GHIRLANDE DI PLASTICA? NO GRAZIE

Ho una scatola di Lei in plastica nel mio armadio.  Quando un amico me le regalò per un evento ero su di giri! E tutto gratis! Adesso, se ripenso al contenuto di quella scatola, lo sono un po’ meno.
Questo perché ho cominciato a riflettere sul commercio di queste Lei fatte di plastica, sulle ‘’camicie hawaiiane’’, sulle T-shirt e tutti questi articoli di abbigliamento a tema hawaiiano. Per la prima volta ho cercato di chiedermi ‘’Ma i nativi hawaiiani, cosa ne pensano di tutto ciò?’’
Anne Keala Kelly fu una delle prime persone a dare una risposta a questa domanda!
“Vorrei dire,  a nome di ogni hawaiiano inopportuno che tutti questi articoli moderni a tema hawaiiano e vedere tutte queste persone a questi eventi, feste e party che li indossano, è come se stiano mangiando e indossano vomito. Un vomito culturale ed è terribile che questi articoli siano le prime cose che si usano per approcciarsi alla cultura hawaiiana”.
Il messaggio, in sintesi, che si manda inconsapevolmente indossando e acquistando questi articoli sintetici è come del tipo “Non interessa la vostra cultura, ma ci si approccia all’acquisto di questi oggetti, anche per il loro costo estremamente economico, per creare eventi a tema spiritosi e simpatici”.

Quando si parla di ‘’motivo/tema (grafico) hawaiiano’’ si sta in realtà violentando la Vera Cultura Nativa.
Esattamente come per gli Indiani Nativi Americani, gli Stati Uniti hanno per secoli maltrattato, sfruttato, ucciso e rubato alle Isole Hawaii, anche a livello addirittura legislativo: le Hawaii sono sempre state restie e contrarie al trattato di annessione agli Stati Uniti ed è per questo che, da parte degli statunitensi, si ebbe l’occupazione di uno stato più lunga della storia americana.
Esattamente come per gli Indiani Americani, anche gli Hawaiiani Nativi si dovettero sottomettere alle nuovi leggi degli americani del continente: la lingua non poteva essere parlato, l’Antica Religione non poteva essere praticata, la Hula era stata demonizzata e vietata perché ‘’danza troppo provocante’’. Gli Stati Uniti, attraverso il nuovo sistema scolastico hanno soppresso l’antica cultura hawaiiana.
Le cose sono cambiate solo 50 anni fa…quando gli americani continentali hanno visto nelle Hawaii e nella loro cultura una sorta di potenziale per il turismo e da questa idea, ecco il perché dell’invenzione di tutti questi oggetti di plastica che fanno immaginare di avere un pezzo di (finte) Hawaii nella propria casa o nella propria macchina o addosso attraverso ghirlande fatte di fiori sintetici e di camice con gli ibiscus. Il ‘’violentare’’ l’Antica Cultura hawaiiana derivante dall’acquisto di questi oggetti spesso ‘’made in China’’ NON E’ INTENZIONALE ma è comunque deleterio per l’antica cultura e l’antica tradizione e ormai quasi senza sosta.

Questo è un articolo scritto da Nicole Howley intitolato ‘’La cultura hawaiiana non è un tema’’ sul sito Reporter che vi ho voluto tradurre sintetizzandolo un po’ e modificandolo un po’ con delle frasi scritte di mio pugno. E’ un articolo che avevo trovato molto tempo fa e che volevo tradurre da tempo: ci fa espressamente capire quanto le Isole Hawaii siano state violentate e soppresse tradizionalmente e culturalmente per due secoli e ancora, seppur senza un’intenzione volontaria, lo si continua a fare senza saperlo.
Le Vere Hawaii NON SONO :
– Huna
– Ho’ponopono
– Massaggio Lomi Lomi
– corsi a pagamento/meditazioni/ libri di pseudo-guru su questi temi sopracitati
– T-shirt, camice, pantaloni, costumi di Carnevale ‘’made in China’’

– Lei (ghirlande) finte di plastica dunque sintetiche!
– bicchieri e boccali in ceramica che raffigurano le statue lignee (e a volte si tratta di pessime imitazioni) raffiguranti le Divinità Antiche!

– ombrellini di carta colorata per i drink
– infradito con gli ibiscus
– tavole da surf in miniatura
E mi fermo qui.

Spero che questo articolo possa fare riflettere! Questo articolo non vi vuole dire ‘’se avete delle Lei in plastica o camice con grafiche hawaiiane fate schifo e siete delle pessime persone’’.
Io sono la prima ad avere ben due Lei sintetiche nella mia stanza! 😛
L’importante però, è prendere coscienza e consapevolezza di quello che si acquista e di quello che, culturalmente, sta dietro a dei semplici e apparentemente innocui fiorellini fatti a ghirlanda dal costo di 1€.
Tutto qui 🙂 fate i vostri acquisti rimanendo semplicemente consapevoli e informati!

– la vostra Venus
Foto: Alibaba
Festashop
Dreamstime
Aliexpress

Annunci

Luna della vendemmia con Bianca

Prima parte ❤ Ringrazio di cuore ''Lastregaurbana'' per questa magica opportunità!

lastregaurbana

luna piena 1

Per la luna di Settembre siamo in compagnia di Bianca, in arte Venus, l’admin delle pagine (e corrispondenti blog) “Se  fossi una strega” e “Se fossi una strega Hawaiana” … Innanzitutto benvenuta nel salotto della strega urbana per la nostra chiacchierata e quando sei comoda iniziamo con le domande.
Ciao  StregaUrbana! Che bello essere qui! Ti ringrazio infinitamente per il tuo invito sul tuo blog e per avermi chiesto di partecipare a questa intervista!

Parto subito con la domanda che probabilmente ci incuriosisce tutte maggiormente: Come, quando e perché ti sei avvicinata ad una tradizione così lontana come quella Hawaiana?
Effettivamente è vero! Ho notato che quando scrivevo, in modo velato e non esplicito, che finalmente avevo trovato la mia tradizione questo ha fatto incuriosire parecchie persone. Quando poi ho fatto coming-out in questo senso ossia spiegando di che tradizione effettivamente si trattava, quelli che prima avevano mostrato una certa…

View original post 1.360 altre parole

SCIAMANESIMO NELLE HAWAII?

Da “Costellazioni Rituali’’ di Marco Massignan:
«La figura dello sciamano è diversa da quella del Sacerdote, originatosi in culture più complesse che avevano ormai abbandonato caccia, raccolta e nomadismo come mezzi principali di sussistenza.»

