IL RUOLO DELLE DONNE NELLE ANTICHE HAWAII: IMPURE & SACERDOTESSE

Eccomi di nuovo qui con un altro articolo. Purtroppo è molto breve perché le informazioni, per quanto riguarda l’Antichità sono veramente scarne ma sono comunque felice di aver fatto questa scoperta (attraverso un libro rigorosamente in inglese che sto amando ‘’Kingship & Sacrifice’’ di Valerio Valeri) e ci tenevo a parlarne con voi 🙂

Come abbiamo avuto modo di appurare più e più volte, la società Hawaiiana (Antica) era a stampo  patriarcale che a sua volta era divisa per rango composto dai reali ali’i e i popolani.
Le donne avevano pochissimi diritti.
Se la società era suddivisa per ranghi questa suddivisione veniva ampliata anche per quanto riguardava i  costumi e le abitudini alimentari che venivano viste come dei veri e propri rituali.
Spettava agli uomini andare alla ricerca di quasi tutto il cibo anche perchè gli ali’i si cibavano soltanto di cibo consacrato nei templi. Questo cibo consacrato poteva essere consacrato e toccato solamente dagli uomini perché la donna appunto, era vista come una creatura impura.
Uomini e donne (del popolo) mangiavano e dormivano separati.
La maggior parte del cibo che veniva mangiato dagli uomini non poteva essere mangiato allo stesso modo dalle donne.
I cibi considerati kapu cioè tabù per le donne erano la Banana, la Noce di Cocco, varie e svariate tipologie di pesce, la carne di Balena, la carne di Cane, di Razza e di Manta, di Delfino, di Tartaruga e di Squalo.
Molti di questi cibi e soprattutto molti di questi animali dai quali si produceva della carne erano considerati sacri, le donne invece impure e questo è il motivo per il quale non potevano far parte della loro dieta.
Non potevano cucinare se non, qualche volta, delle patate dolci ma soltanto in delle zone limitrofe di alcune isole, non dove viveva la comunità e se gli ali’i mangiavano cibo consacrato (dagli uomini) nei templi sacri, le donne mangiavano al contrario cibo sconsacrato.
La Banana era considerata sacra perché rappresentava il fallo maschile degli Dei, le Noci di Cocco allo stesso modo rappresentavano i testicoli degli Dei dunque entrambi i frutti avevano delle connotazioni maschili, pure e dunque positive.
Le donne invece erano considerate impure, dunque negative per questo non avevano il diritto di mangiarli.
Soffermiamoci un attimo su questa ‘’negatività’’ che risiedeva nelle donne per gli uomini hawaiiani del Tempo.
La prima cosa che rendeva una donna incredibilmente impura era il sangue mestruale.
Forse non tutti lo sanno ma la parola ‘’tabù’’ (taboo in inglese) proviene dalla parola polinesiana ‘’tapua’’ che significa proprio ‘’mestruazione’’.
Addirittura, nelle Antiche Hawaii, le giovani ragazze che andavano in spose venivano deflorate non dal marito ma dalla propria nonna per far evitare al marito di entrare in contatto con il sangue dell’imene al primo rapporto sessuale.
Tuttavia anche se il ruolo e la figura della donna aveva una valenza così negativa, ad ogni modo serviva per la procreazione dunque era comunque importante per la società in generale.
Se l’uomo andava a pesca, a caccia, procurava il cibo, andava in guerra ecc alla donna era permesso di dedicarsi alla creazione di ornamenti come collane, ghirlande ecc, alla creazione di capi d’abbigliamento, alla danza e a tutte quelle attività che promuovevano l’erotismo e la seduzione, campi dove gli uomini non ci si dedicavano.
Bisogna dire che, anche se le donne erano viste sotto questa chiave di impurità e negatività, c’era un solo campo riguardo le pratiche spirituali e ritualistiche dove, a volte, era concesso loro di accedervi ed era il campo della Stregoneria.
Infatti le donne avevano il privilegio di venerare le Dee femminili come Pele o Haumea e di chiedere il loro aiuto, di pregarle e di onorarle.
Per quanto riguarda la Dea Pele e le altre Dee della sua famiglia, molto spesso la loro venerazione era stabilita da delle vere e proprie Sacerdotesse.

Queste venivano chiamate kahula che letteralmente significa ‘’profetesse’’ o altre volte haka cioè ‘’medium/veggenti’’.
Il loro era un ruolo di mediazione tra la divinità e la sua forma femminile personificata proprio dalla sacerdotessa che veniva posseduta dalla divinità con cui aveva stabilito un contatto. Un po’ come la nostra Sibilla Cumana o l’Oracolo di Delfi.
Queste sacerdotesse, sembra avessero largo seguito e molta importanza soprattutto nell’isola di Ni’ihau.
Esse potevano consacrare i sacrifici (ATTENZIONE: Nella Tradizione Hawaiiana Antica TUTTI i rituali venivano chiamati ‘’sacrifici’’, anche il solo passare la coppa di awa, la bevanda degli Dei, di mano in mano prima di andare in battaglia veniva chiamato così. Non per forza doveva esserci il sangue per far sì che un normale rituale si chiamasse sacrificio!).
Due di loro sono state molto importanti. La prima si chiamava Waratoi e si dice che facesse giornalmente dei rituali religiosi quotidiani utilizzando una gestualità tutta particolare.
La seconda, vissuta nel 1600 si chiamava Keakealaniwahine (bis-bis nonna di Kamehameha I)e lei fu una delle pochissime sacerdotesse hawaiiane, insieme a sua madre anche lei Sacerdotessa, ad avere il diritto di entrare nei templi sacri e di assistere alle cerimonie religiose. Tuttavia anche se aveva questo permesso e privilegio, non poteva comunque mangiare il cibo posto sull’altare né tantomeno toccarlo.
Le Sacerdotesse molto spesso erano donne che stavano vivendo il periodo ‘’post-menopausa’’ probabilmente proprio perché durante l’età fertile, paradossalmente per noi occidentali, mestruavano ancora e come abbiamo detto il sangue mestruale era considerato la cosa più impura che potesse esserci.
Inoltre non dovevano essere sposate e molto spesso erano le figlie di Alti Sacerdoti dove quest’ultimi le utilizzavano nei rituali riguardanti la divinazione.
Articoletto breve ma spero che possa comunque essere interessante per qualcuno 🙂
– la vostra Venus

