LE TORRI DEGLI ORACOLI + IL MIO PICCOLO ALTARE

Come sapete io purtroppo non ho la possibilità di creare un altare e per questo quando devo celebrare o ritualizzare, faccio quasi 6 viaggi dalla mia stanza al bagno perché è lì il mio ‘’luogo sacro’’ in queste occasioni per non essere disturbata da famiglia/animali/rumori ecc.
Tuttavia già da un po’ di tempo mi stavo documentando sugli Heiau ossia gli antichi complessi di templi hawaiiani e soprattutto  sugli ‘’anu’u’’  detti anche ‘’torri degli oracoli’’.
C’è tanto da sapere e pochissimissimo che si trova sul web. In italiano poi non si trova proprio nulla.
Non voglio parlarvi, in questa occasione degli heiau che sono dei veri e propri complessi di templi che meriterebbero un articolo a parte ma di questi ultimi che ho appena nominato.
Mi scuso in anticipo se questo articolo risulterà poco ricco di informazioni >_<
Purtroppo sugli heiau si trova abbastanza, ma sugli anu’u davvero poco quindi farò un po’ una summa tradotta di quelle poche frasi striminzite che si trovano in giro in vari libri (tutti in inglese, sottinteso).
Cominciamo col dire che queste torri erano le prime ad essere realizzate all’interno di un tempio e si presentano come delle vere e proprie impalcature di legno con 3 ripiani detti ‘’kahua’’. Ogni ripiano aveva un determinato significato: uno rappresentava il cielo inteso come ‘’cielo fisico’’ mentre gli altri due i livelli dei Cieli intesi come ‘’cieli spirituali’’.
Queste torri furono osservate da James Cook quando arrivò a Kauai il 21 Gennaio del 1778.
L’aspetto degli anu’u variava. Alcuni presentavano un solo ripiano, quello più alto. Altri solo due e altri ancora tutti e tre.
Le offerte venivano poste sul ‘’lana’’ cioè il ripiano più basso a simboleggiare il cielo (fisico).
Il secondo ripiano era il ‘’nu’u’’ e veniva utilizzato dai kahuna e dai loro assistenti che rimanevano lì durante le cerimonie religiose e rappresentava il primo livello del Cielo spirituale, che si trova subito dopo quello fisico, una zona che era stata divinizzata dalle divinità e il terzo, il ‘’mamao’’ era quello più sacro di tutti poiché, probabilmente, rappresentava la dimora vera e propria degli Dei e potevano avvicinarsi solamente o i re o gli alti sacerdoti. Era attraverso questo ripiano che le divinità del tempio parlavano per farsi ascoltare da chi li interpellava.
La pianta architettonica poteva variare. Alcuni erano a pianta rettangolare, altri a pianta quadrata e altri ancora a pianta triangolare a formare quasi una piramide.
Queste torri erano le prime ad essere costruite per un heiau ed erano sempre orientate a nord e posizionate sulla destra del complesso del tempio.
Venivano usate anche come osservatori astronomici dove le stelle, i pianeti ecc erano visti come possibili segni e/o oracoli da interpretare per seguire la volontà degli Dei.
Infatti queste torri sacre venivano utilizzate dai sacerdoti quando questi avevano bisogno di ricevere una certa ispirazione divina e non era raro che venissero coperte all’esterno da kapa (tessuto ricamato) bianca
Le offerte principali erano costituite da fiori (soprattutto ibisco e plumeria) frutti che rappresentavano i kinolau (rappresentazioni) delle divinità per il quale quel determinato anu’u venne costruito, piante (soprattutto la felce) e lei (ghirlande) soprattutto le ‘’maile’’ oltre che pesce o carne di maiale poiché sia il pesce che questo tipo di carne erano sacri a varie divinità del Pantheon hawaiiano.
Qui sotto trovate due esempi di anu’u, il primo a pianta quadrata con offerte di frutta e fiori e l’altro a pianta triangolare sul monte Mauna Kea.
 
