il tettuccio della macchina cerca di dormire. La mattina seguente un poliziotto le chiede di scendere dalla macchina e di non voltarsi. Tuttavia per la troppa curiosità non riesce ad eseguire l’ordine che le era stato richiesto e girandosi vede il suo ragazzo morto appeso a testa in giù da un albero. Il tronco era aperto e le dita stridevano sul tettuccio dell’albero: non erano rami.

1. LA CASA KAIMUKI

Altra leggenda derivata dal folklore giapponese dove per ‘’kasha’’ si intende un demone o un’entità cannibale che si nutre di cadaveri umani. Nelle Hawaii si crede che una kasha risieda nella casa di Kaimuki ad Honolulu. La storia di questa casa è terribile. Si dice che la kasha si sia sistemata lì dopo che il padre uccise tutta la sua famiglia. I corpi della moglie e del figlio furono trovati sepolti sulla proprietà, mentre quello della figlia non fu mai trovato. Nell’estate del 1942, le autorità ricevettero una chiamata perché una donna in quella casa sosteneva che un’entità invisibile stesse attaccando i propri figli ed effettivamente la polizia trovò proprio questa situazione.
Una seconda storia affermerebbe che tre donne si siano trasferite in questa casa. Una notte una forza invisibile ha afferrato un braccio di una di loro che ha spaventato le altre due e così chiamarono la polizia per ricevere assistenza. Dopo aver spiegato l’incidente al poliziotto, le tre donne gli chiesero di accompagnarle nella casa della madre, poco distante. Dopo averle lasciate un attimo da sole in un parcheggio, il poliziotto torna indietro perché vede, letteralmente tre donne lottare contro una forza invisibile e una di loro che stava per soffocare. Nel momento in cui cerca di separarle, va a toccare  quella che poi definisce ‘’una mano grande e callosa’’ che cercava di tenerlo indietro per non immischiarsi nella situazione.
La donna che stava per essere soffocata, nonostante i continui sforzi e aiuti da parte dei poliziotti che andarono lì per aiutare non solo le tre donne ma anche il collega, morì.
Nel 1977 una coppia si era appena trasferita nella casa di Kaimuki; verso mezzanotte la donna si svegliò perché la loro stanza dove dormivano era diventata troppo fredda. Così si guardò intorno per capire se ci fossero state finestre aperte e invece notò sopra le loro teste una donna senza braccia e gambe. La coppia, ormai terribilmente spaventata, chiese aiuto al reverendo che consigliò loro di donare del cibo allo spirito che infestava la loro casa. La coppia fece come disse il reverendo e lo spirito non tornò mai più.

Foto:
PerfectDaysHawaii
SouthernGhostsAndHuntings
LookIntoHawaii
thespiritoffreedom.us
GettyImages
ListVerse
Onlyinyourstate
BeyondHonolulu

ATTENZIONE: Ho perso molto tempo per tradurre interamente l’articolo, per cercare le foto e le fonti di queste. Per favore, dunque condividetelo invece di copiarlo senza dignità e senza inserire per questo la fonte. Grazie. 
– Venus 

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L’ANIMALE TOTEM NON E’ UN PELUCHE

Questo titolo può sembrare abbastanza banale…ovvio ”l’animale totem merita rispetto” ma a me piacerebbe quantomeno cercare di addentrarmi un po’ più in questo concetto del ‘’rispetto’’ ma maggiormente riguardo alla conoscenza di sé e del proprio animale totem, insieme e non come due cose separate.
Parto subito col dirvi che questo non è un articolo dedicato al toteismo, allo sciamanesimo, sulle sue origini e quant’altro: per questo ci sono i libri.
Volevo invece parlarvi del rapporto sbagliato che molti hanno col proprio totem o che magari non riescono a fare evolvere.
Per molti essere Streghe, avere un animale totem o portare semplicemente addosso un pentacolo è una forma inconscia per richiedere attenzioni dalle persone che hanno meno basi di loro stesse!
Il tutto porta ad avere degli atteggiamenti superficiali nei confronti del Divino e della Spiritualità.
(Per fortuna non tutte le Streghe sono così!!!)

Innanzitutto partiamo dal presupposto che il totem non è un ‘’qualcosa’’ che si sceglie a proprio piacimento.
Se a una persona piace tanto, tantissimo il lupo non è detto che il lupo sia il suo totem.
Il binomio ‘’animale preferito & totem’’ non sempre esiste e per prendere consapevolezza di questo principio c’è bisogno di una massiccia dose di umiltà.
Il fatto di partire in quarta pensando ‘’a me piace il lupo, dunque è questo il mio totem’’ non solo è un atteggiamento irrispettoso, non solo è sbagliato ma soprattutto è un atteggiamento egoista!
Non starò qui ad elencare i metodi per trovare il proprio animale totem, non è questo l’intento di questo articolo. Sappiate solo che è il totem che sceglie noi e non il contrario!
E’ la sua medicina che dovrà insegnarci qualcosa in questa vita. Non è uno spirito che arriva nella nostra vita affinchè possiamo poi solo vantarci con gli amici o per fare spaventare i propri parenti che per, differente cultura, non sono ferrati in questi argomenti e magari non possono capirli.

Nessun animale totem è inferiore a un altro. Ogni medicina di ogni totem ha la sua importanza.
Possono anche esserci i ‘’totem temporanei’’ che possono anche farci un po’ confondere sul nostro totem effettivo, ma la loro medicina, se siamo in grado di capirne i segnali, può insegnarci tantissimo!
Mi viene da ridere quando in occidente quasi tutti hanno quegli animali totem che molti definiscono ‘’animali fighi’’ (lupo, gufo, cervo ecc)…
Per i Sioux  e per molte altre tribù Native Americane uno degli animali con una medicina ancestrale potentissima è la formica!
Eppure io da 3 anni a questa parte non ho mai sentito parlare nessuno della medicina della formica o aver sentito da qualcuno essere il suo animale totem :p e questo purtroppo fa abbastanza riflettere.

L’animale totem non è un semplice animale da tatuarsi, da disegnare e da mostrare a tutti semplicemente, da avere sotto ogni forma materiale come sotto forma di statuetta o di quadretto da appendere alla parete.
Attenzione: con questo non voglio dire che questi atti siano sbagliati e da non fare a priori. Io stessa vorrei trasferire il mio totem sulla mia pelle e l’ho pure disegnato in diverse occasioni ma avere un animale totem è molto più di questo. Dico solo che non è un approccio corretto se è semplicemente fine a se stesso. Può benissimo essere un punto di partenza per prenderci confidenza. Un’ immagine o un pupazzetto della forma del proprio animale totem può aiutarci nelle meditazioni o nelle visualizzazioni ma per entrare ad essere quasi un tutt’uno con il nostro totem, serve ben altro.

Se siamo sicuri di averlo incontrato, il passo successivo è quello di studiarlo e per ‘’studiare’’ non intendo andarsi a leggiucchiare semplicemente le ottomila tabelle di corrispondenze che si trovano in alcuni libri wiccan o in vari siti web
Per tabelle mi riferisco a quelle schede che riportano le corrispondenze ad esempio:

snake

Serpente = trasformazione,
energia Kundalini

owl
Gufo = oscurità, meditazione

cane

Cane = fedeltà, amicizia

Tutte le schede del genere, fidatevi, dicono tutto e non dicono niente!
Possono aiutarvi per memorizzare cosa quel determinato animale totem possa simboleggiare, ma il vostro animale totem rappresenterà molto di più di quattro paroline scritte come un elenco della spesa!

Non finirò mai di dirlo: siete streghe moderne, avete la possibilità di avere tutte le informazioni con un ‘’battito di click’’…andate su YouTube, andatevi a cercare tutti i documentari possibili e immaginabili sul vostro animale anche in inglese o in aramaico se serve.
Create un diario solo per il vostro animale totem e scriveteci su tutte le informazioni che vi piacciono e che soprattutto possono aiutarvi nello studio del vostro animale per capirlo a fondo! (un buon metodo per connettervi col vostro animale totem è dedicargli delle preghiere o delle invocazioni.)

lupo-preghiera
Qui c’è quella del lupo, facendo una ricerca ne troverete molte altre. Si non si legge quasi nulla, meglio: così la create da voi la vostra preghiera. Lo spirito del vostro totem apprezzerà molto di più 🙂

Disegnatelo, appuntante i sogni o i presagi che vi vengono presentati, l’animale totem come tutti gli spiriti comunica con dei simboli che poi sta a noi interpretare.
Cercate più informazioni possibili dal punto di vista anatomico, studiate l’apparato scheletrico del vostro totem e tutti gli altri apparati del suo corpo, studiatene la postura, i loro 5 sensi e fate varie e svariate meditazioni a riguardo. Cercate libri di veterinaria, fate ricerche, salvate sui preferiti le pagine web che più vi interessano e stampatevele. Donate loro delle offerte! Onorateli nei vostri Cerchi. Incontrateli durante le vostre meditazioni, cercateli nei vostri sogni.

lupusdivine
Celebrazione per Ostara e dedicazione a Madre Luperca, direttamente dalla pagina Facebook ”Lupus Divine – Il culto del lupo”

Studiate il vostro animale totem dal punto di vista comportamentale, analizzate i suoi movimenti (potreste cercare anche di imitarli come nel toteismo vero e proprio per connettervici ancora di più), analizzate le sue abitudini, le malattie che possono attaccarlo, le temperature a lui adatte e non, i suoi predatori se è un animale-preda o le sue prede se è un animale-predatore e la sua dieta.
E’ molto probabile che alcuni cibi che fanno male al vostro animale totem, possono far male anche a voi e potreste non averlo mai saputo e dunque è meglio evitarle, almeno per un determinato periodo.
Come dice Ted Andrews, magari potreste seguire una dieta fatta più di verdure che di carne se il vostro totem è erbivoro oppure il contrario se è carnivoro!
Il vostro totem può aiutarvi anche in questo senso: a seguire una dieta fatta apposta per voi secondo i vostri bisogni fisiologici naturali.
Potreste odiare determinati cibi o esserne allergici e scoprire che  quegli stessi cibi sono velenosi per il vostro animale totem o che semplicemente non rientrano nella sua dieta.
Potreste scoprire di preferire delle determinate temperature o determinati climi diversi da quelli del posto in cui siete nati perché sono quelli dell’habitat naturale del vostro totem.
Potreste scoprire di essere particolarmente attratti da una determinata pianta o animale perché è il cibo principale per il sostentamento naturale del vostro totem oppure potreste amare una particolare attività che vi diverte o che vi fa provare emozioni e che nel mondo animale, il vostro animale totem la usa come tattica di difesa!