 

Fonte delle foto: Hawaii Luau – Pinterest

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CREAZIONE DEL CERCHIO e INVOCAZIONE DEI 4 ELEMENTI IN CHIAVE HAWAIIANA

8 Novembre 2016

Facendo ricerche sul web, se avete letto il mio primo articolo, saprete che almeno io su questa tradizione a livello ritualistico non ho trovato NIENTE.
Ci Tengo a precisare che questo articolo non vi spiegherà cosa sia un Cerchio Magico, la ‘’sfera’’ che si crea e che ‘’tocca’’ il nostro Mondo e quello di Sotto ecc.
Anche se – apro una piccola parentesi come semplice curiosità – è giusto sapere che il Cerchio come forma geometrica per gli antichi nativi hawaiiani era considerato come la forma perfetta ed era associato in positivo al concetto di incesto infatti i bambini nati da un rapporto tra fratello e sorella avevano un Mana più potente rispetto agli altri bambini.
Lo sto scrivendo solo per inserire qualche invocazione (scritta di mio pugno!) in chiave Hawaiiana dunque sarà più facile da comprendere per coloro che hanno già qualche nozione in questo senso e non i neofiti a livello ancora ”tabula rasa”.
Su questo argomento di cui sto trattando in questo articolo neanche Scott Cunningham nel suo libro ne parla per questo mi sto sforzando, con tutta me stessa (e spero che il mio ‘’lavoro’’ verrà almeno riconosciuto sotto forma di semplice ‘’Fonte’’) per creare qualcosa che anche magari lontanamente possa arrivare a creare una sorta di ponte tra la pratica Antica Hawaiiana e quella Moderna che noi neo-pagani di oggi seguiamo.
Tuttavia, almeno per il Fuoco che in quest’ultimo anno ho scoperto essere il mio Elemento, già dalla primavera del 2016, mentre lo invocavo nominavo anche la Dea Pele come se fosse stata la cosa più naturale del mondo.
Prima dicevo solo qualche parola semplice del tipo ‘’invoco luce a Est/Sud ecc’’ senza focalizzarmi davvero e realmente su ciascun Elemento, forse era per questo che all’inizio li sentivo poco e sentivo poco il Cerchio.
Adesso invece riesco a visualizzare le loro Essenze e il fatto di aver nominato Pele per il Fuoco la prima volta che decisi di fare questo piccolo grande passo, mi venne del tutto naturale e istintivo.
E’ importante però che quando invocate gli Elementi (e questo vale per tutte le tradizioni e anche per la Wicca) non vi focalizziate solamente sull’accensione della candela che rappresenta quel determinato Elemento, se fate così allora non avete proprio capito nulla. Chiamando, invocando gli Elementi dovete cercare di sentire, di percepire la loro essenza e la loro energia all’interno del Cerchio che avete creato!
Dunque in questo articolo vi scriverò le mie personali invocazioni per i 4 Elementi in chiave hawaiiana e qualche frase per la creazione dello spazio sacro spiegando, alla fine dell’articolo qualche punto che magari non è così conosciuto a chi non conosce o non ha mai studiato nulla sulla tradizione Hawaiiana Antica.
OVVIAMENTE qua nessuno è tenuto a seguire questa tradizione, non mi stancherò mai di dirlo. E per quelle streghette che invece hanno capito che è questo il loro Sentiero (in questo caso ‘’ciao, Sorelle! Ora potete farmi compagnia 😀 ), spero che questi miei scritti vi piacciano e se volete cambiarli a vostro piacimento, sentitevi libere!

INVOCAZIONE PER L’APERTURA DEL CERCHIO

Con questo incenso fumigo questo Cerchio
*prendete tra le mani il vostro incensiere/portaincenso ecc e fumigate per 3 volte in senso orario il vostro Spazio Sacro*
In esso invoco i 40.000, i 400.000 e i 4000 Dei.
Essi vengono a 2 a 2,
Essi vengono a 3 a 3,
*continuate così fino a pronunciare ‘’Essi vengono a 12 a 12’’*
Eccoli qui, che il rito abbia inizio!
Amama una noa – Piaccia così sia (potete anche NON dire la frase in hawaiiano e dirla semplicemente in italiano!)