Ebbene gli Hawaiiani erano già un popolo socialmente e tradizionalmente avanzato quando arrivarono sulle isole; con una struttura sociale a formazione piramidale dove al vertice stavano i reali (ali’i) e poi il popolo, la plebe.
Non erano nomadi, a parte per gli spostamenti dalle altre isole della Polinesia per arrivare alle Hawaii ma utilizzando un complesso modo per orientarsi attraverso le stelle e la navigazione.
Erano un popolo capace di coltivare campi con colture diverse (orticoltura), erano abilissimi nella navigazione, nel sistema di irrigazione per la coltivazione, insomma erano una società avanzata e complessa con un sistema di regole e proibizioni non indifferenti dove chi sbagliava andava dritto verso la Morte.
Ecco perché per quanto riguarda le Hawaii storicamente e culturalmente NON SI PUO’ parlare di Sciamanesimo Hawaiiano, non almeno per quello che si intende per sciamanesimo inteso in senso generale e come lo intendiamo noi occidentali appassionati di queste pratiche.
Nelle Hawaii c’erano i ‘’Kahuna’’. Questo termine significa ‘’custode dei segreti’’ ossia dell’Antica Conoscenza, del Potere. Il Potere di camminare a piedi scalzi sulla lava bollente, il potere di guarire i disturbi della mente e del corpo, il potere di fare ‘’magie’’ e ‘’miracoli’’, i poteri del subconscio; parte della mente che i Kahuna conoscevano già molto bene e sapevano perfettamente controllare, poteri che i missionari europei fecero talmente tanto spavento che demonizzarono le loro pratiche antichissime e le abolirono.
Queste figure non erano delle streghe-dottori ma praticanti delle Arti Antiche, in parole povere un kahuna era un esperto professionista nel dare la giusta conoscenza riguardo la pratica riferita al suo campo.
Uno dei maggiori compiti del Kahuna era interrogare gli Spiriti e le Divinità per ricevere messaggi, interpretarli soprattutto usufruendo dell’altezza delle Torri Oracolari chiamate ”anu’u”  grazie alla quale riuscivano ad avvicinarsi maggiormente al Mondo degli Dei e a sentire la loro Voce per andarli a riferire al Re così poi quest’ultimo poteva prendere le proprie decisioni circa l’amministrazione ed esercizio della propria regalità sul suo regno.
I Kahuna erano simili a quelli che noi definiamo “sacerdoti” e se andate a rileggere il breve periodo che vi ho inserito dal libro “Costellazioni Rituali”, credo che sarete in grado di trarre da soli le vostre conclusioni.
I campi dei Kahuna principali erano:

Kahuna po’o o Kahuna nui – Sommo sacerdote
Kahuna kaula – Profeta
Kahuna wehe wehe – Interprete del sogno
Kahuna Kilo kilo – Lettore di cieli e presagi
Kahuna a’o – Insegnante di stregoneria
Kahuna ‘ana’ ana – Praticanti di magia nera
Kahuna kuehu – Uno che ha spinto gli spiriti maligni
Kahuna ninau ‘uhane – Chi parla agli spiriti
Kahuna ‘ea – Uno che potrebbe resuscitare i morti
Kahuna hanau keiki – Ostetrica
Kahuna kauka ha’iha’i iwi – Rimessa a posto dell’osso
Kahuna lomi lomi – Esperto di massaggio
Kahuna la’au lapa’au – Medico che usa le erbe
Kahuna niho – Dentista
Kahuna haha – Colui che fa una diagnosi della malattia provando il corpo
Kahuna pa’ao’ao – Diagnostica della malattia dei bambini usando le mani
Kahuna la’au kahea – Guarigiote della fede
Kahuna kaukaukalolo – Esperto di tatuaggi (consiglio di vedere questo documentario ‘’Tattoo Hunter’’. Al minuto 42.08 il conduttore del programma che si fa tatuare chiede al kahuna ‘’Un artista di tatuaggi è considerato come un prete/sacerdote?’’ e la risposta è ‘’Si’’ dunque anche qui, NON si parla di sciamani)
Kahuna ho’o o ulu’ai – Esperto di agricoltura
Kahuna imu – Esperto di cucina
Kahuna kalai – Esperto in carving
Kahuna kalai ki’i – Scultore
Kahuna kalai wa’a – Costruttore di canoe
Kahuna hale kukulu – Costruttore di case
Kahuna kumu hula – Responsabile del gruppo de hula
Kahuna haku mele ula – Creatori di canti e musica
Kahuna ho’okele – Navigatore
Kahuna kela moku – Navigatore esperto
Kahuna ‘upena hana – Produttore esperto per pescatori
Kahuna lawai’a kolau – Esperto nel prendere pesce con una rete
Kahuna wanana ikeauokamanawa – Lettore e interprete dei segni meteorologici
Kahuna lawai’amanu – Cacciatore di uccelli
Kahuna ka’a kaua – Stratego di guerra
Kahuna papa po’o – Capo dei guerrieri
Kahuna lawelawe iwi – Colui che si occupa delle ossa dei morti
Kahuna kukei’i wana’ao – Narratore esperto di racconti
Kahuna hui – Colui che guida le funzioni e cerimonie per gli Ali’i

Come abbiamo visto, se proprio dobbiamo collocare questi Kahuna in una determinata branca, sarebbero da collocare più in quella dei Sacerdoti che in quella degli Sciamani!
Alla luce di tutto ciò, quando incontrerete in futuro articoli, canali YouTube, stazioni radio, programmi televisivi, blog e soprattutto libri (e/o carte di tarocchi) e prima di tutto il resto corsi a pagamento con su scritto ‘’Sciamanesimo Hawaiiano’’ EVITATELI perché al 99,99% si parlerà di Huna (assieme all’Ho’ponopono e al massaggio Lomi Lomi) che è appunto una ‘’filosofia’’, puramente inventata da Max Freedom Long di cui parlo qui e pagherete solo per una manciata di fumo del tutto inconsistente.
LA HUNA NON E’ HAWAIIANA.
LA HUNA NON E’ SCIAMANESIMO

Tutte queste cose, soprattutto a pagamento, sono costruite su basi inventate a livello culturale e storico in cui gli stessi nativi hawaiiani, dopo la Seconda Guerra Mondiale, sono caduti per riprendere quelle vecchie tradizioni che erano state abolite facendo tutto questo però in maniera sbagliata sia per se stessi che per la società!

C’è una bellissima frase che ho trovato oggi girovagando per il web. E’ una frase semplicissima, forse banale ma con un’incredibile dose di potere insita in essa e che, per motivi ovvi censurerò:
F***I IL SISTEMA…STUDIA.
la vostra Venus

Il testo è frutto di ricerche e studi personali fatte da parte dell’autrice per questo E’ SEVERAMENTE VIETATO COPIARE E INCOLLARE L’ARTICOLO O PARTI DI ESSO SENZA IL SUO CONSENSO.

FONTI:
Kahunareserchgroup (Traduzione: ‘’Se fossi una Strega’’)
‘’Gli Indigeni Hawaiiani’’ XENIA – Cristina Notarangelo
Huna is NOT Hawaiian