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Esempio: il vostro totem è ghiotto di pesce come voi, magari è l’orso.
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Oppure il vostro organismo potrebbe necessitare del fabbisogno energetico derivante dalla frutta secca, ricca di minerali e sostanze nutritive, potrebbe essere lo scoiattolo.
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Se siete amanti della recitazione potrebbe essere l’opossum, capace di rallentare i suoi battiti cardiaci fingendosi praticamente morto.

Cercate di capire voi stessi in primis, cercate di sviscerare il concetto di ‘’animale X’’ e di trasportarlo all’interno di voi. Solo così potrete entrare davvero in simbiosi con il vostro totem.
Tutto vi apparirà più semplice con il tempo ma se prima non andate alla ricerca di voi stessi, se prima non vi accettate per quello che siete con le vostre qualità e con i vostri piccoli difetti, non potrete mai capire la medicina e ciò che il vostro totem vuole farvi comprendere o insegnare in questa vita!
A dire ‘’questo è il mio animale totem’’ siamo capaci tutti e purtroppo il semplice dirlo non vi farà andare molto avanti nel vostro Cammino, qualunque esso sia.
L’animale totem arriva nella vostra vita per aiutarvi. Comprendere il suo aiuto (o diversi aiuti) e i suoi messaggi significa riconoscere la sua medicina ancestrale e saperlo onorare all’interno del proprio spirito ❤
Avere un animale totem non significa soltanto prendere le caratteristiche generali dentro di voi ma capire la sua natura per capire la vostra e per anticipare o riconoscere prima di molti altri diversi problemi della vita come ad esempio evitare alcuni pericoli o persone che  ‘’a pelle’’ non vi convincono e gli esempi possono continuare all’infinito.

alleato
L’animale totem non è solo un amico ancestrale ma un alleato capace di farvi vedere cose che con i nostri occhi fisici possono passare del tutto inosservate o semplicemente a livello superficiale.

Intraprendere un rapporto col proprio animale totem significa inglobare le sue caratteristiche ‘’toutcourt’’ dentro di noi, accettare quei nostri difetti che magari nell’animale totem invece sono tattiche di difesa o di attacco (con questo non voglio dire ‘’fate quello che volete e fregatevene di tutto e di tutti’’, mi sembra ovvio).

Spero che questo articolo vi sia stato d’aiuto.
Qui di seguito vi segnalo due libri da cui prendere spunto per le vostre ricerche, come primo inizio.
‘’SEGNI E PRESAGI DEL MONDO ANIMALE’’ di Ted Andrews
‘’TOTEM PERSONALE’’ di E.Stephan Gallegos

E poi ripeto: studiate, studiate, studiate! =)
Onorate i vostri totem, conosceteli, sappiate riconoscere i loro messaggi e vedrete che il vostro mondo cambierà radicalmente.
– Venus ❤
Fonti foto:
Pinterest
Tumbrl
Lupus Divine-Il culto del lupo (Facebook)
Ursulav
Ondra Uhlíř

E’ SEVERAMENTE VIETATO COPIARE QUESTO ARTICOLO O PARTI DI ESSO SENZA AUTORIZZAZIONE DA PARTE DELL’AUTRICE.

 

 

 

 

”LOS DESCANSOS”: La linea del tempo della rabbia

Come sapete è da qualche settimana che ho intrapreso una lettura avvincente, interessante e illuminante. Mi riferisco al libro ‘’Donne che corrono coi lupi’’ di Clarissa Pinkola Estés. Non mi soffermerò sulla biografia o sulla professione della scrittrice. Se volete scoprire qualcosa su di lei potete semplicemente fare una breve ricerca su Wikipedia e potrete conoscerla.
Io invece voglio soffermarmi e parlarvi di un esercizio molto semplice ma allo stesso tempo molto potente che propina nel dodicesimo capitolo.
L’esercizio si chiama “Los Descansos”. Ma cosa sono questi “descansos”?
Non avendo mai fatto spagnolo e non essendo appassionata della lingua non mi sono mai posta il problema di conoscere questo termine ma appena ho letto il significato, la mia mente ha cominciato a vagare sia nella mia Terra sia in Terre che non ho mai conosciuto, che non ho mai visitato. Eppure, facendo ricerche su google, quelle immagini che avevo ‘’visto’’ dentro di me erano perfettamente corrispondenti alla realtà.
Avete mai passeggiato a piedi o guidando in macchina in delle strade apparentemente normali ma che a un tratto è come se si “bloccassero” per una interruzione data da delle edicole?
No, non parlo delle edicole del  giornalaio che vende riviste, giornali e buste a sorpresa. Ma quelle edicole commemorative per persone, spesso ragazzi, che purtroppo in quel tratto di strada hanno perso la vita.
Spesso sono piene di fiori, a volte sono ben curate, altre volte sono abbandonate a loro stesse. Spesso sono piene di messaggi d’affetto, qualche piccolo peluche, qualche foto.
Ogni volta che vedo queste edicole è come se il bianco di cui sono fatte mi perforasse il corpo e la mente, come se sentissi il dolore dei familiari del defunto che mi sta appena passando sotto gli occhi, anche se fisicamente non si trova lì. Ma la sua anima si.
Ebbene queste edicole commemorative si trovano anche in molti paesi cattolici dell’America Latina e il loro nome in spagnolo è proprio “descansos”.
Il dodicesimo capito di “Donne che corrono coi lupi” è tutto interamente dedicato alla rabbia e a come combatterla gradatamente. L’autrice fa capire che è un processo lungo, a volte doloroso ma che è essenziale prenderlo in considerazione perché spesso la rabbia è radicata dentro di noi fin quando siamo bambini e probabilmente eravamo talmente piccoli che, sì il ricordo l’abbiamo ma non ci abbiamo mai dato abbastanza importanza e questo è sbagliato.
Se ci sforziamo, magari anche prima di dormire, di addormentarci o addirittura in sogno, possiamo ricordare le nostre prime memorie negative, che ci hanno fatto del male, che ci hanno fatto conoscere la delusione. Possiamo farcela!
Clarissa Pinkola Estés parla della morte ciclica della donna: nella nostra vita (anche se il mio discorso differentemente dal libro non vuole parlare solo delle donne, spero di riuscire a fare un discorso generale anche per gli uomini!) si creano delle “pietre miliari mortuarie” che lei chiama “las muertes chiquitos”. Queste piccole morti sono i momenti in cui la nostra anima per un grande dolore (spesso psicologico) è morta.
L’essere umano ha la forza di rialzarsi, di risorgere come un orso che esce dal letargo ma allo stesso tempo quelle brutte ferite che in passato l’avevano fatto morire potrebbero avere la capacità di sanguinare ancora.

crescent moon bear
la fiaba di questo capitolo infatti è la fiaba giapponese con l’Orso della Luna Crescente dove l’orso è il simbolo proprio della resurrezione (illustrazione di Lucy Campbell)

 

Noi siamo risorti dalla morte ma le cicatrici rimarranno per sempre tali: non ce ne libereremo. Potremo scordarcene, potremo fare finta che non ci siano spruzzandoci sopra il cerotto spray trasparente, potremo non sentire più dolore, potremo non sentire il flusso freddo del sangue che ci sta scorrendo sulla pelle ma quelle cicatrici sono lì e non se ne andranno mai!
Questo esercizio che l’autrice propina e che io sto proponendo a voi, consiste nel prendere un foglio di carta (lei non lo spiega così, io vi sto spiegando cosa ho fatto io), una penna, un righello e iniziare a disegnare una ‘’linea del tempo’’.

esempio linea del tempo 7
Sicuramente a scuola vi avranno fatto fare le linee del tempo sui vostri quaderni o su dei cartelloni per i lavori di gruppo dove ogni quadratino segnava una data storica con il suo avvenimento (esempio: “1492 – Scoperta dell’America”)!

Ecco, il principio della linea de los descansos è la stessa solo che la protagonista non è la storia dei libri di scuola, la storia del mondo, delle scoperte geografiche o scientifiche ma è la vostra storia!
Ieri notte ho finito il capitolo e nel mio letto, sotto le coperte sono tornata con la mente indietro nel tempo fin quando avevo circa 2-3 anni, alla mia prima memoria. Da lì sono partita e da lì ho iniziato a scavare nella mia storia della memoria personale andando a cercare le mie ‘’croci’’, le mie ‘’morti’’ dell’anima. Questa mattina, dopo una buonissima colazione, ho preso dalle spille di un quaderno a quadretti un foglio, ho preso la mia penna, la squadra e ho bruciato un po’ di sandalo.
Ho semplicemente trasportato su carta le ‘’morti’’ a cui avevo pensato questa notte prima di dormire e il grafico che ne è uscito fuori è esattamente come l’avevo immaginato (ricordate che come dice Starhawk, la Magia consiste nel riassestare i propri neuroni quindi vedere un prodotto finito dopo averlo immaginato è esso stesso una forma di Magia).
Non mi sono sentita bene, non mi sono sentita male. Non ho pianto, non ho riso ma mi sono sentita molto più leggera spiritualmente.
Probabilmente voi invece avete il bisogno di piangere mentre fate questo grafico, in caso…fatelo!!! Questo è un lavoro introspettivo dove vi mettete a tu per tu con voi stessi, con le vostre rabbie, con le vostre delusioni, con le vostre morti interiori. Probabilmente non capiterà nulla di concreto dopo questo esercizio, ma credetemi che per fare chiarezza in voi stessi ne vale veramente la pena.
Nel dodicesimo capito si parla anche del perdono e della sacralità di quest’ultimo. La scrittrice sopra ogni ricordo scrive “perdonato” e/o “dimenticato”. Se volete, fatelo anche voi. Sentitevi liberi di disegnare la vostra linea del tempo come volete.

Spero che questo articolo con questo esercizio vi possa aiutare come ha aiutato me.
– Venus  ❤

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Ecco la mia ”linea del tempo”. Perdonatemi ma essendo cose molto private preferisco non farle vedere su internet. Comunque questo è il foglio che ho lasciato inserito nel libro. Ogni 15-20 anni cercherò di ”riesumarlo” e di continuare a scrivere le mie ”piccole grandi morti interiori”. In basso a destra potete vedere un esempio di ”descansos” come sono fatti in America Latina e a sinistra potete vedere il mio brucia essenze mentre brucia un po’ di sandalo. Mi ha fatto molto bene e sono andata a intuito. Poi ho scoperto che bruciare il sandalo serve ad allontanare la negatività, a purificare e a curare (anche lo spirito).