 

 INVOCAZIONE PER L’ARIA
Io invoco luce ad Est,
Elemento dell’Aria.
Elemento di Ku e di tutte le divinità dell’Aria
Elemento del Soffio vitale
Elemento del Respiro
Elemento del Vento
Che tu possa giungere in questo Cerchio
per assistermi, aiutarmi e proteggermi

INVOCAZIONE PER IL FUOCO
Io invoco luce a Sud,
Elemento del Fuoco.
Elemento di Pele, e di tutte le divinità del Fuoco.
Elemento dei Vulcani e della loro lava.
Elemento dell’Amore.
Elemento della Trasformazione.
Che tu possa giungere in questo Cerchio
per assistermi, aiutarmi e proteggermi.

INVOCAZIONE PER L’ACQUA
Io invoco luce ad Ovest,
Elemento dell’Acqua.
Elemento di Hina, Dea della Luna e di tutte le divinità dell’Acqua
Elemento dei pescatori.
Elemento del Pesce, nostro sostentamento per la vita.
Elemento delle Emozioni.
Elemento delle lacrime
Elemento del mare, del lago e del fiume.
Che tu possa giungere in questo Cerchio
per assistermi, aiutarmi e proteggermi

INVOCAZIONE PER IL NORD
Io invoco luce a Nord.
Elemento della Terra.
Elemento Haumea, Madre Terra e di tutte le sue divinità.
Feconda e sacra.
Elemento delle palme e delle noci di cocco,
nostro sostentamento per la vita.
Elemento dei boschi e delle foreste.
Elemento delle colline e delle montagne.
Elemento delle piante e degli alberi sacri.
Che tu possa giungere in questo Cerchio
per assistermi, aiutarmi e proteggermi.

 

CHIUSURA DEL CERCHIO (spegnete le candele degli Elementi e degli Dei con uno spegni candele e NON con il soffio se appoggiate la credenza che sia un gesto irrispettoso nei Loro confronti)

L’Elemento della Terra era in questo Cerchio ma ora è andato, che possa tornare a trovarmi.
*Continuate così, dunque in senso adesso antiorario dalla Terra fino all’Aria*
I 40.000, i 400.000 e i 4000 Dei sono anch’Essi stati con me in questo Cerchio ma ora sono andati.
Essi se ne vanno a 2 a 2, a 3 a 3…ecc fino a 12 a 12.
Che possano sempre starmi accanto come io li amo nella mia Vita.
Il Cerchio è chiuso.
Amama ua noa – Piaccia, così sia!

 

SPIEGAZIONE:

(ARIA)
KU: Uno dei quattro Dei maschili principali hawaiiani. Fratello di Hina e Dio della guerra e della stregoneria.
La sua direzione è l’Est, appunto la direzione dell’Aria.

(FUOCO)
Pele, non ha bisogno di spiegazioni

(ACQUA)
HINA: Una delle principali divinità femminili. Dea della Luna, sorella di Ku, la sua direzione è l’Ovest, la direzione dell’Acqua, la Direzione del Femminile e delle Emozioni. E’ anche la Dea dei coralli. Il Pesce e i pescatori..all’epoca il pesce era il sostentamento principale per la vita della comunità. Infatti nel Kumulipo, il Canto della Creazione, le prime forme di vita di cui si fa parola, sono proprio il pesce, le alghe, i molluschi e le altre varie creature marine.

(TERRA)
HAUMEA: Eccola, la mia Dea! Madre Terra, dea della fertilità e della nascita dei bambini. Dea trina poiché ha la capacità di cambiare il suo aspetto da giovane donna, a donna matura a donna anziana. Haumea è la madre di Pele!

(I 40.000, 400.000 e 4000 DEI)
Per ogni divinità del Pantheon Hawaiiano esiste un numero infinito di divinità a queste subordinate ce però discendono sempre e comunque dalla linea di sangue ancestrale e divino della divinità principale.
Per non offendere dunque nessuna divinità principale o subordinata, durante le cerimonie sacre, si usava pronunciare questa frase per non tralasciarne nessuno e dare a ciascuno di loro la medesima importanza!

Per esempio: Kamapua, il Dio dalle sembianze di un maiale/cinghiale, è una divinità subordinata di Lono

Ci tengo a precisare nuovamente che queste invocazioni le ho scritte io personalmente ma alcune frasi le ho imparate (e ormai mi vengono automatiche) dalla mia Sorella de ‘’L’Arte della Magia’’ che ringrazio per avermi spronato 4 anni fa a intraprendere questo Cammino e saluto con tanto affetto ❤
No, magari non sono perfette. Magari ad alcuni, puerilmente, possono far ridere, ad altri possono proprio non piacere ma sono le mie che ho voluto mettere a disposizione per i miei lettori e che possono tranquillamente essere trascritte nel vostro BOS modificandole.
Penso che qualche streghetta spaesata un giorno possa trovare la sua Strada anche lei nella Tradizione Hawaiiana e non avere uno straccio di niente in tutto internet e nemmeno nelle biblioteche (almeno italiane) non aiuta.
Io mi sto sforzando, per quanto mi sia possibile, di creare quasi da zero questo Percorso hawaiiano in chiave neo-pagana e spero tanto che possa servire a qualcuno. Magari non sarà, come dicevo prima, perfetto ma spero comunque che possa piacere e soprattutto essere di aiuto almeno come semplice base da cui partire per poi creare qualcosa di più complesso.