E così, verso il mese di febbraio, camminando per il mio giardino ho trovato un ramo abbastanza lungo e resistente. Aveva dei rametti che sporgevano ai lati e dopo averli tolti ho ricavato 4 bastoncini più o meno della stessa grandezza: volevo creare un piccolo anu’u!
Ed eccolo qui.

Oh, no questo era semplicemente il prototipo anche se all’inizio era quello definitivo….uno dei miei esperimenti alla ‘’Willy il Coyote’’, definitivamente rientra in questa categoria.
Quello che avevo utilizzato era stucco marrone dentro a una vaschetta di plastica di gelato che in un primo momento sembrava avesse preso ma a distanza di qualche mese si è seccato e si è tutto sbriciolato.
Tuttavia anche se non lo usavo davvero, avevo appeso la mia piccolissima Lei realizzata a Beltane. Il fatto che quell’altarino pur essendo obbrobrioso e quasi del tutto inutilizzato perché, di fatto, per come era mal composto non poteva essere utilizzato….avesse appesa quella piccolissima ghirlanda mi faceva stare bene.
E’ rimasta là per circa un mesetto quando poi, in preda alla tristezza perché quell’altarino proprio non mi piaceva l’ho distrutto. Completamente distrutto e se il fatto di aver appeso la Lei lì mi faceva stare bene anche se non lo potevo vedere a livello estetico, il fatto di non averlo proprio più mi faceva stare peggio!
Fino a ieri quando durante la celebrazione di Litha ho sentito la presenza del Dio Ku molto forte e molto vicina a me. Questo ha fatto sì che andassi in giardino a prendere dei rami che sono caduti a causa dei muratori che per adesso stanno in pianta stabile da noi (-_-).
Sono stata cinque ore a lavorare, con le mani tutte indolenzite, le braccia e la schiena doloranti per non avere gli strumenti adatti ma alla fine ce l’ho fatta ed ecco il risultato *-*

Alla fine della giornata mi sono sentita stremata: fisicamente per il lavoro manuale del tagliare i rami, attaccarli tra loro ecc ma soprattutto a livello mentale.
Non potete capire quante volte mi sono fermata a fissare il vuoto e pensare ‘’E adesso che faccio? Come proseguo? Come risolvo?’’ ma alla fine sono andata avanti e sono arrivata al risultato che volevo io!
No, ovvio, non è perfetto xDD ma è un altarino infatti simbolico e per il ruolo che dovrà svolgere, per me, andrà benissimo.
Io ho fatto un solo ripiano ma se voi siete più pazienti e più bravi potete procedere a creare anche gli altri due.
Ci andranno offerte molto piccoline essendo lui in miniatura ma averlo creato da me, con la mia energia, col mio Mana…me lo fa sentire mio e solo mio e inoltre grazie alla sua presenza, adesso ho un mini altare da poter utilizzare =)
Avevo pensato anche di scrivervi come ho fatto a realizzarlo per chi come me si è approcciato alla tradizione hawaiiana e lo voglia ricreare. E’ una traccia perché ripeto, non è affatto perfetto a livello di ‘’ingegneria’’ xDD

COSA SERVE:
– vaso con terra inutilizzata
– pietre e pietruzze varie (io ho utilizzato anche i pezzi dello stucco ormai secco)
– 4 paletti di legno
– 4 paletti più piccoli
– circa una decina di paletti per la base del ripiano (io ho usato i fusti di foglie di palma)
– rafia (TANTA)
– coltello da cucina