 

FOTO:
– Se fossi una strega (personali)
– bearwhodunnit.blogspot.com
-mapper-mapper.blogspot.com

E’ severamente vietato copiare questo articolo senza citarne la fonte “Se fossi una Strega” 

 

Falsi miti in Magia

Quando ho scoperto che la Stregoneria e la Magia erano delle cose reali, in un primo momento mi sentii confusa. Successivamente scoprii alcuni blog dove si parlava di come ”diventare” streghe wiccan, di come fare incantesimi, dell’iniziazione e di tanto altro. Col tempo ho scoperto che la maggior parte di queste affermazioni in realtà erano scempiaggini che magari qualche anno fa (negli anni ’90 in particolare, quando la conoscenza della Wicca arrivò in Europa) potevano anche avere una sorta di ”alone misterioso” ma ora, con una sapienza più consistente sappiamo che non è ovviamente così. Ci tengo a sottolineare che questo è il mio personale punto di vista. Nessuno è tenuto ad essere d’accordo con quello che ho scritto ma ho comunque sentito la necessità di farlo.

streghetta

Streghe si diventa
Mi permetto di fare una similitudine un po’ azzardata ma è per farvi capire. Ho sempre pensato che capire di essere una strega è un po’ come un ragazzo o una ragazza che scoprono di essere omosessuali. Alcuni lo sanno da sempre fin da ragazzini, altri ancora invece lo scoprono da più grandi e in alcuni casi addirittura da adulti! La stessa cosa secondo me avviene per la religione e per la spiritualità. Nel mio caso ero legata al Cristianesimo pur sentendolo ”stretto” perchè non sapevo che potesse esserci un’altra religione che avrei sentito invece adatta a me. Col tempo possiamo scoprire che la nostra religione di nascita non è quella che fa per noi. Possiamo saperlo fin da subito, percependo qualcosa che ”non ci va bene” oppure lo scopriamo da più grandi ma questo non significa che ”diventiamo streghe”. E’ un discorso più ampio e delicato. In caso si scopre il fatto di essere una strega ma essendo una cosa che fa parte di noi, del nostro Essere esiste ed esisterà sempre e per sempre. Sta semplicemente a noi scoprirlo e lavorare sodo per avere delle ”prove” di questa nuova e bellissima realtà 🙂

Per diventare strega devi recitare il Padre Nostro al contrario.
Ho sempre voluto credere in un ‘‘mondo degli Dei”, un po’ sullo stampo del Mondo delle Idee di Platone, in cui tutte le divinità più diverse o più simili tra loro potessero convivere per il Bene degli esseri umani e di tutte le creature sulla Terra e questo mio pensiero non ha mai implicato la rivalità tra divinità. Quale Dio vorrebbe questo? Nessuno, solo un essere umano e vorrei conoscerlo per chiederci ”ma ci sei o ci fai?” xDD scherzi a parte 😉
Una persona non diventa Strega in questa maniera così semplice e – devo dirlo – così infima. Personalmente non sopporto le persone pagane e/o neopagane che vanno contro il Cristianesimo e che nemmeno vogliono entrare in una Chiesa se per esempio la cugina si deve sposare nonostante quest’ultima tenga alla loro presenza per un giorno così importante. Spesso per attirare l’attenzione su di sé si crea solo sofferenza nell’animo delle altre persone che ci circondano e magari nemmeno ce ne se rende conto. Per questo amo moltissimo il detto ”Vivi e lascia vivere”.

Diventi strega dopo 1 anno e 1 giorno dalla tua iniziazione.
Questa è stata una cosa pericolosissima che stavo per fare all’inizio del mio Percorso. Non pericolosa in senso letterale (non muore nessuno seguendo questo principio) ma a livello interiore e spirituale. Stavo per fare il rituale di autoiniziazione prendendo le parole da internet e facendolo senza mai aver fatto un rituale, senza mai aver aperto un Cerchio e senza mai aver lavorato con le energie. Mi sono sentita fortunata e ho ringraziato me stessa per essermi fermata. La religione, così come la spiritualità non hanno un calendario da seguire. Si tratta di risveglio interiore, qualcosa che può avvenire all’età di 7 anni come a 45. Come non ha importanza l’età non è importante ”quando ti puoi definire strega”. Nella vita ho capito che le cose che avvengono in maniera graduale sono le cose che ti toccano più in profondità di tutte le altre, quelle che ti rimarranno dentro per sempre e che ti insegneranno più di tutto e tutto. E così secondo me dovrebbe essere intrapreso un percorso spirituale. Perchè si tratta di questo, non di andare in giro a mostrare il proprio ciondolo a forma di pentacolo. Intraprendere un percorso spirituale è una cosa seria, che si fa per noi stessi, per la nostra anima e per il nostro spirito. Ci sono streghette che dopo 15 anni di pratica ancora si autodefiniscono ”neofite” con un’incredibile dose di umiltà che è solamente da apprezzare e da lodare. Nella vita non si finisce MAI di imparare e di certo non basta un anno e un giorno per ”diventare streghe” ma serve molto più tempo sia per prendere conoscenza di essere una strega (e in alcuni casi non è nemmeno una cosa che si vive con tanta serenità) e con molta calma e pazienza. E’ anche vero che molte streghette hanno una data personale, ma quella data non dipende dal principio inventato del ”dopo 1 anno e 1 giorno” ma per la presa di consapevolezza. Io ce l’ho ed è a dicembre ^_^

 

I colori della Magia.
I colori della magia si suddividono essenzialmente in quattro.
Bianca: magia buona, pura, volta all’aiuto e al Bene per sé e per gli altri.
Nera: magia cattiva, malvagia, usata per i propri scopi e per ferire gli altri
Rossa: magia dell’amore, della passione e dell’Eros. Anche questa spesso usata in alcuni casi per i propri scopi
Verde: magia buona dove si utilizzano le piante e tutto ciò che proviene dalla Natura.
E’ pur vero che questi quattro tipi di Magia esistono, ma io non credo nei colori netti ma anche nelle sfumature. Una persona che si definisce ”strega bianca” se è accecata dall’Amore potrebbe commettere un possibile errore e usare la magia rossa soprattutto all’inizio se non conosce le regole dell’Etica della Magia! Una strega bianca potrebbe impazzire e ricorrere all’utilizzo della magia nera dopo una terribile avventura. Una strega che pratica la magia verde con le piante può aiutare, ma se è accecata dall’odio per qualcuno che le ha fatto un torno non ci vuole molto per scegliere un’erba che faccia star male. Qui non si tratta di vedere i colori della Magia ma di vedere i colori degli esseri umani che la praticano. Dipende tutto da noi, dai nostri pensieri e dalla nostra volontà. Sta a noi streghette conoscere i principi etici e morali della Magia per vivere bene con noi stessi e con gli altri se desideriamo davvero essere delle streghe buone. Dopotutto lo dice anche il Rede ”tutto puoi fare ma mai del male devi arrecare”!

 

L’animale Totem
L’animale totem non per forza deve essere un animale ”figo” come il gufo, la civetta, il gatto o il lupo. Potrebbe essere un normalissimo passero, o una rana o una libellula. Ogni animale possiede in sé la sua propria medicina e il fatto che magari una coccinella sia meno possente di un orso, ciò non le toglie il suo Potere interiore e dire ”ah ma quello è meglio di quell’altro” è solo un comportamento inutile e superficiale, oltre che irrispettoso per il Potere Astrale dell’animale in questione.
L’animale totem spesso non dipende da quale sia o non sia il nostro animale preferito. Potrebbe essere un animale che non rientra per niente nei nostri gusti estetici preferiti. Ted Andrews parla addirittura del ”totem della paura”. Se avete paura del ragno, al 90% quello è il vostro totem della paura e questo non significa che dobbiate eliminarlo a priori dalla vostra vita ma anzi di studiarlo per capire lui e voi stessi! Non date tutto per scontato in questa Via. Potrebbero arrivare nelle vostre meditazioni o sogni anche vari totem, si chiamano ”totem provvisori” che arrivano per aiutarvi solo per un determinato periodo della vostra vita. Questo non significa che uno di questi animali che si sono presentati a voi sia per forza di cose il vostro totem, ma solo un ”totem aiutante”. Questo non significa che quest’ultimo sia meno importante di quello ”giusto e sicuro” ma è comunque importante non sorvolare questi aspetti, di fare ricerche, di incontrarli nelle meditazioni, di capire e di non sceglierlo: l’animale totem apparirà da solo e spesso non è l’animale che vi aspettavate di incontrare.

La pietra/l’elemento è quello del mio segno zodiacale
Assolutamente NO!!! Si può essere, ma non è una legge. La pietra sarà quella che vi ”chiamerà”, quella che vi farà sentire la sua energia, la sua chiamata. Per il mio segno zodiacale la mia pietra dovrebbe essere il quarzo rosa. Non sono mai stata legata a questa idea e infatti pensavo fosse l’ametista e invece…per me è la labradorite. Come vedete non c’entra proprio nulla spesso e volentieri. Spesso la cosa detta (da chi poi!?) non coincide col nostro pensiero, ma il nostro pensiero può anch’esso non coincidere con la realtà. Pietra/elemento – Segno Zodiacale non sono delle correlazioni sicure. Dovete anche voi farvi guidare dal vostro intuito e dal vostro istinto cercando di lasciare spaziare la vostra mente. Come per la pietra la stessa cosa vale per l’Elemento. Spesso non coincide con quello del proprio segno zodiacale. Anche per la ricerca del proprio Elemento potrebbe essere un Percorso lungo e difficile, l’importante è non fissarsi su una sola idea o di arrendersi per cercarlo. Ogni persona è diversa e nessuno può dire ”questa è la tua pietra/elemento”. Siamo noi che dobbiamo iniziare a conoscere noi stessi, le nostre caratteristiche e le affinità che sentiamo con Qualcosa e nessun altro.

Il mio spirito guida è lo spirito del mio cagnolino/gattino ecc morto.
All’inizio lo pensai anche io. Ero quasi sicura del fatto che lo spirito della mia husky morta a 15 anni potesse essere il mio Spirito Guida. Poi dopo un anno scoprii di averne due e che entrambi erano spiriti di due miei cristalli. Come vedete, anche in questo caso, non c’entra nulla col pensiero iniziale. I nostri cari che ormai non ci sono più a livello fisico (sia esseri umani che animali) stanno e staranno sempre accanto a noi, ma questo non significa che il loro compito ultraterreno sia quello di essere le nostre guide spirituali. Cerchiamo di avere rispetto per loro, cerchiamo di guardarci intorno e di non essere egoisti nei confronti dei loro spiriti! Magari possono proteggerci ma allo stesso tempo non è detto che il loro compito sia di insegnarci qualcosa per la nostra pratica spirituale.