 

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Fonte delle foto:
Pinterest
Hawaii Sacred Weddings

 

BELTANE e il Lei Day – Il Giorno della Ghirlanda

Come tutti sanno nel mondo, le Hawaii sono famosissime per le loro ghirlande (chiamate appunto ‘’lei’’) prima ancora – purtroppo – della loro cultura e mitologia.
Non a caso, appena si dice a qualsiasi persona ‘’pensa alle Hawaii’’ la tradizionale ghirlanda è uno dei primi simboli che viene richiamato alla mente.
Tuttavia non tutti sanno che nelle Hawaii, mentre in molti paesi si festeggia la Festa del Lavoro, mentre noi pagani/neo-pagani celebriamo Beltane…il 1° maggio si festeggia il Lei Day, ossia proprio il Giorno della Ghirlanda.
Nelle Hawaii questo giorno di festa viene celebrato in tutte le isole ma con ghirlande e fiori diversi; ha inizio la mattina del primo giorno di maggio, alle nove del mattino e prosegue fino al giorno successivo.
Il giorno della festa venne istituito nel 1929 ma la prima volta che venne celebrato fu nel 1927 e venne inventato dal poeta e giornalista editorialista locale Eric Kosciuszko nel 1920 per poi essere stato adottato dal governo e dalla popolazione stessa.
Il Lei Day non ha legami religiosi e/o politici ma viene usato per celebrare la cultura delle isole in senso generale e quella dei nativi hawaiiani in particolare e oggi viene usato anche per celebrare lo Spirito dell’Aloha ma anche e soprattutto l’orgoglio di essere hawaiiani.
La prima volta fu celebrata alla Banca delle Hawaii, poi al municipio e successivamente l’evento venne spostato al parco Kapi’olani, dove viene tenuto ancora oggi!
Il Lei Day non è mai stato interrotto o saltato tranne durante la Seconda Guerra Mondiale, periodo affatto adatto a una festa gioiosa e spumeggiante.

Ormai la festa è stata integrata alla cultura di etnie diverse tra loro come quella cinese, filippina, giapponese, scozzese, portoghese, coreana per la moltitudine di immigrati che si sono stabili alle isole Hawaii nell’ultimo secolo.
I nativi hanno cercato per molto tempo di preservare il Lei Day da questa integrazione con diverse culture ma era inevitabile per poter convivere in pace e armonia secondo il principio dell’Aloha
Venne deciso il primo giorno di maggio per questo evento per riuscire ad avere una sorta di concomitanza con il May Day che altro non è, come abbiamo detto sopra, il giorno internazionale dei lavoratori che comunque ha origini pagane pre-cristiane riprendendo il giorno del Calendimaggio, la Notte di Valpurga, Floralia dell’Antica Roma, Beltane per i popoli celtici ecc…quindi diversi nomi per diverse culture per celebrare il ‘’primo giorno d’estate’’ (mentre Imbolc che rappresentava il ‘’primo giorno di primavera’’).
Proprio per l’integrazione con culture differenti, non è raro di osservare un Palo di Maggio, tipicamente pagano, con le fiamme e realizzato in stile hawaiiano

A livello festivo, durante questo giorno, vengono organizzate delle parate, delle sfilate con le ghirlande tradizionali, danze e canti di Hula (che in questo giorno prendono il nome di hapa haole)dove partecipano numerose organizzazioni e istituzioni in particolare per le scuole dove i bambini e ragazzini intrecciano le loro ghirlande o assistono a dei corsi di nativi hawaiiani dove vengono spiegati i vari significati dei fiori e delle ghirlande che stanno per essere realizzate proprio per fare partecipare i più giovani e sensibilizzarli sull’importanza di preservare la cultura hawaiiana e spiegarla e proteggerla per i postumi.

Durante questo giorno si realizzano ghirlande anche per essere date in dono e scambiarle con amici e parenti in segno di affetto e tenerezza reciproca.
Come abbiamo avuto modo di capire, per i polinesiani e gli hawaiiani in particolare le regole e tabù erano di primaria importanza nella loro società e infatti esistevano, ed esistono ancora oggi, delle regole per come indossare le ghirlande: ci sono modi precisi per indossare una lei sulle spalle, non si deve togliere dal collo la ghirlanda mentre una persona a noi cara ce la sta porgendo per indossarla e inoltre il rifiuto per una Lei è un gesto assolutamente irrispettoso.

I SIMBOLI NELLE VARIE ISOLE

Ogni isola ha una propria ghirlanda tradizionale e allo stesso modo ha un fiore tradizionale!
Vediamole insieme 🙂

HAWAII – BIG ISLAND
Colore: Rosso
Fiore: Ohi’a Lehua (Metrosideros macropus)

si tratta di un bell’albero della famiglia delle Mirtacee (come il mirto) che si sviluppa velocemente sulla lava fresca nell’isola di Hawaii. I suoi ‘’pon-pon’’ di colore rosso sono sacri alla Dea Pele ma anche a Hina, Laka e Hi’iaka infatti le Lei realizzate con questo fiore sono le preferite di queste Dee. Tuttavia è un fiore associato anche agli Dei Ku e Kane probabilmente perché, attraverso l’utilizzo del legno di questo albero, venivano intagliate delle statuette lignee proprio per raffigurare questi Dei. E’ inoltre un simbolo di forza per la sua capacità di adattarsi e di sopravvivere a climi molto rigidi.

MAUI
Colore: Rosa
Fiore: Lokelani (Rosa damascena)

Essendo un fiore molto fragile indica dolcezza e delicatezza ma anche determinazione poiché prende tranquillamente come viene piantata.