HEIAU – GLI ANTICHI TEMPLI HAWAIIANI 

Scrivo questo articolo perché in italiano, come sempre, non ho trovato nulla e poi perché sulla mia pagina mi è stato chiesto di creare un album con le torri oracolari che mi piacciono di più.
Pur avendo trovato questa idea interessante e carina, ho pensato che avrebbe avuto più senso fare un articolo costruttivo invece che un album di foto senza né arte né parte. Ho creato le pagine e il blog per donare un po’ delle mie conoscenze, mettendo solo foto non avrebbe molto senso almeno per me e dunque iniziamo subito!
Il tempio hawaiiano prende il nome di heiau, luoghi sacri dove le divinità erano (sono) sempre presenti.
Ci sono tantissimi tipi di heiau, ognuno con una funzione diversa e per uno scopo diverso. In questo articolo ne conosceremo qualcuno, ovviamente sempre a infarinatura, poi starà a voi fare ricerche più approfondite e se è il caso acquistare i libri su questo tema.
Nelle odierne Hawaii, quello più conosciuto è il luakini  l’unico adibito ai sacrifici umani e animali dove il rituale era molto lungo e complesso. Nel luakini soltanto il Re poteva accedervi per le consacrazioni insieme ai suoi delegati. Lo stesso luakini aveva vari tipi di costruzione e di estetica.
Ci tengo a sottolineare una cosa importante: le informazioni che leggerete qui, la maggior parte, sono state tradotte da me stessa dal libro di Valerio Valeri ‘’Kingship & Sacrifice’’ dove la descrizione e il tema del Luakini prende più di 100 pagine. Ora capite bene che per me è impossibile tradurre tutto o tradurre alcune cose per fare un discorso generale sarebbe controproducente e troppo superficiale, si perderebbe il senso e quasi la sacralità stessa  parlando così alla meglio di questo tempio e non mi pare affatto giusto. Si dovrebbe scrivere un intero libro sul Luakini e il libro c’è: per questo vi consiglio, se siete interessati all’argomento, di approfondire questo tema acquistando il titolo che vi ho nominato sopra. In caso ne parlerò in futuro in un articolo a parte perché, veramente, qui in questo si perderebbe il senso. Per ora vi basta sapere che il Luakini era il tempio per fare offerte di sangue e sacrifici sia umani che animali.
Il Luakini come ‘’archetipo’’ di tempio fu istituito da Pa’ao, un leggendario sacerdote che stabilì nelle Antiche Hawaii gli antichi rituali e cerimonie sacre per la classe reale nel periodo pre-Europeo. Gli archeologi moderni fanno cadere la figura di questo sacerdote mentre i nativi hawaiiani ci credono ancora. Fermiamoci qui almeno per il momento.

Tempio Luakini nella baia di Kahalu’u a Big Island

Torniamo agli Heiau!
Nel 1918, sotto il controllo e la pressione esercitata dai missionari cristiani questi sono stati distrutti ed altri sono stati lasciati inutilizzati per portarli auto-distruzione. Molti sono stati distrutti per la realizzazione di campi di canna da zucchero profanandoli letteralmente.
Solo alcuni heiau sono aperti al pubblico e tutti quanti sono ancora considerati luoghi sacri dove mostrare rispetto e riverenza nei confronti degli Dei.
Come scrivevo prima, le forme cambiano a seconda dello scopo che avevano. Potevano essere tutti in pietra come delle gigantesche piattaforme o delle vere e proprie terrazze sempre in pietra, potevano avere forme rettangolari, quadrate o arrotondate. Anche il luogo di creazione cambiava a seconda dello scopo ad esempio il tempio della pesca poteva essere costruito vicinissimo all’acqua dell’oceano.
Il missionario americano Hiram Bingham ha descritto un heiau dicendo che era stato realizzato in pietra lavica su una piazza da 30 metri con pareti alte 8 metri e mezzo e spesse quattro. C’era una porta che conduceva attraverso la metà del muro posto a nord con otto ‘’piramidi’’ (altari a forma di piramide realizzati anch’essi in pietra lavica) all’esterno lungo tutto il perimetro del tempio.


La parola ‘’heiau’’ indica un qualsiasi luogo di venerazione e di culto dove possono essere poste delle offerte o fatti dei sacrifici. Ancestralmente parlando, questo termine può riferirsi sia al concetto di tempio fisico sia alla dimora degli Dei in generale (l’Acqua, le Montagne, le Vallate ecc).
Il mua  (o hale mua) è il tempio domestico ma alle volte può riferirsi al Luakini dove poteva accedere solo il Re. Qui potevano essere inserite delle immagini (statue lignee) degli Dei e degli altari supplementari. In questo caso, quando il tempio domestico presenta delle immagini divine e degli altari supplementari prende il nome di ‘’heiau’’. Questo concetto rappresenta la dualità della personalità della classe reale: essa poteva essere presente sia nelle dimore del popolo, sia nelle dimore degli Dei.


L’hale mana invece era la ‘’casa del mana’’ dove i sacerdoti e gli aristocratici mangiavano la carne sacrificale.
Il Pohaku O Kane (‘’la pietra di Kane’’) era invece una grossa pietra conficcata nel terreno riempita di liane e di altre piante e questo tempio poteva essere associato sia a un tempio domestico sia per la pesca. Attraverso questo tempio venivano compiuti dei riti espiatori. Era proprio Kane a far sapere quale posto era migliore per erigere la sua pietra, di solito di forma fallica, attraverso i sogni e la maggior parte di questi templi sono stati trovati a ridosso di confini, scogliere e passaggi.
Il Ko’a era il tempio per la pesca poiché Ku’ula (divinità subordinata di Ku) era proprio il Dio della pesca. Era costituito da un semplice altare di corallo e poteva essere rivolto all’adorazione di un determinato tipo di specie di pesce per questo venivano costruiti vicino l’oceano o vicino dei corsi d’acqua. Anche se la maggior parte di questi era per la pesca, molti erano rivolti all’adorazione degli uccelli e per questo, in questi casi, venivano eretti all’interno delle foreste.
L’Hale o Lono (‘’la casa di Lono’’) era il tempio dedicato proprio a questa divinità, un tempio dove assicurava attraverso l’adorazione di Lono, abbondanza riguardo il raccolto o per la pioggia. Qui venivano lasciate delle offerte di awa, la bevanda degli Dei, all’interno di ipu, zucche essiccate (simbolo di Lono) attaccate al collo della statua lignea di Lono.

Tempio di Lono con le sue raffigurazioni lignee e le torri oracolari

L’heiau hana aloha invece era un tempio particolare dedicato sia a Pele sia alle altre divinità vulcaniche. Ci si approcciava per preghiere molto semplici e sbrigative e per ottenere successo in amore.
l’Alaneo era invece il tempio per le preghiere  e rituali di guarigione in particolare con le erbe.
Sempre riguardo la classe reale, c’erano tantissimi altri templi solo per loro spesso usati come mausolei per raccogliere e conservare le loro ossa, incredibilmente sacre e altri per la purificazione.
Una curiosità interessante sono i suppellettili che sono stati trovati attraverso gli scavi archeologici: sono state trovate statuette raffiguranti gli Dei, varie scodelle per l’awa (la bevanda sacra) e per le offerte ma la cosa singolare è che nelle Antiche Hawaii queste statuette fungevano da altari mobili: l’avere un’iconografia, un’immagine, una statuetta faceva sì che l’Essenza divina risiedeva in esse prendendo una forma fisica e così era più facile rendere loro omaggi e preghiere.