Non posso praticare perchè non posseggo gli strumenti.
Questa è una frase che può soltanto limitare le proprie ”bellissime curve del cervello”. Ci poniamo limiti od ostacoli che in realtà non esistono. Come le nostre sorelle nei tempi antichi si arrangiavano con quello che avevano a disposizione possiamo fare la stressa cosa anche noi. L’Athame potrebbe diventare un tagliacarte o un normalissimo coltello da cucina, il Calderone un pentolino per il the rivestito da carta stagnola, la bacchetta ce la possiamo costruire da soli o trovandola a terra e decorandola o facendo amicizia con un albero e dopo vari mesi entrare in contatto con lui fino a quando non sentiamo che questo possa donarci un pezzo di sé per la nostra pratica e così potrei continuare. Sappiate che gli strumenti creati con le proprie mani posseggono molta più energia di quelli acquistati. Inoltre anche se non abbiamo gli strumenti ”fighi” questo non vuol dire che dobbiamo sentirci impossibilitati a non praticare: ci si arrangia per come si può e credetemi, molto spesso gli strumenti sono sempre accanto a noi e noi non ce ne accorgiamo 😉

Le cartomanti si prendono un sacco di soldi e imbrogliano soltanto.
Se imbrogliano questo non so dirlo. Ci sono casi e casi e non mi va di fare di tutta l’erba un fascio che è una delle cose più sbagliate e scorrette che si possano fare nella vita, ma so solo che le vere e giuste cartomanti non dovrebbero chiedere troppi soldi o addirittura possono chiedere una semplice offerta sotto forma di un fiore, un frutto, un piccolo regalino o anche una moneta ma non cifre eccessive. Quando si leggono le carte si usa la propria energia, per questo spesso ci si si stanca e si ha la necessità di riprendere quelle energie che sono andate perse. L’offerta serve, oltre per ringraziamento, per riprenderle. Personalmente vedo l’arte della divinazione come una forma di aiuto, sia per noi che per il Prossimo. Farlo diventare un mestiere a tutti gli effetti secondo me gli fa perdere il suo originale valore. Ovviamente questa è solo la mia opinione. Non condanno nessuno, ognuno è libero di fare ciò che crede ma sempre entro certi limiti, ecco.

Ho comprato l’Acqua di Luna/bacchetta magica/pozione ecc da una strega molto brava. Sarà sicuramente potente!
La strega può essere brava quanto vuole. Ma una cosa creata da qualcun altro non avrà sicuramente lo stesso effetto se la creiamo da noi stessi con le nostre mani, con la nostra energia, con il nostro spirito. Molto spesso, soprattutto all’inizio, noi neofiti ci sentiamo spaesati e soprattutto non crediamo in noi stessi e nel nostro potere interiore. Io finalmente posso dire che sto iniziando a crederci, ma è stato un percorso lungo, durato anni e non solo legato alla Wicca ma al mio Essere in generale. Voi possedete questo potere interiore dovete soltanto crederci! Inoltre tutto ciò che proviene dalla Natura e che viene usato in stregoneria non dovrebbe essere venduto ma semplicemente regalato per rispetto ai doni che Madre Natura stessa ci dona. E questo vale per tutti gli artefatti che trovate in giro. Se li desiderate acquistateli, soprattutto se vi ”chiamano”, è giusto così. Ma non pensate che siccome non siete stati voi a farli ma qualcuno di bravo o potente funzionino meglio!

Ho iniziato a studiare prima di te e per questo sono migliore.
In quanto si parla di Percorso Spirituale non dovrebbe esistere nemmeno il pensiero di migliore o peggiore. Ognuno ha i propri tempi, ognuno segue i propri studi personali, ognuno ha le proprie idee, ognuno ha i propri ritmi. Sentirsi migliori perchè si è intrapreso il Percorso da più tempo rispetto a qualcun altro per me è un atteggiamento infimo e inutile per il proprio spirito. Nessuno è migliore di qualcun altro per questo. Nessuno ha il diritto di dire una cosa del genere per far sentire male qualcuno e per stare meglio con se stessi. La frase ”fa ciò che vuoi basta che non fai male a nessuno” non si riferisce solo al ferire fisicamente ma anche e soprattutto internamente. Lo stesso vale per quelle persone che amano far suscitare la curiosità negli altri e poi se viene loro chiesto qualcosa, una lezione da imparare, queste la nascondo perchè ”solo loro la possono sapere”. La sapienza e la conoscenza dovrebbero essere di tutti. La Wicca, il Paganesimo ecc non sono cose di élite e nessuno dovrebbe sentirsi superiore per questi motivi!!!

Sono wiccan, sono una strega buona, un essere di luce. Il Buio è male, nemmeno lo considero.
E’ una concezione sbagliata questa, come per i colori della Magia. Quelle streghe che si considerano ”esseri di luce” io le definisco ”streghe zen”, avvolte nel loro equilibrio e nella loro serenità da pubblicità della Mulino Bianco. Quando però capita anche una minima cosa e hanno delle reazioni leggermente più esagerate rispetto alla loro normalità (anche di rabbia repressa soprattutto), si sentono subito in colpa. Questo succede quando non si ha confidenza col proprio ”buio interiore”. Tutti noi l’abbiamo ed è bene prenderci confidenza, conoscerlo e rispettarlo perchè capiterà che il nostro giardino zen venga spazzato via da un colpo di vento e questo non possiamo permettercelo. Conoscere le proprie Ombre non significa essere delle persone cattive o delle streghe cattive, significa semplicemente conoscere se stessi e rispettarci!

Non si celebra se non si posseggono ”vestiti rituali”
Ma chi l’ha detto? La cosa bella di questo sentiero spirituale è il fatto di sentirsi liberi, di ascoltare i propri istinti, di seguire il proprio intuito. Non ci sono regole (etica e morale a parte ma per questo non meno importante!!!). Se una strega si sente a proprio agio di indossare un ingombrante (per alcuni, siamo tutti diversi) mantello di velluto durante un rituale è libera di farlo, come è libera allo stesso modo di ”vestirsi di Luna”. La nudità rituale è sempre stata qualcosa di magico e sacro. Anche in questo caso, chi si sente di ritualizzare in questo modo è libero di farlo. Ognuno deve ascoltare se stesso, le proprie necessità, il proprio animo e deve stare a proprio agio! Inoltre non credo che agli Dei importi come siamo vestiti, ma ciò che proviamo e sentiamo per loro.

I rituali non hanno effetto se non sono pronunciati in latino o in un’altra lingua del tempo.
Sbagliatissimo!!! Ormai vedo la Magia come forma di energia concreta che si fa sentire, che si fa percepire, non come una forma astratta che a volte si fa ”vedere” e altre volte no. Quando noi all’interno di un Cerchio (ma anche al di fuori: la mente è qualcosa di super potente e spesso ci dimentichiamo che è lei lo strumento principale in Magia) pronunciamo qualcosa andiamo a toccare, anche se magari non ce ne rendiamo conto, delle energie sottili e poi in un secondo momento l’Universo ci potrà anche rispondere. Per fare Magia dobbiamo essere chiari, schietti, sinceri con noi stessi, consapevoli di quello che vogliamo e di quello che desideriamo. Se pronunciamo qualcosa in una lingua non nostra possono accumularsi anche pensieri diversi dal nostro intento originale. Possiamo anche avere il dubbio del ”mah chissà se così, detto in un’altra lingua l’incantesimo funzionerà?”. Questa domanda dubbiosa è il biglietto di sola andata perchè l’incantesimo non abbia successo! Dobbiamo invece essere sicuri di quello che vogliamo e del fatto che il nostro intento si possa realizzare. Usare una lingua che non è nostra (anche se l’italiano proviene dal latino è completamente diverso a livello di sintassi, di formazione della frase ecc) è pericoloso per i nostri incantesimi. Certo, può essere ”figo” ma ricordate che in Magia più le cose sono semplici più avranno il loro effetto! 🙂

 

Questi sono alcuni ”falsi miti” che durante il mio Cammino ho avuto il piacere di sfatare in prima persona, passandoci sulla mia pelle negli ultimi due anni e ne sono rimasta orgogliosa! Credo che, essendo io stessa neofita, continuerò ad aggiornare questo articolo se dovessi trovare altri falsi miti. Spero che questo articolo possa fare capire al Lettore Neofita che la Magia è qualcosa che tutti possediamo, non è qualcosa di élite, non è qualcosa che solo alcuni ”scelti” possono praticare, non è qualcosa di solo Bianco solo Nero ma è piena di sfumature. Spero che anche voi possiate prendere consapevolezza del vostro potere interiore e del vostro istinto. ❤
Buona crescita )O(
– Venus ❤

fonte foto: Tumblr 
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LA MAGIA DEL CUCCHIAIO DI LEGNO

Sappiamo tutti cosa sia un cucchiaio di legno. Penso che lo possediamo un po’ tutti nelle nostre cucine e magari non l’avrete in legno ma in plastica o silicone: ormai tutti i negozi di oggettistica per la casa li vendono a bassissimo costo sia in legno (più economici) sia in materiali alternativi come quelli che ho nominato prima.
Ne esistono di tutti i tipi e di tantissimi colori diversi!
Ma la loro funzione rimane invariata da millenni; un importante aiuto in cucina e….anche qualcosa in più! Ma vediamoli più nel dettaglio!

Ecco qui un esempio di questi cucchiai moderni e tutti colorati in varie colorazioni realizzati in materiale plastico
Ecco qui un esempio di questi cucchiai moderni e tutti colorati in varie colorazioni realizzati in materiale plastico

 

Esiste addirittura quello che ricorda la forma del Lago di Lockness, e si chiama proprio ''Nessie''. Molto simpatico e sfizioso :) <3
Esiste addirittura quello che ricorda la forma del Lago di Lockness, e si chiama proprio ”Nessie”. Molto simpatico e sfizioso 🙂 ❤

Il cucchiaio di legno è una posata che viene utilizzata in cucina ed ha la particolarità di essere composto da un unico pezzo di legno. Quelli in legno che si trovano in commercio sono di solito realizzati in legno di faggio o in legno di ginepro (aromatico). Molto tempo fa veniva usato come una normale posata per consumare i pasti. Col tempo invece ha assunto una funzione diversa e unica cioè quella di preparare le pietanze e mescolare i vari ingredienti all’interno di una pentola o utensili simili.
La tradizione vuole che il ”profumo” del legno di cui è composto il cucchiaio, passi ai cibi che con esso vengono preparati rendendoli migliori come gusto.
A questo proposito è molto interessante l’utilizzo del cucchiaio di legno nella stregoneria tradizionale e nella stregoneria moderna.