OAHU
Colore: Giallo/dorato
Fiore: Ilima (Sida Fallax)

Appartenente alla famiglia delle Malvacee (come la malva) è una pianta, a fiore giallo che cresce nelle coste vicino all’oceano. La pianta è sacra alla Dea Laka e a Ka’ahupahau la Dea Squalo di Pearl Harbor ma anche a Kane ‘Apua, fratello di Pele guaritore con la pianta di taro. Sia quest’ultimo che Laka possono apparire sotto forma di questo fiore. La messa a terra di questa pianta prevedeva un rituale particolare: il seme doveva essere posto all’interno di una conchiglia e quest’ultima doveva essere sotterrata per bene nella terra. Veniva usata anche per bambini ammalati e donne gravide e, un po’ come la nostra margherita, attraverso questo fiore si poteva prevedere se l’Amore che stiamo vivendo sia abbastanza forte e duraturo!

MOLOKAI
Colore: Verde
Fiore: Kukui (Aleurites moluccana)

Chiamata anche ‘’candela di noce’’ (?) poiché attraverso l’utilizzo di questi frutti simili a delle noci si potevano creare delle torce ed è per questo che prendono questo nome particolare ma potevano anche essere assunte come cibo prelibato e speziato, ed è un kinolau (forma fisica) di Kamapua’a ossia una delle varie forme del Dio Lono. Veniva usato anche e soprattutto nelle cerimonie sacre e rappresentai principi della Pace, dell’Illuminazione e della Protezione per questo motivo trovava largo uso nei rituali e negli incantesimi dei Kahuna (i maestri/sacerdoti)

LANA’I
Colore: Arancione
Fiore: Kauna’oa (Cuscuta sandwichiana)

Per fare questa ghirlanda si raccoglievano i ‘’fili’’ di questa pianta che cresce nella sabbia e si intrecciavano tra loro per creare il ‘’telaio’’ della ghirlanda stessa. Ha una valenza spirituale molto importante poiché assimila le sostanze nutritive dall’aria dunque dal Cielo piuttosto che dalla Terra.

KAUAI
Colore: Viola/Verde
Fiore: Mokihana (Pelea anisata)

In questo caso non si tratta di un fiore vero e proprio ma di una bacca verde con un odore pungente e piccante simile all’anice. Si trova solo sul monte Waialelae e come materiale ha un’ottima resistenza e durata. Kauai è l’isola che il più delle volte, per tradizioni, differisce dalle altre e anche in questo caso non fa eccezione dunque possiamo vedere questa Lei di Kauai come un simbolo di unicità e di peculiarità diversa dal Generale.

Come abbiamo visto il Lei Day è il giorno della ghirlanda ma le ghirlande alle Hawaii non vengono indossate solamente in questo giorno di festa ma anche per lauree, compleanni, matrimoni, per il Luau Party, per gli anniversari, per le cerimonie e anche per i funerali!
Mi piace sempre ricordare come nel 2015, non avendo altre idee per Beltane, creai seguita semplicemente dall’istinto e dalla fantasia una semplice ghirlanda con una foglia di edera, petali rossi di rosa e petali di carta bianchi a simboleggiare gli Dei. Mi avrebbe protetto per tutto l’anno a venire e nel 2016, quando la bruciai come se fosse stata una sorta di Croce di Brigid, scoprii che il giorno di Beltane alle Hawaii è il Lei Day e quella fu la mia prima epifania che mi fece capire che sarebbe stata questa la mia Strada volendo o meno!

Fonti articolo:
– wikipedia
– flowerleis.com
-‘’a history of day lei’’
– ‘’Hawaiian magic & spirituality’’ Scott Cunningham

Fonti delle foto:
– pinterest
– vielle benessere
– Dave’s garden
– Aloha Hawaii
– the kahala hotel & resort
– piante tropicali
E’ SEVERAMENTE VIETATO PRENDERE QUESTO ARTICOLO O PARTI DI ESSO SENZA CHIEDERE PERMESSO ALL’AUTRICE
– Venus ❤
 

 