Ahu’ena Heiau (Big Island)

L’Ahu’ena Heiau è il tempio più visitato dai turisti ma solo da lontano perchè non è consentito l’accesso e non può essere calpestato da nessuno. Localizzato su una piccola isoletta artificiale, si tratta di un tempio della Pace e della Prosperità. Fu fatto costruire da Kamehameha I tra il 1812 e il 1813 in onore di Lono, Dio della fertilità, e lo usò come rifugio durante gli ultimi anni della sua vita e si dice che morì proprio qui. Secondo i racconti locali si dice che le sue ossa furono conservate subito dopo la sua morte e preparate secondo un antico rituale per poi essere portate e seppellite in un luogo segreto che si vocifera essere Wawahiwaa Point a nord di Kailua. La torre oracolare (anu’u) è l’elemento più alto del tempio: Kamehameha si rivolgeva ai kahuna quando doveva pregare qui i quali usufruivano di questa torre, entrando in uno stato alterato di coscienza, per ricevere messaggi dagli Dei.
Dopo la sua morte, sotto l’ordine di Kamehameha II, il figlio successore, quasi tutti gli artefatti della Vecchia Religione vennero distrutti e fu proprio in questo periodo in cui si ebbe un perdita della Fede negli antichi Dei Hawaiiani e la sacralità del tempio vide la sua fine. Per fortuna grazie al Bishop Museum, dopo decenni e decenni il tempio venne ristrutturato e riportato alla sua grandezza e forma originale per preservarlo!

Fonti articolo:
”Kingship & Sacrifice” Valerio Valeri
To-Hawaii.com
Wikipedia eng

Fonti foto:
– pinterest
– alchetron
– web
– alohahawaii

 

E’ VIETATO COPIARE QUESTO ARTICOLO O PARTI DI ESSO SENZA IL CONSENSO DELL’AUTRICE IN QUANTO E’ FRUTTO DI RICERCHE E LETTURE PERSONALI DA PARTE DELLA STESSA

 

 

LANCIA UNA MONETINA QUANDO LA LUNA E’ PIENA ED ESPRIMI UN DESIDERIO

Questo è un piccolo incantesimo che utilizza le energie lunari per ogni scopo che desiderate prefissarvi oppure potete utilizzarlo per aiutare a portare qualcosa di inaspettato nella vostra vita!

Quello di cui avete bisogno sarà:
– una ciotola di vetro trasparente (anche un bicchiere)
– una monetina (è simbolico, va bene una anche da 0,05€ )
– acqua
-una campanellina o campanellino (per richiamare l’energia)
– Una candela argentata oppure bianca

Se avete la possibilità fate questo piccolo incantesimo in un luogo dove potete osservare la Luna in maniera diretta, anche davanti una finestra. Riempite la vostra ciotola di vetro trasparente con l’acqua e accendete la candela proprio vicino al vostro materiale. Meditate sulla luce della candela e sulla luce della luna per qualche minuto. Quando vi sentite pronti, gettate la monetina all’interno della ciotola riempita d’acqua. Aspettate che l’acqua si sia ‘’calmata’’del tutto dopo il lancio della moneta. Osservate intensamente la monetina dentro l’acqua e suonate la campanellina per 3 volte. A questo punto, ad alta voce, pronunciate il vostro desiderio o in alternativa pensatelo intensamente facendo un po’ di visualizzazione per vari minuti, chiedendo alla Luna che possa portarvi la Fortuna che volete attraverso questo incantesimo. A questo punto il rituale è terminato: portate tutto in un posto sicuro (preferibilmente all’esterno della vostra casa) e lasciate la monetina all’interno della ciotola fino al prossimo Plenilunio oppure fino a quando il vostro desiderio non si è avverato. La candela fatela bruciare fino alla fine e sotterrate (o se non è fatta di cera biodegradabile) o gettate i resti. La monetina potete o conservarla o sotterrarla, ormai ha compiuto il suo scopo!

IMPORTANTE: Per qualsiasi incantesimo voi operiate, anche se è il più innocuo del mondo, tenete sempre in considerazione l’Etica e Morale della Magia di cui parlo un po’ qui  (articolo scritto in chiave molto Wiccan ma con cui, pur essendomi allontanata da questo Percorso, mi trovo sempre d’accordo!) e di comportarvi di conseguenza!
Fonte foto: Stock Photo

ATTENZIONE: La mia pagina collabora di tanto in tanto attraverso le MIE (di ‘’Se fossi una Strega’’) traduzioni in italiano con quella originale Lady Willow BOS quindi E’ VIETATO PRENDERE QUESTO ARTICOLO SENZA I PERMESSI DELLE AUTRICE E DELLA TRADUTTRICE.

 

IO NON LEGGO LE RUNE

Ciao a tutte, streghine! Ho deciso di affrontare questo argomento perché troppo spesso ho trovato superficialità da parte di molte, moltissime streghe e anche perché era da tempo che ne volevo parlare.
Cominciamo dal principio.
Quando stavo iniziando il mio Percorso iniziai, come quasi tutte voi, a fare delle ricerche e trovai cosa fossero le famigerate rune.