COME PROCEDERE
1. Ricavate da un ramo (cercate sempre di rispettare la Natura. Io i miei come ho detto su li ho ricavati da interi rami purtroppo staccati dagli operai che avevano bisogno di spazio per lavorare) 4 paletti della stessa misura.
Il ramo dal quale ricavarli non deve essere né troppo spesso né troppo sottile e soprattutto liscio senza una corteccia ‘’porosa’’. Per regolarvi: se il coltello da cucina taglia bene in pochissimi minuti e riuscite a tagliare senza troppe difficoltà allora è il ramo adatto. Se incontrate eccessiva resistenza, lasciatelo e trovate un ramo più sottile.
2. Se avete i rami fogliati, come nel mio caso, tagliate 4 segmenti di rami sempre della stessa misura e dello stesso spessore. Io addirittura li ho ricavati da 4 rami diversi e non dallo stesso.
3. Per il ripiano io ho utilizzato lo stelo di foglie di palma (se fate lo stesso: ATTENTI ALLE SPINE LATERALI!!!)
4. Inserite all’interno della terra del vaso i 4 paletti in posizione verticale e tutti alla stessa distanza. Devono arrivare a toccare il fondo del vaso e creare una sorta di pianta quadrata.
5. Inserite sulla superficie del vaso le varie pietre: terranno i paletti più stabili e li fisseranno meglio.
6. Prendete adesso uno dei 4 rametti più piccoli  (vedi 2) e fate un nodo con la rafia alla sua estremità. Lasciate almeno un centimetro di spazio altrimenti il nodo ‘’scappa’’ e si sfila dal rametto. A questo punto avrete il rametto e due fili di rafia che penzolano da esso. Per farvi capire …è come quando inserite il filo all’interno dell’ago prima di fare il nodo per iniziare a cucire.
7. Avvicinate il rametto piccolo al primo paletto da dove volete iniziare lasciando sempre almeno un centimetro dall’estremità del paletto e, attorno a questo, cominciate ad attorcigliare i due filamenti di rafia. Stringete bene e saldamente ma non troppo perché potrebbe spezzarsi. Fate più giri e anche più nodi e se volete potete aggiungere altra rafia fino a quando non vi sembra che sia tutto ben fissato e in sicurezza.
8. Procedete alla stessa maniera con gli altri 3 rametti e legateli bene anche all’altra estremità!
9. Utilizzate lo stesso metodo per il ripiano. Si lo so, è la parte più difficile. Ma non impossibile! Adagiate ogni paletto (o nel mio caso fusto di foglia di palma e ne ho usati circa 10) e cercate di costruire, uno ad uno, il ripiano fino a quando non avrete una sorta di pavimento vero e proprio.
Se ci saranno buchi non vi preoccupate: potete aggiungere altri paletti alla fine.
10. A questo punto il vostro altarino è pronto 🙂 lasciate un’offerta agli alberi da cui avete ricavato i vostri materiali!

La fatica sarà ricompensata, parola di Venus 🙂
Io ho anche aggiunto sulla terra una pietra piatta, come una specie di mattonella poiché anche le pietre possono fare parte della torre dell’oracolo. Inoltre l’altare chiamato lele è proprio una forma di piramide formata da un ammasso di sassi e pietre usate come supporto per lasciare le proprie offerte.
Su questa pietra ci ho adagiato, come vedete da foto, un piccolo portaincenso con un bastoncino già in funzione *-*

Adoro l’ombra che proietta sulla parete *-*

Ovviamente, essendo in miniatura, deve trattarsi di un incenso e relativo portaincenso di modeste dimensioni altrimenti neanche può passare tra i paletti.
L’idea dell’incenso mi è piaciuta tantissimo in questo modo le offerte più pesanti (proprio come l’incenso nel suo portaincenso che è di ceramica) andranno sulla pietra mentre quelle più leggere (piccole Lei, conchigliette, fiori ecc) andranno sul ripiano di sopra! Come se la pietra fosse un altro ripiano!
Questa volta sono davvero contenta del risultato ^_^ probabilmente decorerò anche il vaso ma per ora sono felice che la mia impresa sia riuscita ❤
E’ stata veramente una sfida e il fatto che ho sentito la presenza degli Dei e il loro supporto affinchè io potessi creare questo altarino è stata per me veramente importante!

FOTO:
–  Markcz
– terragalleria
– pinterest

E’ SEVERAMENTE VIETATO COPIARE QUESTO ARTICOLO O PARTI DI ESSO SENZA CHIEDERE IL CONSENSO ALL’AUTRICE

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