L’EGOSIMO SPIRITUALE

Coloro che mi seguono con una certa regolarità, avranno sicuramente letto queste parole poiché, nell’ultimo periodo le ho usate davvero molto spesso e purtroppo a malincuore.
Non sono affatto sicura di essere la persona che abbia ‘’coniato’’ questa espressione e francamente non mi interessa avere nessun ‘’predominio’’ in questo senso ma ci tengo ugualmente ad affrontare l’argomento e spero che nessuno si possa offendere se si sentirà di rientrare in queste categorie ma che, anzi, possa trovare in questo mio articolo qualche spunto di riflessione per evolvere, per raccogliere o ritrovare la propria umiltà e per capire che spesso il proprio egoismo porta a fare delle cose e scelte sbagliate a discapito di sé stessi ma anche e soprattutto degli altri che li circondano.
Ci sono tantissimi campi in cui l’egoismo spirituale lavora e quasi come un paradosso si evidenzia soprattutto nei neofiti che invece dovrebbero ‘’andarci piano’’ e dovrebbero capire l’importanza di essere umili.
Partirò dalle categorie che possono essere corrette fin da subito e con poche difficoltà per arrivare a quelle che ormai, purtroppo, fanno parte dell’ordine mondiale e sradicarle per ricostruirle da capo, ahimè, è solo un’utopia.
Il neofita si sente come in una sorta di debito con quella Realtà che ha scoperto da poco dunque, come una specie di riflesso incondizionato proveniente dal suo inconscio, cerca disperatamente di apprendere (parlo dei neofiti seri, non quelli che vogliono fare gli alternativi) il più possibile della serie ‘’di tutto un po’’’.
Per carità…è una cosa giustissima e nobile ma prendetevi il vostro tempo per far depositare quei concetti che avete appena appreso altrimenti vi ritroverete soltanto nel Tornado della Confusione non solo per voi ma anche per coloro che vi chiederanno qualcosa o che saranno semplicemente attratti dal vostro Sentiero Spirituale.
Essere precipitosi, fare quello che vi dice l’istinto ma senza seguire un senso logico, evocare Qualcosa che non conoscete e che non sapete poi fronteggiare sarà deleterio sia per voi che per coloro che vi seguono.
A questo proposito rientra un’altra categoria: il neofita amministratore di pagine Facebook.
Non voglio in alcun modo fare la santarellina: io stessa ero una neofita quando creai la mia adorata ‘’Se fossi una Strega’’.
Essere neofita NON significa non avere il diritto di crearsi una propria pagina Facebook però…che il neofita abbia almeno la decenza di non condividere castronerie alla ‘’Giovani Streghe’’, che non copi il lavoro delle altre Sorelle, che possa imparare insegnando e insegnare imparando altrimenti è tutto inutile.
Il neofita che va al parco e che lascia offerte random per le Divinità e che poi ‘’Tanto se le vanno a mangiare gli uccellini. Ho fatto del Bene’’.
Ho scritto un articolo a riguardo che potete leggere qui  ‘’Etica e morale sulle offerte agli Dei’’ dove spiego appunto che, soprattutto in luoghi frequentati da varie specie animali come anche gatti o cani, alcuni tipologie di cibi lasciati come offerta sono pericolosissimi per questi ultimi. Fate sempre attenzione a cosa volete lasciare come offerta. Non pensate che ‘’tutto può andar bene’’ e non pensate soltanto alla vostra voglia di fare quando questa, anche a fin di bene, si può trasformare in qualche pericolo per un’altra vita che non sia la vostra. Pensate sempre al Prossimo. Intraprendere un Sentiero Spirituale significa anche questo.
Un’altra categoria è la strega pagana scrittrice di libri (purtroppo) senza né capo né coda scritti tanto per essere scritti.
Purtroppo questo viene da una pessima, o superficiale preparazione nei temi che vengono trattati nei libri di questa categoria, ma anche dal desiderio irrefrenabile di diventare qualcuno di ‘’famoso’’ nell’ambiente pagano.
Il mix dei due causa squilibrio ma soprattutto cattiva informazione nei lettori in particolare ovviamente se questi sono neofiti.
Ho letto libri di persone italiane, spesso admn, che hanno scritto libri che neanche possono essere definiti tali. Una lista della spesa sarebbe più interessante.
Scrivere un libro PER scrivere un libro e non perché si voglia davvero lasciare qualcosa a qualcuno, è inutile e soprattutto è inutile se quello che è stato scritto è una brodaglia di cose mischiate, messe alla rinfusa senza senso logico così ‘’a infarinatura’’ e prese da altri autori che hanno fatto davvero la storia del neo-paganesimo. Che senso ha scrivere un libro scopiazzandone altri 3-4 famosi e per giunta prendere cose da siti internet e spacciarle per proprie…!? Davvero io non capisco.
A queste persone dico: ritrovate la vostra umiltà e se proprio avete il desiderio di scrivere un libro su questi argomenti, fatelo quando avrete una buona se non ottima preparazione e quando avrete davvero la voglia di scrivere e se non volete farlo per la vostra dignità almeno fatelo per quei neofiti che, soprattutto all’inizio, pensano (sbagliando) che TUTTI i libri a tema pagano siano da prendere in considerazione facendoli soltanto confondere senza dargli quello di cui necessitano davvero per il loro futuro bagaglio culturale.
Un’altra categoria ingloba il mondo degli animali intesi come Totem e come Famigli.
E’ idea comune pensare che siccome abbiamo un animale preferito, quello in automatico è il nostro totem. Mi dispiace, non funziona così e a questo link potete trovare un articolo completamente dedicato a questo tema  ‘’L’animale totem non è un peluche’’  dunque andrò direttamente avanti.
Il Famiglio è un animale reale ossia in carne ed ossa, spesso domestico come un gatto o un cane, che diventa quasi come un vero e proprio prolungamento della Strega come fossero una cosa sola per il loro incredibile rapporto affettivo.
Il Famiglio viene tanto desiderato perché instaura con il padrone un rapporto speciale in cui si è capaci di capirsi reciprocamente semplicemente con uno sguardo.
Il Famiglio inoltre si farà carico, a livello energetico, dei vostri malesseri, della negatività che vi circonda, vi schermerà  dalla cattiveria e appunto dalla negatività stessa assorbendo questa come una specie di calamita. Alla luce di questo, siete proprio sicuri di desiderare un Famiglio?
Allo stesso modo, avere che so…15 animali e dire ‘’ho 15 Famigli’’ è sbagliato.
Il Famiglio, pur essendo tutti i nostri animali che vivono con noi speciali, non significa questo. Il Famiglio è uno e se schiaccia l’occhio, (poiché magari gli è entrato un granello invisibile di polvere il più delle volte xD) …non significa che il vostro unico animale ricopra questo ruolo.
Sempre nella categoria degli animali ci sono quelle streghe che pensano che, il proprio animaletto ormai defunto sia il proprio Spirito Guida.
Ma chi lo dice? Ma perché mai lo spirito di quell’animale, che tra le altre cose ha anche appena attraversato il Velo e l’esperienza, in alcuni casi potrebbe anche essere traumatica per alcune anime debba per forza prendersi questa responsabilità per voi? Perchè deve essere per forza il vostro Spirito Guida? Perché dovrebbe per forza volerlo? Chi l’ha stabilito? Voi? Ah eh beh, voi in questo caso non fate molto testo. Dovrebbe deciderlo lui e non voi per lui.
Un’altra categoria è quella delle pietre e cristalli e della loro cura.
Ho conosciuto streghe che pensano e danno per assodato che TUTTI gli Elementi naturali quali Terra, Sole, Acqua, Sale ecc facciano bene e siano adatti per la pulizia delle nostre pietre a priori.
SBAGLIATO.
Per moltissimi cristalli il sole fa malissimo, la terra li rovina, il sale li deteriora, l’acqua li disintegra.
Affermare ‘’io amo la Natura quindi la Natura mi aiuta’’ è un atteggiamento sbagliato ed egoista.
Se non sapete qualcosa, informatevi prima.
Non date tutto per scontato!!! Fate ricerche sul web, acquistate libri sulla cura dei cristalli e soprattutto sulla loro composizione chimica per capire quali metodi vadano bene e quali no prima di distruggerli senza neanche sapere il perché.
Allo stesso modo, apro una parentesi per gli elisir.
Ci sono in natura delle pietre tossiche come la sodalite. NON FATE ELISIR CON QUESTE PIETRE! Informatevi su quali minerali come il rame o il piombo che li compongono prima di fare le streghette fighette e dire ‘’io faccio sempre elisir con le pietre, fanno benissimo’’.
Lo dico per voi. State attenti a quali pietre utilizzate per le vostre pratiche se non volete beccarvi una bella intossicazione!!!
Un’altra categoria è quella che pensa che le Divinità siano sempre pronte ad aiutare, a realizzare i propri desideri e/o preghiere ecc. o che quella determinata Divinità sia la propria Divinità al quale consacrarsi.
Io pensavo che la mia divinità matrona fosse Afrodite…tradizione greca, no!?
E che tradizione seguo? Quella Hawaiiana e per questo motivo per quattro anni mi sono dovuta mettere in discussione ogni giorno della mia vita e ancora, probabilmente, non ho finito di farlo perché non mi sento affatto ‘’arrivata’’.
Questo lo dico per farvi capire che dare tutto per scontato è sbagliato e a volte pericoloso.
Ci sono dei determinati momenti in cui noi non siamo in equilibrio con le nostre energie interiori e magari il responso negativo da parte delle Divinità dovrebbe farci capire proprio questo e dove stiamo sbagliando con loro.
Le Divinità non sono al nostro cospetto. Siamo noi ad essere al loro cospetto.
Siamo noi che dobbiamo superare le prove che loro ci mettono davanti.
Siamo noi che dobbiamo accettare le realtà che loro ci presentano.
Siamo noi che dobbiamo attenerci alla loro volontà.
Parliamo tanto di sentire, di percepire…ma se poi ci irritiamo perché qualcosa che volevamo e che avevamo chiesto alle Divinità non va in porto, se non sentiamo quello che loro hanno da dirci e da insegnarci e magari farci capire i nostri errori nei loro confronti perché siamo troppo egoisti e vogliamo solo quello che diciamo noi e quando lo diciamo noi, come possiamo pretendere di ottenere non solo quello che vogliamo ma anche e soprattutto la loro Benevolenza e Presenza nella nostra vita?
Ce ne saranno sicuramente altre ottantamila di categorie riguardo l’egoismo spirituale che magari sto dimenticando al momento.
Altre categorie possono essere quelle di quelle streghe che scelgono una propria tradizione perché gli piace e non perché è la loro tradizione effettiva… Il neofita che sfoggia il proprio pentacolo ad amici e soprattutto a parenti cristiani che invece di farli capire vengono spaventati semplicemente per il modo in cui si spiega il suo significato…quelle persone che affermando di fare scattare e di mandare in tilt i propri elettrodomestici quando sono arrabbiate senza capire che non è affatto qualcosa di cui vantarsi ma che, al contrario, è sintomo del vivere uno stato di squilibrio energetico che dovrebbe essere ripristinato…quelle streghe che si improvvisano cartomanti senza sapere nulla di Divinazione…quelle persone che si improvvisano ‘’sciamani occidentali’’ anche sul web soltanto per vendere e dunque solo per scopi di lucro e davvero potrei continuare.
Ma la peggiore categoria per me è quella dei guru New Age che si appropriano di una cultura ‘’particolare/esotica/lontana/piena di energia’’ per ricrearla e purtroppo ricrearla male.