Al tempo, da quello che veniva scritto sul web e soprattutto da come veniva scritto ed espresso, io avevo capito che fossero un semplice strumento divinatorio da utilizzare come e quando si voleva e che la loro origine fosse a metà tra quella celtica e quella scandinava; più celtica che scandinava addirittura.
Si, l’ignoranza dilaga purtroppo e l’ignoranza porta a fare confondere i neofiti e io ero proprio questo: confusa a 360°.
Le mie ricerche arrivarono anche su YouTube dove trovai un video di un ragazzo pagano che mostrava il suo set di rune, mi pare, acquistate proprio in un paese scandinavo.
Uno dei commenti sotto al video recitava la seguente frase (più o meno, chiedo venia: sono passati degli anni!) ‘’Ottime le rune! Le trovo molto meglio dei Tarocchi, penso che ti facciano vedere la realtà nuda e cruda senza troppi giri’’.
Questo nella mia testa significava che le Rune e i Tarocchi potevano essere messi sullo stesso piano così, a priori e potevi decidere tu cosa fosse meglio per te come metodo divinatorio da scegliere.
Io, dato che leggere le rune sembrava quasi un obbligo prestabilito da un’Entità sconosciuta superiore perché tutte le streghe con cui avevo avuto modo di parlare le conoscevano (sembrava davvero un passaggio obbligato del tipo: ‘’se non sai leggerele Rune, non sarai mai una vera strega’’)…ho voluto allo stesso modo loro entrare a far parte di questo mondo.
Acquistati il mio set di rune, in ametista.
Avevo letto un paio di libri in PDF e avevo stampato per il mio BOS delle fotocopie con delle schede con i vari significati. Premetto che i significati al rovescio li avevo scritti io a penna perché per il sito da dove avevo stampato queste schede le rune si leggevano praticamente solo dritte.
Iniziai a farle a mia mamma perché per me le rune non erano altro che un semplice strumento divinatorio. Né più, né meno. La mia lettura era più un balbettamento continuo che altro e per questo mi sentivo davvero tabula rasa. Anche se leggevo, anche se mi documentavo, anche se avevo buona volontà per impararle e conoscerle era come se fossero incredibilmente lontane da me.
Me ne liberai e intanto conobbi la mia fantastica sorella.
La conoscete perché è l’amministratrice de ‘’Il Calderone delle Streghe’’ e l’autrice del libro ‘’Il Sentiero dei Salici’’.
Lei è una strega etena quindi chi meglio di lei poteva spiegarmi bene cosa fossero e cosa stessi io combinando con queste benedette rune?
Lei si è sempre definita ‘’pignola’’ in senso negativo però intanto è proprio grazie alla sua pignoleria che io ho capito che le Rune non sono per tutti ma cosa ancora più importante, mi ha fatto capire che le Rune non sono un semplice strumento divinatorio.
Grazie a lei ho capito che le Rune sono quasi delle cose vive, con delle Essenze tutte diverse tra loro, con delle pronunce esatte e dei significati esatti da conoscere e rispettare come delle vere e proprie entità.
Ci sono tante streghe che si approcciano alle rune e spesso per il mio stesso motivo iniziale: ‘’tutte le leggono, dunque anche io devo conoscerle e leggerle sennò non sarò mai una strega.’’
Streghine mie, non è così!
Le Rune sono uno strumento che dovrebbe essere ‘’usato’’ soltanto da coloro che seguono le tradizioni nordiche, scandinave-norrene, etene ecc. PUNTO.
Non sono ‘’cose’’ da mischiare con la tradizione romana, greca, nativa americana, tradizionale-italiana o come nel mio caso hawaiiana.
Sono Qualcosa di ‘’a parte’’, hanno il loro mondo, hanno la loro origine che, state tranquilli, non è affatto celtica ma islandese.
Anche il fatto di usarle e di vederle solo e soltanto sotto forma di strumento divinatorio è sbagliato.
Le Rune vogliono Rispetto, Devozione, Costanza, Ascolto ma non ascolto nel senso ‘’ah, mi è uscita Berkana, significa che avrò un bambino’’. NO!!!
Ascolto significa conoscere, studiare e riconoscere in ognuna di esse la loro Essenza Ancestrale e Sacra e soprattutto il loro Insegnamento.
Ho conosciuto una persona che segue la tradizione angelica e che legge (a pagamento) le cosiddette Rune Angeliche. Io non sono una strega etena ma credetemi, quando ho letto questo termine, mi è venuta la pelle d’oca.
Personalmente mi sentivo una fallita perché le Rune non mi ‘’davano conto’’ e io non le riuscivo a capire. Ma è dovuto passare un anno per raccogliere tutta l’umiltà che avevo dentro di me per far capire a me stessa che io e le Rune eravamo su due universi completamente opposti e separati e ne dovevo semplicemente prenderne atto!
Le Rune non fanno parte del mio Essere, né tanto meno (e soprattutto!) della mia tradizione quindi perché devo leggerle e usarle (come divinazione) solo perché tutte le mie amichette streghe lo fanno?
Siamo tutte diverse. Apparteniamo a Sentieri e Tradizioni diverse, perché creare un pasticcio mischiando cose, Rune con gli Angeli Cristiani o dicendo che la loro origine è celtica solo perché ci piace il Celtismo e quant’altro?
Ovviamente ognuno è libero di fare quello che vuole.
Io non sono nessuno per dire ‘’le Rune non sono un semplice strumento divinatorio, non le devi usare’’ come pure non sono nessuno per dire al mondo ‘’l’Ho’ponopono che segui è tutta roba falsa, non lo devi seguire’’ dato che fa, alla lontana, parte della mia tradizione.
Ognuno è libero, esiste il libero arbitrio e se qualcuno le vuole usare come strumento divinatorio perché ‘’gli piacciono’’ è libero di farlo ma che, come per l’Ho’ponopono in chiave New Age che è stato creato a tavolino praticamente soltanto per attirare e portare turisti e dunque profitti agli USA attraverso i ‘’guru’’ e che anzi, è quasi in contrasto con l’Antica Religione Hawaiiana che era completamente diversa e che se si pratica si deve praticare soltanto in gruppo e in famiglia perché non si può praticare da soli dato che in questo caso appunto  è qualcosa di falso e che agisce sul piano mentale come semplice Legge di Attrazione, sappia che le Rune sono molto più di uno strumento per divinare. Ne abbia almeno coscienza. Poi è libero di fare quello che vuole. Ma che ne abbia coscienza!
Io posso solo dire che questa mia esperienza, ossia il far capire a me stessa che io e le Rune non avremmo mai potuto convivere insieme perché anche volendo non facevano comunque parte di me, mi ha arricchito tantissimo anche se ho perso (nel senso di regalato) il mio set volontariamente e accantonato definitivamente le mie fotocopie sulle quali leggevo i loro significati tipo lista della spesa.
A volte l’allontanare qualcosa che desideriamo ci rende liberi ed è proprio come mi sono sentita io quando ho preso questa consapevolezza dentro di me.
Non seguite la massa. Se la vostra consorella legge le Rune, non è detto che dobbiate farlo anche voi come una sorta di specchio. Non è detto che le Rune facciano parte di voi.
Siamo tutte Sorelle tra noi, ma per fortuna siamo tutte diverse con menti diverse.
Seguiamo le nostre Strade, non quelle di altri magari anche che stimiamo tantissimo.
Questa è la mia esperienza, spero che possa fare aprire gli occhi a qualcuno che usa le Rune solo per il proprio Egoismo Spirituale, come lo chiamo io, anche semplicemente a livello inconscio.
– la vostra Venus
Fonte foto: pinterest; tumbrl ”zentaurius”

PREGHIERE HAWAIIANE ANTICHE

Avevo pensato, dato che non si trova nulla neanche in inglese se non in libri antichi e/o su libri che sono prezzati su Amazon anche per 3000$ (no, non sto scherzando) quando nella realtà costano 12,50$ ma purtroppo non sono disponibili nei siti giusti…di scrivere un articolo come se fosse una raccolta delle preghiere antiche hawaiiane che personalmente ho trovato, tradotto e raggruppato attraverso le mie letture.
La maggior parte sono prese (e riassunte perché molte sono immense!) dal libro ‘’Hawaiian Mythology’’ di Martha Beckwith quindi chi non si sentirà soddisfatto dopo la lettura di questo mio umilissimo articolo, me ne rendo conto, e vuole approfondire tutte queste preghiere e invocazioni, consiglio caldamente la lettura di questo libro (che potete anche scaricare gratuitamente dal web anche se io sono la prima che lo desidera in formato cartaceo).
Spero che, se anche sono poche e se anche non sono complete, questo articolo possa comunque dare una traccia e una base su come venivano impostante le preghiere e invocazioni nell’Antichità per poi magari crearne di proprie.

thesacredhawaiianway
E dunque partiamo subito!
PS: Vi renderete subito conto che questo tipo di preghiere e invocazioni non c’entrano assolutamente niente con quelle che si trovano in giro su Internet riguardo temi come l’Ho’ponopono.
Qui si tratta di vere invocazioni e preghiere dell’Antichità che non hanno nulla a che fare col New Age ed è giusto differenziare la Tradizione Antica da quest’ultimo.

PREGHIERA AFFINCHE’ GLI DEI ACCETTINO L’AKA (l’Essenza dell’Offerta)
‘’Oh Dei (o Dio, o Dea, o Dee – vedete voi)
Guardate il vostro discepolo
E accettate l’Essenza di questa mia offerta
Piaccia, così sia’’

PER LE OFFERTE DI CIBO
“Ecco la vostra Essenza mio Dio/Dea/Dee/Dei (vedete voi)
La nostra parte materiale. (Pronunciate il nome del cibo che state offrendo!)
Piaccia così sia”

INVOCAZIONE PER QUANDO SI LASCIA UN’OFFERTA SULL’ALTARE
“Dio di questo altare qui,
torna e torna ancora.
Risiedi nel tuo altare
Portagli buona fortuna.
Piaccia, così sia”

PREGHIERA PER GLI AKUA (Dei/Antenati)
Antenati, datemi la conoscenza
Antenati, datemi la forza
Antenati, datemi l’intelligenza
Antenati, datemi la comprensione
Antenati, datemi visioni e la comunicazione
Antenati, datemi l’energia dello spirito.
Piaccia, così sia.