Ecco quelli di legno, più ''rustici'' e tradizionali
Ecco quelli di legno, più ”rustici” e tradizionali

Nell’antichità, soprattutto negli anni bui, scuri e terribili del Medioevo qualsiasi persona poteva essere accusata di eresia e/o di stregoneria anche con le accuse più assurde . Con l’arrivo della Peste le persone vedendo morire i loro cari a causa della malattia, avevano ormai perso la fiducia in Dio e in quelle stesse preghiere che recitavano e che gli erano state insegnate. In questo modo la Chiesa perse la maggior parte dei suoi fedeli che non credendo più in quelle parole da recitare, iniziarono a rivolgersi a quelle donne piene di cultura e di conoscenza sulle erbe, sulla Luna, sui fenomeni naturali per avere un aiuto. Un aiuto però che potevano vedere con i loro occhi, quasi come se dovessero toccarlo con mano. Così ognuna di loro poteva essere accusata di essere Strega o aiutante del Diavolo. Per questo motivo al tempo, le donne che praticavano la stregoneria non potevano usare candele o oggetti particolari capaci di attirare l’attenzione per i loro riti: anche una semplice radice di una pianta o un miscuglio di spezie in una ciotolina con inciso un simbolo trovata all’interno della cucina della loro abitazione poteva essere una prova per accusare la donna in questione come Strega e poteva condurle alla morte. Allora quegli strumenti magici che si utilizzavano al tempo, erano in realtà dei normalissimi strumenti che si utilizzano in casa anche ai nostri giorni. In questo caso il cucchiaio di legno diventava una vera e propria bacchetta. Oggi la stregoneria moderna infatti dice, che se si possiede un cucchiaio di legno non c’è bisogno di avere una bacchetta perchè gode della sua stessa funzione.
Appena si parla di ”cucchiaio di legno” o di mestolo, la prima immagine che viene in mente è quella di un pentolone contenente una zuppa o una pietanza liquida e fumante che viene mescolata, quindi collegato all’arte culinaria e alla Magia del Focolare.

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In effetti come afferma Scott Cunningham, l’arte della cucina è in sé una vera e propria forma di Magia. La Magia in quanto tale ha il potere di trasformare e così anche il cuoco che cucina ha lo stesso potere. In questo processo di trasformazione infatti, vengono usati i Quattro Elementi, proprio come in Magia.
Il cibo stesso rappresenta l’Elemento Terra che nasce dal nostro pianeta.
La fonte di calore col quale cuciniamo rappresenta l’Elemento Fuoco. Senza di esso molte pietanze non potrebbero essere cucinate e realizzate.
L’acqua per bollire o per sciacquare o per impastare rappresenta l’Elemento Acqua.
Mentre il vapore che sale dalla pentola/padella o quel che sia quando si cucina, rappresenta l’Elemento Aria.
Questi quattro elementi insieme allo stato grezzo, trasformano creando altre sostanze nuove e commestibili e questa è vera e propria Magia. Il problema è che vivendo in una società frenetica e sempre rivolta verso il progresso, molti non se ne accorgono o non ci vanno proprio al pensiero. Inoltre l’azione del girare e mescolare più e più volte la pietanza che sta bollendo nel proprio pentolone, se si è molto concentrati, induce quasi a un leggero stato di trance, un po’ come il cucire. Visualizzare mentre si cucina fa sì che il cibo che si sta preparando venga impregnato di magia. Ovviamente in questo caso, è meglio pensare e concentrarsi su qualcosa di bello e positivo dato che il cibo, come le pietre, assorbe le nostre vibrazioni energetiche e come dice la famosa frase ”Noi siamo quello che mangiamo” spiritualmente parlando, può essere collegata anche a questo concetto! Vi consiglio di vedervi un dolcissimo film ”Semplicemente Irresistibile” con Sarah Michelle Gellar che parla proprio dei sentimenti in cucina: romantico e dolcissimo 🙂 ❤

Nella nostra cucina, prestando un po' di attenzione, possiamo contare tantissimi strumenti magici e magari di cui nemmeno conoscevamo la loro valenza magica
Nella nostra cucina, prestando un po’ di attenzione, possiamo contare tantissimi strumenti magici e magari di cui nemmeno conoscevamo la loro valenza magica

Seguendo le strada delle nostre Antenate, molte streghette moderne utilizzano o possiedono solamente il cucchiaio al posto della bacchetta. Molte li incidono con un pirografo decorandoli con simboli protettivi o decorativi oppure vengono aggiunte delle piccole pietre sul ”corpo” del cucchiaio stesso o sulla parte del manico. Le pietre agiscono da canalizzatori di energia e di vibrazioni, fondamentali in Magia. Per questo motivo aggiungere una, o più pietre al proprio cucchiaio di legno (come alla propria bacchetta) non solo lo renderà ancora più personalizzato, originale e totalmente unico ma anche più potente a livello energetico!

Esempi di vari cucchiai di legno pirografati con simboli o iconografie pagane di varie tradizioni
Esempi di vari cucchiai di legno pirografati con simboli o iconografie pagane di varie tradizioni

Il proprio cucchiaio di legno può essere anche arricchito di pendenti naturali come piume, piccoli pezzi di pergamene con qualcosa scritto all’interno e che possa avere un importante valore per la Strega che lo possiede. Può essere personalizzato con nastrini e campanelli o essere inciso con simboli che appartengono alla tradizione che si segue! Se si crea un profondo legame con questo strumento, esso potrà diventare un vero e proprio aiutante a tutti gli effetti!

Ad esempio in questo possiamo notare simboli solari e lunari e della tradizione norrena tra le quali la Runa Algiz con valenza protettiva.
Ad esempio in questo possiamo notare simboli lunari e della tradizione norrena tra le quali la Runa Algiz con valenza protettiva.

Se avete un pirografo o siete bravi nell’arte della decorazione lo potete personalizzare da voi stessi o addirittura, se avete gli strumenti adatti per lavorare e realizzare creazioni in legno potreste crearlo direttamente voi dal nulla! Le creazioni create con le proprie mani posseggono molta più energia e potere magico in loro rispetto a quelli comprati. Ma se non siete in grado o se non possedete un pirografo potete dare un’occhiata alla pagina di una mia carissima amica ”Il Fuso della Strega” 🙂

Ecco una delle sue ''protettrici del focolare'' che potete ordinare da lei su commissione *-* io lo amo!
Ecco una delle sue ”protettrici del focolare” che potete ordinare da lei su commissione *-* io lo amo!

UN PO’ DI MAGIA  (dal libro ”La Casa Magica” di Scott Cunningham)

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In cucina, con il cadere delle posate e di altri utensili culinari, esistono anche degli segni premonitori che possono annunciare una visita, un nuovo arrivo, un cambiamento meteorologico e tanto altro. Per quanto riguarda il cucchiaio di legno (o un normale cucchiaio) se questo cade dalla tavola significa che arriverà presto qualcuno e dato che simboleggia la Donna, potremo aspettarci una visita femminile!

* Prima di mangiare un liquido con il cucchiaio (come una zuppa o purè) rimestate tre volte il contenuto da destra verso sinistra (in senso orario) poi togliete il cucchiaio e mangiate: in questo modo avete benedetto il vostro cibo!

* Per mutare le sorti della vostra casa, prendete un vecchio cucchiaio (non per forza pulito) e camminate lentamente per la vostra casa lentamente, entrando in ogni stanza. Visualizzate il cucchiaio che assorbe il turbamento della vostra abitazione. Andate poi a un incrocio e seppellitelo. Non voltatevi indietro mentre tornate a casa. Le cose dovrebbero andare meglio.

E così abbiamo visto la Magia e la storia che si nasconde dietro a questo semplice utensile da cucina 🙂 Personalmente è un utensile che amo molto proprio come strumento magico da usare nella mia pratica. Secondo me potrebbe essere un delizioso, oltre che utile, regalo per le proprie amiche streghette ^_^
Spero che questo articolo vi sia piaciuto e che l’abbiate trovato interessante. Blessed be )O(
– Venus   ❤

saluti

 

Fonti delle foto:
Tumblr
stillcasa.org
theawesomer.com
Il Fuso della Strega

Fonte degli articoli:
Wikipedia
”La casa magica” di Scott Cunningham
”Se fossi una Strega” ——–> è severamente vietato copiare questo articolo


 

 

 

LA MAGIA DEL VIBURNO

Quante volte vi sarà capitato di incrociare con lo sguardo anche solo per un secondo questo arbusto? Magari in una passeggiata nei boschi, in un’aiuola cittadina o anche nel giardino di un vostro amico! Se ricordate le lezioni di letteratura italiana vi potete di certo ricordare la poesia ”Il Gelsomino Notturno” di Giovanni Pascoli, ebbene il Viburno viene citato nell’incipit: ”E s’aprono i fiori notturni nell’ora che penso a’ miei cari. Sono apparse in mezzo ai viburni le farfalle crepuscolari”

Il Viburno è protagonista anche della più importante e famosa canzone russa del 1860 scritta dal compositore Ivan Petrovič Larënov ''O viburno rosso di casa mia, dove in giardino fioriscono i lamponi. Bacche di bosco, lasciatemi dormire, sotto il pino verde odoroso. E voi fate piano non turbate i miei sogni leggeri. Ma tu dolce fanciulla, quando accetterai l’amore mio? Dimmi che mi ami…''
Il Viburno è protagonista anche della più importante e famosa canzone russa del 1860, ”Kalinka” scritta dal compositore Ivan Petrovič Larënov.
”O viburno rosso di casa mia,
dove in giardino fioriscono i lamponi.
Bacche di bosco,
lasciatemi dormire,
sotto il pino verde odoroso.
E voi fate piano
non turbate i miei sogni leggeri.
Ma tu dolce fanciulla,
quando accetterai l’amore mio?
Dimmi che mi ami…”                                                                     

Pianta cantata nelle canzoni della tradizione popolare e nelle poesie il Viburno è una pianta appartenente alla famiglia delle Caprifoliaceae, per intenderci la stessa famiglia del Sambuco ed è originaria dell’Europa, dell’Asia e dell’America. Il suo nome deriva dal latino ”vincio” che significa ”legare, unire”; probabilmente per alludere alla buona flessibilità dei rami di alcune specie. In Italia si trova soprattutto nelle zone centro settentrionali. Cresce spontaneamente in suoli aridi e ricchi di calcio e la sua fioritura avviene tra aprile e maggio. Nonostante cresca in modo spontaneo si può coltivare anche in vaso sia con i semi sia tramite talee.
Il Viburno essendo un arbusto può arrivare a un’altezza che varia dai cinque ai dieci metri di altezza e viene spesso usato per la composizione decorativa appunto di giardini o aiuole cittadine per questo motivo fa parte delle piante ornamentali.
Ci sono varie specie di Viburno, ogni specie possiede caratteristiche proprie e diverse dalle altre. In generale le caratteristiche similari tra loro sono la particolarità delle foglie con forma pressoché ovale, liscia-arrotondata o seghettata con colori che vanno dal grigio-verde al verde brillante.

 

Particolare delle foglie verdi brillanti
Particolare delle foglie verdi brillanti

I fiori hanno spesso la particolarità di essere di colore biancastro o anche tendente al rosa e sono quasi sempre infiorescenze a grappolo, spesso molto profumati e molto piccoli, come se fossero piccoli bouquet e sono ermafroditi!