Seguendo la Tradizione Hawaiiana mi sono accorta di quanto schifo faccia la nostra società occidentale capace solo di pensare ai propri scopi spirituali del ‘’senso di benessere interiore’’ senza preoccuparsi di contribuire, senza saperlo, a un vero e proprio etnocidio culturale.
Vi faccio un esempio che riassume tutti gli altri con il termine ‘’Unihipili’’.
Esempio che personalmente per tutta questa superficialità ed egoismo spirituale, mi fa venire i brividi.
Se fate una ricerca su Google vi spunteranno articoli in italiano su ‘’come ritrovare il proprio bambino interiore’’.
Carino e puccioso, no!? In effetti l’Unihipili ha davvero qualcosa a che fare col mondo dell’infanzia ma perché si tratta di uno spirito maligno che uccide un bambino e poi dovrà essere fatto un rituale dalla balia di quest’ultimo in cui l’Unihipili potrà aiutare questa balia ad vedere realizzati i suoi desideri e anche a uccidere i propri nemici.
E qua ci rientra anche la Huna con i nomi delle Divinità del Pantheon Hawaiiano buttati lì ‘’come principi di vita’’ senza che neanche venga specificato che questi nomi sono nomi di Divinità, l’Ho’ponopono e tutte queste cose New Age utilizzate male se non malissimo dalla nostra cultura occidentale.
Il tutto proviene dal desiderio di lucrare attraverso ‘’opere’’ New Age, prendendo spunti di qua e di là senza basi solide di conoscenza riguardo le tradizioni Antiche, l’Antica Religione e la cultura originale di quei popoli che per questi individui non sono importanti perché ‘’la cosa unica e importante è il raggiungimento del proprio equilibrio e felicità interiore’’.
Conta solo questo: strare in pace con se stessi dove però il Prossimo non viene neanche lontanamente pensato. Un paradosso, si.
Detto questo…spero che qualcuno abbia aperto gli occhi.
Spero che qualcuno adesso sappia se ha sbagliato o se era in procinto di sbagliare.
Spero che coloro che hanno, chissà per quale motivo, perso la propria umiltà, possano ritrovarla.
Condurre un Percorso Spirituale significa anche essere empatici e altruisti anche solo a livello energetico e mentale e non solo con le persone ma anche con gli animali, nostri o del mondo, con gli Spiriti, con le Divinità e con l’Universo stesso.
Pensare solo a se stessi è davvero troppo facile.
– con tanto affetto…la vostra Venus ❤
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DIFFERENZA TRA UNIHIPILI & AUMAKUA