PREGHIERA PER KU & HINA (per quando si raccolgono piante officinali specie per la guarigione. Chiedete sempre scusa alla pianta che state raccogliendo!)
KU e/o Hina, ascolta/te!
Sono qui per raccogliere (Nome della pianta X)
Per (Nome dell’ammalato)
Che ha le sue radici in (Nome del luogo dove la pianta cresce) *
Che cresce in *
Che si sviluppa in *
Che foglia in *
Che sboccia in *
Che frutta in *
(* = ripetere il nome del luogo per ogni frase che pronunciate)
La vita viene da voi, oh miei Dei
Finchè si grida debolmente e ancora si vacilla fino alla vecchiaia
Finchè il fiore che sboccia non arriva alla sua fine.
Piaccia, così sia.

INVOCAZIONE PER CREARE UNA PREGHIERA PER LE PIANTE
*Nome del/della/dei/delle Dio/Dea/Dei/Dee + il nome della pianta*

Es: Kane della felce
Kane del cocco
Kane dell’Ananas
ecc…

Lo stesso si può utilizzare per il pesce e per il cibo in generale.

PREGHIERA PER LA TERRA DURANTE IL PERIODO DEL MAKAHIKI (SAMHAIN)
Una stagione di abbondanza
La Terra ti da la precedenza
Per l’abbondanza!
Questa è la stagione del cibo.
Vita alla Terra!
Vita dal Dio Kane.
Kane, il Dio della Vita.
Vita da Kanaloa,
il magnifico del lavoro.
Vita al popolo.
Kane, nel dare l’Acqua della Vita
Vivi!
Vita al re del Makahiki.
Oh Lono, vieni a noi!
Piaccia, così sia!

PREGHIERA  A KANE E LONO
Oh Kane, oh Lono
Dei degli agricoltori
Date la vita alla Terra
Finchè il cibo non spunterà dal terreno
Finchè le foglie non copriranno la terra,
sarà grande per il noi il vostro dono!
Oh Kane, oh Lono!
Fate che sia così!

PREGHIERA AGLI DEI NELLA LORO NATURA DI ‘’KINOLAU’’ ossia preghiera per una Divinità specifica per ricevere aiuto da una forma naturale incorporea.

Oh Lono della foglia larga
Fa abbassare la nuvola,
porta la pioggia!
Fa fiorire i raccolti
Fa piovere!
Fa fuoriuscire l’oscurità dalle nubi.
Oh Lono, nei nostri cieli!
Piaccia, così sia

PREGHIERA PER LA NATURA 1
Oh Est, oh Ovest
Oh Nord, oh Sud
Oh Sopra (su), oh Sotto (giù)
Oh Sole, riconoscetemi!
Guardate il brontolio della fecondità .
Noi siamo i primi, noi siamo gli ultimi.
Datemi l’orientamento, oh giorno di pioggia.
Oh giorno di vento, oh giorno calmo.
Oh Sole, dammi la vita
E alla mia vita, i miei figli e i miei genitori.
Piaccia, così sia.

PREGHIERA PER LA NATURA 2
Oh tu, Grande Oceano
Tu, mare profondo
Fa fluire dolcemente le tue onde
Oh tu, dei forti venti soffianti
Respira dolcemente
Respira teneramente
Vai tu, con serenità e pace
Fa che nulla ostacoli la tua Via
Piaccia, così sia.

Fonte foto: thesacredhawaiianway; Huffington Post

E’ SEVERAMENTE VIETATO COPIARE QUESTO ARTICOLO O PARTI DI ESSO

LE TORRI DEGLI ORACOLI + IL MIO PICCOLO ALTARE

Come sapete io purtroppo non ho la possibilità di creare un altare e per questo quando devo celebrare o ritualizzare, faccio quasi 6 viaggi dalla mia stanza al bagno perché è lì il mio ‘’luogo sacro’’ in queste occasioni per non essere disturbata da famiglia/animali/rumori ecc.
Tuttavia già da un po’ di tempo mi stavo documentando sugli Heiau ossia gli antichi complessi di templi hawaiiani e soprattutto  sugli ‘’anu’u’’  detti anche ‘’torri degli oracoli’’.
C’è tanto da sapere e pochissimissimo che si trova sul web. In italiano poi non si trova proprio nulla.
Non voglio parlarvi, in questa occasione degli heiau che sono dei veri e propri complessi di templi che meriterebbero un articolo a parte ma di questi ultimi che ho appena nominato.
Mi scuso in anticipo se questo articolo risulterà poco ricco di informazioni >_<
Purtroppo sugli heiau si trova abbastanza, ma sugli anu’u davvero poco quindi farò un po’ una summa tradotta di quelle poche frasi striminzite che si trovano in giro in vari libri (tutti in inglese, sottinteso).
Cominciamo col dire che queste torri erano le prime ad essere realizzate all’interno di un tempio e si presentano come delle vere e proprie impalcature di legno con 3 ripiani detti ‘’kahua’’. Ogni ripiano aveva un determinato significato: uno rappresentava il cielo inteso come ‘’cielo fisico’’ mentre gli altri due i livelli dei Cieli intesi come ‘’cieli spirituali’’.
Queste torri furono osservate da James Cook quando arrivò a Kauai il 21 Gennaio del 1778.
L’aspetto degli anu’u variava. Alcuni presentavano un solo ripiano, quello più alto. Altri solo due e altri ancora tutti e tre.
Le offerte venivano poste sul ‘’lana’’ cioè il ripiano più basso a simboleggiare il cielo (fisico).
Il secondo ripiano era il ‘’nu’u’’ e veniva utilizzato dai kahuna e dai loro assistenti che rimanevano lì durante le cerimonie religiose e rappresentava il primo livello del Cielo spirituale, che si trova subito dopo quello fisico, una zona che era stata divinizzata dalle divinità e il terzo, il ‘’mamao’’ era quello più sacro di tutti poiché, probabilmente, rappresentava la dimora vera e propria degli Dei e potevano avvicinarsi solamente o i re o gli alti sacerdoti. Era attraverso questo ripiano che le divinità del tempio parlavano per farsi ascoltare da chi li interpellava.
La pianta architettonica poteva variare. Alcuni erano a pianta rettangolare, altri a pianta quadrata e altri ancora a pianta triangolare a formare quasi una piramide.
Queste torri erano le prime ad essere costruite per un heiau ed erano sempre orientate a nord e posizionate sulla destra del complesso del tempio.
Venivano usate anche come osservatori astronomici dove le stelle, i pianeti ecc erano visti come possibili segni e/o oracoli da interpretare per seguire la volontà degli Dei.
Infatti queste torri sacre venivano utilizzate dai sacerdoti quando questi avevano bisogno di ricevere una certa ispirazione divina e non era raro che venissero coperte all’esterno da kapa (tessuto ricamato) bianca
Le offerte principali erano costituite da fiori (soprattutto ibisco e plumeria) frutti che rappresentavano i kinolau (rappresentazioni) delle divinità per il quale quel determinato anu’u venne costruito, piante (soprattutto la felce) e lei (ghirlande) soprattutto le ‘’maile’’ oltre che pesce o carne di maiale poiché sia il pesce che questo tipo di carne erano sacri a varie divinità del Pantheon hawaiiano.
Qui sotto trovate due esempi di anu’u, il primo a pianta quadrata con offerte di frutta e fiori e l’altro a pianta triangolare sul monte Mauna Kea.
 