 

I dolci e profumati piccoli ''bouquet'' della specie Lantana
I dolci e profumati piccoli ”bouquet” della specie Lantana

Ciò che rende particolare e unico questo interessante arbusto sono le sue bacche: in alcune specie assumono una colorazione rossastra, per altre il colore delle bacche va verso il nero e in altre ancora verso il blu brillante. Bellissime da vedere ma ricordate: sono tossiche!!!! 

Particolare delle bacche bluastre
Particolare delle bacche bluastre

Il Viburno è anche una pianta medicinale ma solo per quanto riguarda le specie V. Lantana, V. Opulus e V. Prunifolium. 
Con il Viburno Lantana si può preparare un decotto di foglie per le sue proprietà astringenti e antidiarroiche. Per uso esterno invece si può usare per lavaggi e risciacqui astringenti anche contro l’alopecia oppure per scurire i capelli. Tra le sue proprietà troviamo anche quella per combattere l’asma allergica, di inibire gli spasmi bronchiali quindi di ristabilire la normale funzione respiratoria. L’infusione di infiorescenze è antinfiammatoria, l’infusione di foglie e ramoscelli giovani, serve invece a preparare compresse da applicare su duroni, ulcere e foruncoli delle gambe. Utile anche per rinforzare le gengive e contro le piccole emorragie. I getti giovanili, molto flessibili, venivano un tempo utilizzati al posto del salice, sia come legacci che per intrecciare cesti.
Con il Viburno Opulus la polvere e l’infuso della sua corteccia vanta proprietà calmanti per il sistema nervoso, le contrazioni uterine e purgative, così come un infuso dei suoi fiori freschi mentre se si fa un infuso con i suoi fiori secchi questo avrà proprietà sudorifere. Recentemente l’omeopatia utilizza la corteccia quale impiego negli stati nervosi, per alleviare gli spasmi, crampi e coliche in genere. E’ considerata anche un buon rimedio contro ogni tensione muscolare. Da alcuni indigeni del Nord America veniva usata per combattere dolori in tutto il corpo e per sfiammare linfonodi ed orecchioni. Pur essendo utilizzata a scopi medicinali, la corteccia contiene molte saponine, tra cui la virbunina, un olio essenziale ricco di composti acidi, triterpeni e catecolo, principi attivi molto velenosi!!!
Anche i frutti, con il loro invitante color rosso e che rimangono a lungo sulla pianta perchè gli uccelli non se ne cibano, possono essere un richiamo irresistibile per i bambini, sono altrettanto pericolosi per la loro tossicità!!!
Invece l’estratto fluido o la tintura di corteccia del Viburno Prunifolium ha proprietà sedative, antispastiste, antiabortive, curative nella dismenorrea, nelle coliche e nella diarrea.

ATTENZIONE: SOLO QUESTE SPECIE DI VIBURNO HANNO ALCUNE PROPRIETA’ MEDICICINALI PERCHE’ PER IL RESTO TUTTE LE ALTRE SPECIE (COMPRESE QUESTE TRE COME AVETE VISTO) SONO TOSSICHE!!! CONSULTATE BENE UN LIBRO SULLE ERBE PRIMA DI IMBATTERVI NEL RACCOGLIERE LE SUE FOGLIE E SOPRATTUTTO CHIEDETE, PRIMA  DI FARE QUALSIASI COSA, UN CONSULTO DI UN ESPERTO! QUINDI PRESTATE MOLTA MOLTA MOLTA ATTENZIONE A QUALE SPECIE DI VIBURNO VI TROVATE DI FRONTE PER EVITARE SPIACEVOLI INCIDENTI!!!

Ho notato che si parla davvero pochissimo di bellissima e potente pianta nell’ambiente esoterico virtuale, eppure è una di quelle piante di cui si dovrebbe parlare un po’ di più soprattutto per la sua storia e per le leggende e i misteri che la abbracciano: quindi dopo questo breve excursus sul background botanico del Viburno andiamo a vedere le sue proprietà magiche ed esoteriche!
Scott Cunningham spiega che il Viburno in magia viene utilizzato per la protezione, per la fortuna al gioco, per il lavoro e per il potere. Se un pezzo della sua corteccia viene portato addosso, magari sotto forma di collana o portato dentro un sacchettino attorno al collo, protegge chi lo indossa dagli spiriti malvagi e dagli avvenimenti accidentali I giocatori lo utilizzano come amuleto portafortuna da portare sempre con loro durante le loro partite. Chi ha bisogno di potere, può immerge la radice di Viburno, spezzettata in piccoli pezzetti, in un barattolo pieno di whisky e alcool di canfora così al bisogno si può prendere uno dei pezzetti e strofinarselo tra le mani. Dovete anche stare attenti al vostro intento – spiega l’autore – e di agire di conseguenza: se per esempio avete bisogno di denaro, la radice andrà posizionata vicino al vostro portafoglio oppure a delle monete o banconote, qualcosa quindi che possa simboleggiare il denaro e i soldi! Se invece cercare lavoro, mettete in tasca un pezzetto della sua radice: questa vi aiuterà a superare tutte le difficoltà come per esempio l’ansia, la tensione, il timore di esprimersi ecc Proprio perchè il Viburno aiuta ad aumentare il nostro potere e la nostra sicurezza interiore, potete portare la radice sempre in tasca anche quando cercate di chiedere un aumento di stipendio.

 

La magia dei sacchetti magici è semplice ma molto potente! Possono essere portati sempre con voi e sono piccoli e discreti!
La magia dei sacchetti magici è semplice ma molto potente! Possono essere portati sempre con voi e sono piccoli e discreti!

 

Questa pianta è sempre stata velata da un alone di mistero ed è stata protagonista di tante leggende. Una di queste afferma che la Befana, il 6 gennaio dunque nella notte dell'Epifania costruiva la sua scopa con la saggina, per la parte delle setole, e proprio con il viburno per la parte del manico.
Questa pianta è sempre stata velata da un alone di mistero ed è stata protagonista di tante leggende. Una di queste afferma che la Befana, il 6 gennaio dunque nella notte dell’Epifania costruiva la sua scopa con la saggina, per la parte delle setole, e proprio con il viburno per la parte del manico.

 

Inoltre un'altra leggenda vede il Viburno come primo arbusto con cui si costruivano le bacchette delle streghe e delle fate e nell'antichità era considerata una pianta dai poteri magici e soprannaturali soprattutto per quanto riguarda la specie Lantana di Linneo.
Un’altra leggenda vede il Viburno come primo arbusto con cui si costruivano le bacchette delle streghe e delle fate e nell’antichità era considerata una pianta dai poteri magici e soprannaturali soprattutto per quanto riguarda la specie Lantana di Linneo.

Insomma si tratta dunque di una pianta molto particolare. Bella, alta, dal fusto sottile ma solido e ben saldato nel terreno attraverso le sue radici, una pianta con piccoli fiori bianchi che spiccano, proprio come le sue attraenti ma pericolose bacche colorate, tra il brillante delle sue foglie…una pianta che è stata cantata e lodata nelle opere di vari artisti in varie parti del mondo, una pianta che aiuta ma che comunque ama farsi rispettare! Quindi lasciatevi aiutare dal vostro Viburno, ma stando sempre attenti e prudenti data la sua alta tossicità!
Anche io ho un Viburno nel mio giardino 🙂 e mi reputo super fortunata perchè la mia regione è tra quelle classificate come ”crescita nulla di Viburno”. Il mio non è altissimo ma è abbastanza alto da aver creato con i suoi rami più bassi una cupola di foglie! Ogni volta che sento la necessità e il desiderio di fare un’offerta al Piccolo Popolo che protegge la mia abitazione, la libagione o la bevanda che ho scelto la lascio proprio lì, sulle sue radici. Inoltre l’anno scorso ho attaccato ai suoi rami braccialetti, nastrini, campanelli per attirare e deliziare le Fate del mio giardino. Ogni volta che vado sotto la sua cupola le sento e ”vedo” sorridere e danzare tra loro ed è una sensazione bellissima *-* magari è solo suggestione ma l’immensa e potente, anche se silenziosa, magia del Viburno non posso metterla in dubbio! ❤

Fonti delle foto: Google – siti vari
Fonti info:
wikipedia
ifepadova
Cartomanzia e Astrologia
”L’enciclopedia delle piante magiche” – Scott Cunningham

SIETE PREGATI DI CITARE ”SE FOSSI UNA STREGA – BLOG”
-Venus

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

GATTI NERI, HALLOWEEN E……..FALSI ALLARMI

Ok, volevo scrivere questo articolo circa 10 o addirittura 5 giorni prima di Halloween ma siccome ho già avuto modo di notare che sul web si sta – ingiustamente per la maggior parte dei casi – scatenando l’inferno, credo che lo scriverò e lo pubblicherò nei prossimi giorni, ad Ottobre appena iniziato.

Ebbene. Sapendo che molti animalisti bloccano le adozioni, soprattutto di gattini neri nel periodo di Ottobre senza quasi nemmeno sapere il Vero perchè, analizziamo per filo e per segno tutto quello che c’è da sapere. O almeno ci proverò perchè ci sono una miriade di libri a riguardo, prendete questo articolo come un riassunto di questi ultimi! Vi invito comunque a leggerne qualcuno per avere un bagaglio di informazioni più completo.

Io sono una wiccan. Una semplicissima ragazza che si trova in disaccordo col Cristianesimo e i suoi dogmi e che ha abbracciato una splendida religione, purtroppo non ancora molto conosciuta, che si chiama ”Wicca”. Non starò a scrivere della Wicca, ci sono troppe cose da sapere e appunto come ho scritto prima la cosa migliore è di leggere un buon libro sul tema. Ma quello su cui vorrei provare a mettere un forte accento è il fatto che la Wicca è la religione della Natura. Per Natura si intende l’esistenza dei 4 Elementi (Terra, Aria, Fuoco e Acqua) quindi automaticamente una persona wiccan tiene alla cura del Pianeta dove vive e la rispetta in tutte le sue forme. Infatti la maggior parte di noi cerca di rispettare l’ambiente, di riciclare ciò che può essere riciclato e di sentire e onorare i nostri Dei anche in questo modo: amando l’ambiente in cui viviamo. Gli animali sono i nostri fratelli, non faremmo MAI loro del male! Anzi, saremmo ben lieti di ospitarli nelle nostre cose come dei veri e propri figli! Ma appena vorremmo adottare un cucciolo (se poi si tratta di un gatto nero…apriti cielo!!!) e diciamo ”sono wiccan” veniamo subito prese per sataniste o seguaci del Diavolo -.-”
Partiamo da un concetto fondamentale: la Wicca NON crede in Satana. Il Satanismo è un concetto moderno nato per andare contro il Cristianesimo. La Wicca si rifà all’Antica Religione che venne moltooooo tempo prima del Cristianesimo, milioni e milioni di anni fa. La Wicca, e così anche le altre religioni delle correnti pagane/neo-pagane NON fa nessun tipo di sacrificio, né umano né tanto meno animale. Essendo una religione dedita all’amore per la Natura come potremmo mai spezzare delle vite innocenti? Tutto questo è per dire: riflettete, documentatevi prima di sparare sentenze che non hanno né capo né coda!
Ora analizziamo un pochino le ”terribili date” che ad ogni solstizio o equinozio o ad inizio mese andate ad elencare con testi pieni di bugie, oltre che di termini demoniaci, cattivi e che terrorizzano semplicemente.
Per noi queste ”date terribili” si chiamano Sabbat e vi posso assicurare che non hanno NULLA di cattivo, pauroso, temibile e di demoniaco. Per questo ci ha già pensato la Chiesa a trasformarle in qualcosa che non sono, ma questa è un’altra storia.
Iniziamo proprio con Halloween.