E così, verso il mese di febbraio, camminando per il mio giardino ho trovato un ramo abbastanza lungo e resistente. Aveva dei rametti che sporgevano ai lati e dopo averli tolti ho ricavato 4 bastoncini più o meno della stessa grandezza: volevo creare un piccolo anu’u!
Ed eccolo qui.

Oh, no questo era semplicemente il prototipo anche se all’inizio era quello definitivo….uno dei miei esperimenti alla ‘’Willy il Coyote’’, definitivamente rientra in questa categoria.
Quello che avevo utilizzato era stucco marrone dentro a una vaschetta di plastica di gelato che in un primo momento sembrava avesse preso ma a distanza di qualche mese si è seccato e si è tutto sbriciolato.
Tuttavia anche se non lo usavo davvero, avevo appeso la mia piccolissima Lei realizzata a Beltane. Il fatto che quell’altarino pur essendo obbrobrioso e quasi del tutto inutilizzato perché, di fatto, per come era mal composto non poteva essere utilizzato….avesse appesa quella piccolissima ghirlanda mi faceva stare bene.
E’ rimasta là per circa un mesetto quando poi, in preda alla tristezza perché quell’altarino proprio non mi piaceva l’ho distrutto. Completamente distrutto e se il fatto di aver appeso la Lei lì mi faceva stare bene anche se non lo potevo vedere a livello estetico, il fatto di non averlo proprio più mi faceva stare peggio!
Fino a ieri quando durante la celebrazione di Litha ho sentito la presenza del Dio Ku molto forte e molto vicina a me. Questo ha fatto sì che andassi in giardino a prendere dei rami che sono caduti a causa dei muratori che per adesso stanno in pianta stabile da noi (-_-).
Sono stata cinque ore a lavorare, con le mani tutte indolenzite, le braccia e la schiena doloranti per non avere gli strumenti adatti ma alla fine ce l’ho fatta ed ecco il risultato *-*

Alla fine della giornata mi sono sentita stremata: fisicamente per il lavoro manuale del tagliare i rami, attaccarli tra loro ecc ma soprattutto a livello mentale.
Non potete capire quante volte mi sono fermata a fissare il vuoto e pensare ‘’E adesso che faccio? Come proseguo? Come risolvo?’’ ma alla fine sono andata avanti e sono arrivata al risultato che volevo io!
No, ovvio, non è perfetto xDD ma è un altarino infatti simbolico e per il ruolo che dovrà svolgere, per me, andrà benissimo.
Io ho fatto un solo ripiano ma se voi siete più pazienti e più bravi potete procedere a creare anche gli altri due.
Ci andranno offerte molto piccoline essendo lui in miniatura ma averlo creato da me, con la mia energia, col mio Mana…me lo fa sentire mio e solo mio e inoltre grazie alla sua presenza, adesso ho un mini altare da poter utilizzare =)
Avevo pensato anche di scrivervi come ho fatto a realizzarlo per chi come me si è approcciato alla tradizione hawaiiana e lo voglia ricreare. E’ una traccia perché ripeto, non è affatto perfetto a livello di ‘’ingegneria’’ xDD

COSA SERVE:
– vaso con terra inutilizzata
– pietre e pietruzze varie (io ho utilizzato anche i pezzi dello stucco ormai secco)
– 4 paletti di legno
– 4 paletti più piccoli
– circa una decina di paletti per la base del ripiano (io ho usato i fusti di foglie di palma)
– rafia (TANTA)
– coltello da cucina

COME PROCEDERE
1. Ricavate da un ramo (cercate sempre di rispettare la Natura. Io i miei come ho detto su li ho ricavati da interi rami purtroppo staccati dagli operai che avevano bisogno di spazio per lavorare) 4 paletti della stessa misura.
Il ramo dal quale ricavarli non deve essere né troppo spesso né troppo sottile e soprattutto liscio senza una corteccia ‘’porosa’’. Per regolarvi: se il coltello da cucina taglia bene in pochissimi minuti e riuscite a tagliare senza troppe difficoltà allora è il ramo adatto. Se incontrate eccessiva resistenza, lasciatelo e trovate un ramo più sottile.
2. Se avete i rami fogliati, come nel mio caso, tagliate 4 segmenti di rami sempre della stessa misura e dello stesso spessore. Io addirittura li ho ricavati da 4 rami diversi e non dallo stesso.
3. Per il ripiano io ho utilizzato lo stelo di foglie di palma (se fate lo stesso: ATTENTI ALLE SPINE LATERALI!!!)
4. Inserite all’interno della terra del vaso i 4 paletti in posizione verticale e tutti alla stessa distanza. Devono arrivare a toccare il fondo del vaso e creare una sorta di pianta quadrata.
5. Inserite sulla superficie del vaso le varie pietre: terranno i paletti più stabili e li fisseranno meglio.
6. Prendete adesso uno dei 4 rametti più piccoli  (vedi 2) e fate un nodo con la rafia alla sua estremità. Lasciate almeno un centimetro di spazio altrimenti il nodo ‘’scappa’’ e si sfila dal rametto. A questo punto avrete il rametto e due fili di rafia che penzolano da esso. Per farvi capire …è come quando inserite il filo all’interno dell’ago prima di fare il nodo per iniziare a cucire.
7. Avvicinate il rametto piccolo al primo paletto da dove volete iniziare lasciando sempre almeno un centimetro dall’estremità del paletto e, attorno a questo, cominciate ad attorcigliare i due filamenti di rafia. Stringete bene e saldamente ma non troppo perché potrebbe spezzarsi. Fate più giri e anche più nodi e se volete potete aggiungere altra rafia fino a quando non vi sembra che sia tutto ben fissato e in sicurezza.
8. Procedete alla stessa maniera con gli altri 3 rametti e legateli bene anche all’altra estremità!
9. Utilizzate lo stesso metodo per il ripiano. Si lo so, è la parte più difficile. Ma non impossibile! Adagiate ogni paletto (o nel mio caso fusto di foglia di palma e ne ho usati circa 10) e cercate di costruire, uno ad uno, il ripiano fino a quando non avrete una sorta di pavimento vero e proprio.
Se ci saranno buchi non vi preoccupate: potete aggiungere altri paletti alla fine.
10. A questo punto il vostro altarino è pronto 🙂 lasciate un’offerta agli alberi da cui avete ricavato i vostri materiali!

La fatica sarà ricompensata, parola di Venus 🙂
Io ho anche aggiunto sulla terra una pietra piatta, come una specie di mattonella poiché anche le pietre possono fare parte della torre dell’oracolo. Inoltre l’altare chiamato lele è proprio una forma di piramide formata da un ammasso di sassi e pietre usate come supporto per lasciare le proprie offerte.
Su questa pietra ci ho adagiato, come vedete da foto, un piccolo portaincenso con un bastoncino già in funzione *-*

Adoro l’ombra che proietta sulla parete *-*

Ovviamente, essendo in miniatura, deve trattarsi di un incenso e relativo portaincenso di modeste dimensioni altrimenti neanche può passare tra i paletti.
L’idea dell’incenso mi è piaciuta tantissimo in questo modo le offerte più pesanti (proprio come l’incenso nel suo portaincenso che è di ceramica) andranno sulla pietra mentre quelle più leggere (piccole Lei, conchigliette, fiori ecc) andranno sul ripiano di sopra! Come se la pietra fosse un altro ripiano!
Questa volta sono davvero contenta del risultato ^_^ probabilmente decorerò anche il vaso ma per ora sono felice che la mia impresa sia riuscita ❤
E’ stata veramente una sfida e il fatto che ho sentito la presenza degli Dei e il loro supporto affinchè io potessi creare questo altarino è stata per me veramente importante!

FOTO:
–  Markcz
– terragalleria
– pinterest

E’ SEVERAMENTE VIETATO COPIARE QUESTO ARTICOLO O PARTI DI ESSO SENZA CHIEDERE IL CONSENSO ALL’AUTRICE

BISCOTTI DI LITHA

Ciao a tutti! Giorni fa avevo trovato un bellissimo articolo di un blog canadese (dunque  in lingua inglese) dove si parlava del Solstizio d’Estate, di Litha, delle varie celebrazioni nei vari paesi del mondo…e alla fine c’era una dolcissima ricetta per la realizzazione di dei biscottini, una graziosa attività culinaria per celebrare questo Sabbat e il giorno più lungo dell’anno 🙂
PREMESSA: Il link dell’articolo con la ricetta originale lo potete trovare a questo link MA, non essendo affatto una brava cuoca, ahimè, i miei biscottini esteticamente sono bruttini rispetto a quelli della ricetta originale eheheh xDD chiedo venia (anche se c’è un motivo ma ne parleremo più tardi)! Sono sicura che se qualche streghetta tra voi brava in cucina li farà, li renderà per quanto riguarda l’estetica molto più carini! Tuttavia come sapore sono davvero buoni, sono ‘’freschi’’, saporiti, un sapore che non avevo mai provato prima e speziati ma davvero delicati e di questo sono molto soddisfatta e compiaciuta 🙂
Tuttavia siccome è venuto scocciantello anche per me seguire le istruzioni in inglese, spero comunque che questo mio articolo possa quantomeno semplicemente semplificarvi le cose per avere già le direttive in italiano.
Inoltre ho notato che nel link originale non ci sono scritte molte istruzioni per la realizzazione (come il cellofan, la carta forno ecc) magari perché date per scontato ma per una come me che in cucina non è proprio brava…tra il leggere e l’essere ammaliati e tra il trovarsi in cucina e magari trovarsi in difficoltà o in confusione per una sciocchezza…il passo purtroppo è breve e dunque ho deciso di scrivere anche questi piccoli accorgimenti.
Allora cominciamo *emozione perché non ho mai cucinato niente per un Sabbat fino ad oggi*
Ci sono 2 ricettine, quella per i biscotti e quella per la ghiaccia!

RICETTA PER I BISCOTTI

– 1 e ¾ di tazza di farina
– ¾ di  tazza di burro ammorbidito
– ¼ di tazza di zucchero (la ricetta originale prevede zucchero di canna)
– ¼ di tazza di miele
– 1 pizzico di sale (che io non ho messo)
– 1 cucchiaino di salvia
– 1 cucchiaino di fiori di lavanda
– 1 cucchiaino di timo
– 1 cucchiaino di rosmarino
– una manciata di semi di cardamomo

Mescolate tutti gli ingredienti (con le mani!) fino ad ottenere un composto cremoso. Io…probabilmente proprio perché sono una frana come ho già detto, non riuscivo a ottenerlo così ho aggiunto dell’olio di semi di girasole. Impastate per bene tutti gli ingredienti fino ad ottenere una vera e propria pasta omogenea e malleabile.
Nel mentre, proprio perché siamo streghette, possiamo concentrarci e meditare su cosa per noi significa questo Sabbat, possiamo meditare sulle sue energie e celebrarlo attraverso questo lavoro magico culinario!
Adesso dovreste avere ottenuto una palla di pasta e spezie. Dividetela in 4 parti uguali. Ciascuna di esse andrà dentro un pezzo di cellofan trasparente e poi in frigorifero.
Fate passare un’ora o giù di lì.
Adesso potete ‘’rispacchettare’’ le quattro palline che avete creato in precedenza e formare i biscottini. Purtroppo la mia pasta non è venuta perfetta dunque non riuscivo a usare il mattarello per stenderla e dunque a fare le formine come si deve T____T li ho dovuti creare a ‘’mano libera’’ facendo delle palline e appiattendoli leggermente.
Il link originale invece prevede di stendere per bene la pasta e creare delle formine circolari, in caso aggiungete un po’ di farina se vi sembrano troppo molli!
Infornate per 10-15 minuti, la ricetta originale dice di preriscaldare il forno.
Qui dovete vedere un po’ voi da che tipo di forno avete e giostrarvi un po’ con il suo tipo di potenza.
Dopo che avete aspettato il tempo necessario e avete tirato fuori la teglia (con della carta forno per adagiare i vostri biscotti!!!) fateli raffreddare una ventina di minuti e procedete con la preparazione della ghiaccia.

RICETTA PER LA GHIACCIA

– 1 tazza di zucchero a velo
– latte (nella ricetta originale c’è scritto 3 cucchiaini. Io sono andata ad occhio e ne ho aggiunto fino a ottenere la consistenza che io volevo. Di certo non vi consiglio di metterne troppo! Anche qui è a vostra discrezione, andateci piano!)
– buccia di limone grattugiata (poca)
Girate gli ingredienti tutti insieme fino ad ottenere la consistenza di una vera e propria crema cercando di non far fare grumi allo zucchero a velo.
Per ottenere il colore giallo, nel link si parla di estratto di carota, colorante alimentare e curcuma.
Io ho fatto un mix di curcuma (non troppa sennò la ghiaccia saprà solo di questa spezia) e un po’ di zafferano.
Poi ho aggiunto fiori di lavanda e calendula con un pizzico di iperico sulla superficie nel mentre la ghiaccia cominciava a rapprendersi. Potete usare anche le spezie che avete usato per la ricetta dei biscotti stessi insieme a fiori di salvia, issopo e altre piante tipiche di questo Sabbat!
Se non siete abituati a tutte queste spezie e/o se semplicemente non vi fanno impazzire anche se volete comunque creare questi biscotti, non usatene troppe, dimezzate le dosi e non mettete troppi fiori di lavanda e calendula sulla loro superficie. I biscotti del link sono bellissimi a livello estetico ma, proprio perché a me l’esagerazione non fa bene…ho preferito non abbondare con troppa lavanda e calendula anche perché era la prima volta che usavo queste erbe in cucina!

SE SIETE ALLERGICI A UNA O PIU’ SPEZIE (MA ANCHE INGREDIENTI) NOMINATI NON VI CIMENTATE IN QUESTA RICETTA!!!

A questo punto i vostri biscotti del Solstizio sono pronti 🙂 Buon appetito e spero che questo articolo vi possa essere utile anche se io non sono purtroppo una brava cuoca AHAHAHAH ❤
Buon Litha streghine :*
– Venus

I thank the blog GATHER and the author  Danielle Prohom Olson for this super cute recipe and for the possibility to cook these cookies (and of having translated your words in my language)! Thank you and happy Litha ❤