31 Ottobre – SAMHAIN: Per noi Halloween è il nostro capodanno perchè noi wiccan seguiamo il calendario celtico che inizia proprio in questa data che tanto temete. Questo Sabbat si chiama ”Samhain”. Questa è la notte in cui si onorano i nostri antenati, le persone care che purtroppo hanno lasciato questa Terra. Celebriamo la loro presenza perchè, anche se non siete wiccan, saprete sicuramente che le persone che ci hanno amato non ci lasciano mai veramente. Ecco, noi in questo giorno onoriamo e celebriamo la loro sottile presenza nella nostra vita. Inoltre è il capodanno per noi quindi è un momento per ”tagliare” ciò che è secco per fare nascere della nuova linfa vitale, proprio come le piante: il passato è passato, ora si guarda verso il futuro. C’è qualcosa di cattivo nel ricordare le persone che ci hanno lasciato accendendo qualche candela? Io non credo.

21 Dicembre – YULE: Yule si potrebbe, diciamo, classificare come il Natale. Questo è il giorno in cui la luce ritorna dopo il periodo di buio, nonostante il gelo dell’inverno e noi celebriamo proprio la sua venuta! Il ritorno della Luce! Per la Chiesa questa data è stata spostata al 25 dicembre, la nascita di Gesù. Cosa c’è di demoniaco nel celebrare il ritorno della luce e dei caldi raggi del Sole?

2 Febbraio – IMBOLC: Questo è il giorno in cui i cristiani (ed è un rito che si usa ancora oggi) benedivano e consacravano le candele. Questo giorno si chiama infatti ”Candelora”. Oggi noi celebriamo la Dea Brigid e il suo Fuoco Sacro. ”Imbolc” infatti significa letteralmente ”nel grembo”. In questo giorno ci rallegriamo per la vita che cresce dentro la Dea Madre! In questo giorno noi consacriamo con qualche goccia di oliolito fatto in casa (nulla di satanico: è semplicemente olio di oliva che dopo un periodo di macerazione prende le proprietà di alcune piante, fiori o frutti) le nostre candele che poi utilizzeremo per tutto l’anno!

21 Marzo – OSTARA: Ostara è paragonabile, diciamo, alla Pasqua cristiana. In questo giorno luce e buio sono in equilibrio infatti si tratta dell’Equinozio di Primavera. La vita in questo giorno riemerge dalla Grande Madre Terra. I simboli sono gli stessi che sono stati assimilati dalla Chiesa: i coniglietti, le uova ecc tutti questi simboli sono i protagonisti di tante leggende pagane! La Terra si risveglia! L’inverno è passato e ora possiamo celebrare la nuova vita che nasce: gli animali si accoppiano, le coppiette di ragazzi si sbaciucchiano e la Terra si risveglia con i suoi fiori e le sue gemme che diventeranno frutti! C’è qualcosa di demoniaco nell’apprezzare la nuova Vita sui rami di un albero? Questo periodo mi ricorda sempre il cartone animato della Disney, ”Bambi” :3

1° Maggio – BELTANE: I nostri Dei sono particolari da questo punto di vista 🙂 Il Dio è sia il figlio che l’amante della Dea. No, non è un incesto ma solo una simbologia. In questo giorno Gli Dei tornano come ogni anno a unirsi e ad amarsi nelle ormai tiepide notti di primavera! Questo è il giorno dell’Amore e di tutte le sue forme! Cosa c’è di demoniaco nell’Amore vero e puro tra due innamorati?

21 Giugno – LITHA: Oggi il Sole è più forte ed è il giorno più lungo dell’anno infatti si tratta del Solstizio d’Estate. Da questo momento Madre Terra che era stata fecondata dal seme del Dio a Beltane è ricca, è fertile e abbondante! La Natura si è risvegliata appieno e noi possiamo solo celebrare l’unione degli Dei che insieme hanno creato la Vita e riconosciamo che senza essa non potremmo vivere! In questo Sabbat la Natura esplode con tutti i suoi fiori profumati e frutti succosi di stagione!

1° Agosto – LUGHNASADH: Oggi è la festa del Dio celtico Lugh, il giorno del primo raccolto. Gli Dei si sono uniti, hanno generato la Vita e ora è tempo di raccogliere i frutti che hanno donato ai loro figli, noi uomini che viviamo su questa Terra! Tuttavia ora, anche se si è in piena estate e dai bagni a mare e dalle partite a palla in spiaggia non ce ne accorgiamo, i raggi del Sole si vanno sempre più affievolendo. Questo è il momento giusto per raccogliere quello che abbiamo seminato. Nei tempi antichi si parlava proprio di raccolto in termini di grano e altri cereali. Nei nostri tempi moderni per ”raccolto” si intendono i nostri progetti e le nostre intenzioni! Cosa c’è di demoniaco nel fare un piano per il futuro?

23 Settembre – MABON: Ecco l’equinozio d’Autunno, il giorno del Grande Raccolto! Oggi il Dio lascia la Dea per prepararsi a morire. Questo è un vero e proprio sacrificio da parte del Dio per far sì che la Vita possa continuare a svolgere il suo corso. Questo è il tempo dell’Equilibrio ma anche del Grande Raccolto poiché si va incontro all’inverno! Mettiamo da parte le nostre provviste e facciamo dei bilanci per la nostra vita. Vedete anche voi un sacrificio da parte di una divinità, un sacrificio per far continuare la Vita del pianeta che ci ospita!

Queste date fanno parte della Ruota dell’Anno che mai si fermerà. Se si fermasse non ci sarebbe più Vita e noi non esisteremmo più. Come vedete la Wicca è una religione che si basa sull’Amore, sull’equilibrio, sulla gioia e sull’armonia. Noi onoriamo il Sole simbolo del Dio che fa nascere e crescere le piante utili per il nostro sostentamento! Noi onoriamo la Luna, simbolo della Dea che regola le correnti, il nostro ciclo mestruale e il nostro organismo! Sì, celebriamo il ritmo delle stagioni proprio come facevano gli Antichi, i primi uomini apparsi su questa Terra. E no, non c’è niente di primitivo. A me sembrano più primitivi i dogmi cristiani che il semplice amore per la Natura! Dopo tutta questa breve spiegazione vedete ancora simboli maligni? Onestamente! 😉
Purtroppo le persone che fanno sacrifici e queste cose assurde e completamente contro natura esistono. Ma si tratta di pazzi psicopatici che non hanno nessuno scopo nella vita!
E’ giusto mettere degli annunci e stare un po’ sull’attenti ma io spero che con questo articolo che ho scritto, voi persone preoccupate, non facciate di tutta l’erba un fascio perchè tra questi psicopatici di cui parlate mettete in mezzo anche noi pagani e/o neopagani che invece non c’entriamo proprio niente per i motivi che vi ho spiegato: noi celebriamo la Vita, non la stronchiamo!

Quindi la prossima volta che troverete queste date scritte facendo solo terrorismo psicologico non partite in quarta: fate ricerche, informatevi, vedete che non c’è nulla di satanico in quanto scritto e per favore….non annullate adozioni di cuccioli solo per questo motivo quando è possibile che possano trovare una famiglia dolce e buona che vorrà loro bene per tutta la vita!
Ragionate con le vostre teste, ampliate le vostre conoscenze invece di dare tutto quanto per scontato senza nemmeno fare una ricerca su Google! E’ sempre bene conoscere di tutto un po’ 🙂
Spero che con questo articolo sia riuscita a delucidare un po’ le vostre idee e spero che anche voi abbiate scoperto una nuova realtà dove la parola ”maligno” praticamente nemmeno esiste perchè noi non crediamo in un’entità malvagia!
E ricordate: il Male non agisce seguendo delle date prestabilite. Se una persona è cattiva, rimane cattiva. Non ha bisogno di una data segnata su un calendario per diventarlo.
Grazie se avrete letto tutto e spero vivamente che le vostre idee potranno cambiare.

Questo dolcissimo e puccioso gattino nero vi augura buon Halloween anche se in largo anticipo ^_^
Questo dolcissimo e puccioso gattino nero vi augura buon Halloween anche se in largo anticipo ^_^

– Venus

PS: Dato che la data classificata come ”peggiore e maligna” di queste è proprio Halloween vi lascio un bellissimo sito che si fa promotore proprio per la sensibilizzazione sulle origini di questa festa. Si chiama ”Le vere origini di Halloween”.
Qui trovate il sito web: Sito web – Vere origini di Halloween 
Qui invece trovate la loro pagina Facebook: Vere origini di Halloween – Pagina Facebook 
Consiglio di dare un’occhiata a entrambi, soprattutto all’album sui luoghi comuni  riguardo questa festa!

LA DEA MADRE DALLA RUSSIA

Sono sempre stata affascinata dalle Matrioske. Mi hanno sempre donato una sensazione di tenerezza, per i loro volti paffutelli e rosei, e allo stesso tempo una concezione di unione, di famiglia, un senso di appartenenza.

Guardate come sono teneri questi macarons a forma di Matrioska *-*
Guardate come sono teneri questi Macarons a forma di Matrioska   *-*

Un mio amico di famiglia, nella sua casa di campagna, aveva una mensola tutta piena con le varie statuette di una stessa Matrioska posizionate a partire da quella più grande a quella più piccola.

Questa mensola si trovava accanto a una scala a chiocciola e ogni volta che mi trovavo a salire i suoi scalini, inevitabilmente osservavo quelle statuette di dolcissima fattura.
Ne ho una anche io, più piccola della mia mano ma essendo stato un regalo, di tanti anni fa, da parte della mia amica di infanzia, anche se contiene solamente quattro statuette ci sono comunque molto affezionata e per me è qualcosa di molto prezioso! ❤
Pochi giorni fa rassettando la mia stanza mi sono approcciata a pulire la scrivania dove la tengo e chissà come mai appena l’ho vista (anche se ce l’ho praticamente sempre sotto gli occhi da anni e anni) mi ha ricordato una forma particolare, una forma per me molto importante. Una forma di donna, una forma di Dea che sicuramente tutti voi conoscete, come le stesse statuette delle Matrioske! Ma andiamo per gradi. Un po’ di storia:

La ”матрёшка” russa come sappiamo è un insieme di bambole una dentro l’altra via via sempre più piccole ed è considerato il souvenir per eccellenza per chi vada a fare una bella vacanza in quelle terre immense e lontane!
La Matrioska è apparsa per la prima volta in Russia negli anni ’90 nel XIX secolo in un momento in cui il paese stava vivendo un’interessante crescita economica accostata da un intenso sviluppo culturale soprattutto dal punto di vista artistico.

La prima Matrioska venne ideata da Savva Mamontov (1841 – 1918), fondatore del circolo artistico di Abramcevo. Facoltoso industriale, collezionista d’arte e mecenate, Mamontov aveva allestito nella propria tenuta di campagna dei laboratori artistici riunendo attorno a sé pittori e artigiani dell’arte tradizionale dei contadini russi. Il suo intento era quello di far rifiorire e sviluppare questo genere artistico, e in tale opera era coadiuvato dal fratello Anatolij (1839 – 1905), anch’egli imprenditore, editore e collezionista di opere pittoriche russe. Mamontov allestì  

contestualmente anche un laboratorio-negozio chiamato“L’educazione infantile” in cui venivano creati dei giocattoli per bambini, in particolare bambole tipiche del folclore, vestite con i costumi tradizionali regionali, ognuno diverso a seconda del villaggio di provenienza. Mamontov importò anche molti giocattoli da ogni parte del mondo. A colpirlo fu un pezzo in legno importato dall’isola giapponese di Honsu e raffigurante un personaggio del buddhismo, il vecchio saggio Fukurokuju. Tale figura conteneva al suo interno altre quattro figurine. La prima bambola di legno composta da otto pezzi venne costruita ai primi del Novecento dal mastro Vasilij Petrovič Zvëzdočkin e colorata dall’illustratore di libri per l’infanzia Sergej Vasil’evič Maljutin, profondo conoscitore dell’arte popolare dei villaggi russi, il quale rappresentò la bambola con il vestito tradizionale locale. 

matrioska

La loro realizzazione viene fatta utilizzando il legno verniciato con colorazioni molto accese come giallo, blu scuro, verde e soprattutto rosso come spesso queste bambole sono ”vestite” con i loro mantelli scarlatti come il fuoco! Il legno più utilizzato è il tiglio, raramente viene utilizzato quello di ontano o di betulla. Gli alberi per la realizzazione di queste bambole caratteristiche, vengono tagliati in primavera e la loro corteccia viene tolta, ma non completamente per evitare che tutto il legno si possa rompere. Successivamente esso viene essiccato affinchè possa essere conservato per diversi anni! Il legno non deve essere né troppo morbido né troppo asciutto e la prima che viene realizzata delle tante bambole di una stessa Matrioska è quella più piccola, ossia quella più difficile da creare proprio per la sua piccola grandezza e allo stesso tempo più difficile da decorare, ed è anche l’unica che non si apre a metà infatti si può definire ”statica”. Dopo varie operazioni il prodotto può finalmente essere laccato e verniciato con le vernici colorate. Ci sono molti modi per decorare le Matrioske: si possono usare le tempere, gli acquarelli e tanti altri tipi di colori ma ancora oggi la maggior parte degli artisti le realizzano per mezzo del guazzo o ”guache” detto alla francese che è un tipo particolare di colore a tempera.
La prima Matrioska raffigurava tutti i membri di una stessa famiglia e proprio questa venne chiamata Matrёsha e da come si può facilmente evincere, la radice di questo nome proviene dal latino ”mater” cioè ”madre”. Matrёsha era considerato uno di quei nomi femminili che più si ricollegano al nome di ”madre”. Un po’ come per il nome ”Maria” per noi europei dell’Ovest, statunitensi, sud americani e tanti altri popoli del nostro mondo! Tutti questi nomi con questa radice etimologica, riprendono l’associazione a una donna che appartiene a una famiglia numerosa, che si occupa del proprio focolare domestico, che bada ai propri figli, che si occupa delle faccende domestiche.
Ma se andiamo a vedere una qualsiasi Matrioska la prima cosa che notiamo è la sua importante rotondità, il suo viso paffuto e roseo.  
Chiari segni da cui si evince che quella donna raffigurata gode di ottima salute!  La Matrioska in Russia infatti è simbolo di fertilità e di maternità per questo viene considerata come un porta fortuna da regalare ai propri cari dopo un lungo viaggio!  E tutta questa descrizione a chi vi fa pensare? Esatto, proprio alla statuetta della Venere di Willendorf e dunque all’immagine preistorica e ormai universale della Dea Madre: seni sporgenti, vulva rigonfia, ventre rotondo…una donna, una Dea con forme femminili burrose e floride!

Le forme floride e burrose della Venere di Willendorf a sinistra e una sottile somiglianza delle forme di un classico esempio di Matrioska a destra
Le forme floride e burrose della Venere di Willendorf a sinistra e una sottile somiglianza delle forme di un classico esempio di Matrioska a destra

Appena ho visto la mia piccola Matrioska ho pensato subito all’iconografia paleolitica della Dea ci sono tante associazioni che mi hanno fatto pensare a questa tesi.

La Matrioska come la Dea Madre ha il suo ventre rigonfio, pieno, un ventre che crea! Ha dentro di sé altre sue simili. E’ feconda, è gravida!
La Venere di Willendorf venne realizzata in pietra calcarea oolitica ed era colorata con ocra rossa. Il rosso simbolo dell’Amore, della passione, della fertilità e soprattutto del sangue mestruale che prima di diventare un tabù era una delle cose più sacre che potevano esistere sulla Terra e che dava nutrimento alla terra stessa.
L’immagine universale della Matrioska è una donna corpulenta coperta da un lungo mantello rosso. Anche qui potrebbe essere un simbolo da ricollegare al sangue mestruale e dunque alla fertilità della donna. Inoltre la bambola più grande, come detto prima riprende la radice del nome stesso si chiama ”madre” mentre quella più piccola si chiama ”seme”, altro simbolo di fertilità, nascita e di crescita.
Tuttavia questo pensiero mi ha fatto collegare anche ad un altro concetto: ci sono Matrioske decorate in modo tutto uguale e altre (come la mia) che man mano che si va dalla bambolina ”madre” a quella del ”seme” la colorazione cambia e diventa più chiara.

Come si vede in questa Matrioska la ''madre'' e la quattro sorelle più grandi hanno come colore predominante il rosso mentre le sorelline più piccole sono colorate con toni più tenui e rosei
Come si vede in questa Matrioska la ”madre” e le quattro figlie più grandi hanno come colore predominante il rosso mentre le figliolette più piccole sono colorate con toni più tenui e rosei

 E’ come se la ”madre” appunto fosse la donna matura, insieme alle sue figlie anch’esse rosse come lei siano quelle capaci di procreare, capaci di donare ormai la vita anche loro , in età ormai prossime al matrimonio e alla maturità sessuale! Mentre quelle più piccole sono semplicemente rosee, quasi biancastre come se ancora il loro menarca non sia arrivato ma che tuttavia ”osservano” le loro sorelle che a loro volta ”osservano” la madre per poi un giorno diventare come lei e seguire i suoi stessi passi! Proprio come se una bambola di una Matrioska possa rappresentare la parte tutta al femminile di generazioni di donne! Bamboline che raffigurano una madre e le sue figlie ma che queste ultime sono anche sorelle tra di loro. Madre che potrebbe ricordare la Dea Madre con le sue figlie ma che anche loro sono tra loro sorelle. E’ un concetto visto in chiave molto pagana, me ne rendo conto ma questa sorellanza e questa unione che le lega mi fa pensare a noi Sorelle su questa Terra che onoriamo la Grande Madre e che sentiamo e onoriamo la Sua presenza! 

Inoltre prestando un po’ di attenzione si può notare che le Matrioske spesso, soprattutto quella ”madre”, sono decorate con cestini, con frutta e con fiori, chiaro simbolo del raccolto, dell’abbondanza, della linfa, della Cornucopia della Vita. E così allo stesso modo la Venere di Willendorf è il simbolo per eccellenza della Dea Madre, la Dea della procreazione, della Terra fertile, della maternità, della femminilità, della prole, della nascita, della crescita e della Vita stessa!

Un classico esempio di Matrioska russa decorata con motivi floreali
Un classico esempio di Matrioska russa decorata con motivi floreali

Era da tantissimo tempo che volevo creare questo articolo e finalmente sono riuscita a scriverlo. Spero che vi sia piaciuto e che l’abbiate trovate interessante e stimolante ^_^ Sotto vi lascio anche la foto della mia piccola Matrioska ❤

Ecco la mia :)
Ecco la mia 🙂 

– Venus

fonti delle foto:
– pinterest
– topwalls.net
– leroedeiduemari.blog.marsilioeditori.it
– ywen.tumblr.com
– ink361.com
fonti storiche: wikipedia
riflessioni: Se fossi una Strega

 

 

TERU TERU BOZU

Il Teru Teru Bozu è un amuleto giapponese a forma di fantasmino che si può appendere o al proprio ombrello o a una finestra della propria casa per allontanare la pioggia e richiamarecosì il Sole quindi il bel tempo! La funzione di questo amuleto sarebbe quella di spaventare Amefushi, lo spirito della pioggia perchè con la sua acqua che cade dal cielo, impedisce di far giocare i bambini all’aperto però il povero spirito della pioggia non è cattivo, è solo incompreso e vorrebbe giocare anche lui con i bambini perciò fa i dispetti a coloro che lo cacciano via e non lo trattano bene.
Di solito il Teru Teru Bozu si costruisce con un pezzo di stoffa bianca, qualcosa di rotondo per la testa, un filo rosso e si può aggiungere anche una campanellina dopodiché si disegna la faccina! 🙂

COSA HO FATTO IO:
ho tagliato della stoffa di un pantalone che non ho mai usato, per la testa ho usato una pallina per i gatti tipo di gomma, per gli occhi gli Uniposca rosa e nero, per il filo invece di metterci quello rosso che era troppo sottile e quindi non avrebbe resistito a lungo ho optato per uno Shokky Bandz fosforescente. Infine per attaccarlo al nastrino dell’ombrello ho infilato nel braccialetto elasticizzato un cerchietto da portachiavi.

Quindi se volete avere un piccolo conforto durante le giornate uggiose e di pioggia createvi un piccolo Teru Teru Bozu, vi aiuterà più di quanto immaginate 🙂

-Venus

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