In questo articolo ci occuperemo di quelle Divinità del Pantheon Hawaiiano definite col nome di ‘’divinità minori’’ ossia quegli spiriti che hanno ricevuto una sorta di venerazione fino ad essere diventati dei patroni o di un solo individuo o di interi nuclei familiari.
Essenzialmente si differenziano in Unihipili e in Aumakua.
E’ giusto che venga sottolineato che, in entrambe le categorie, in nessun modo verranno inseriti i lapus ossia quegli spiriti identificati come i nostri fantasmi o spettri e/o quelli identificabili come gnomi, fate, elfi e creature del Popolo Fatato o spiriti Elementali.
Bisogna dire che, dopo il 1820 quando i tabù inerenti ai sacrifici umani e all’eliminazione dei tabù in generale, la sacralità dell’Antica Religione Hawaiiana venne a mancare e molti idoli vennero distrutti con il Cristianesimo che divenne la religione ufficiale.
Tuttavia le antiche credenze pagane pur essendo state cambiate e in alcuni casi ricreate, hanno continuato ad avere un forte potere ed influenza nella vita del popolo hawaiiano infatti, in segreto, per secoli, si è continuato ad adorare quegli antichi Dei e antichi spiriti che sempre hanno fatto parte di quelle terre sacre.
Il ruolo, unico, di stampo pagano che continuò ad avere successo e libertà fu quello dei Kahuna ossia i maestri delle Antiche Arti (tra cui anche la Magia e la Stregoneria) ma ad ogni modo, quelle pratiche che gli anglosassoni definivano ‘’deplorevoli e diaboliche’’ come appunto l’Arte della Stregoneria, dei sacrifici umani ecc vennero praticamente vietate e bandite.
Ma adesso andiamo più nel dettaglio e scopriamo meglio di cosa si tratta.

 

UNIHIPILI:
Di tutti gli spiriti famigliari a cui un Kahuna possa fare appello per la realizzazione dei suoi desideri, il più terrificante è lo spiriti dell’Unihipili.
Per assicurarsi una giusta alleanza con uno spirito di questa classe, è necessario attendere pazientemente e sistematicamente un numero di eventi particolari ed eccezionali che possono essere la morte del bambino o di un vicino o di un amico il cui spirito in questione era a suo servizio.
Il corpo, in questo caso, non veniva seppellito ma nascosto nella dimora del kahu (un/a servo/a che aveva il compito di prendersi cura dei bambini di una casa dunque un/a guardiano/a o balia)  che avrebbe rimosso con cautela la carne e avrebbe raccolto con moltissima cura le ossa in un fagotto fatto di kapa (tessuto hawaiiano tradizionale) uno doveva essere bianco (malo kea) e l’altro rosso (malo paukai), poi doveva esserci un solo telo di kapa, una coppa con dell’awa (la bevanda degli dei), un pesce di colore rosso che doveva essere stato accuratamente salato e disidratato, una radice scelta di awa, e una piccola zucca essiccata contenente del poi per lo/a stessp/a kahu. Ad ogni pasto si doveva recitare una preghiera la cui traduzione dovrebbe essere più o meno così:
Ritorna, oh (nome del defunto)
Qui c’è il tuo cibo
Qui c’è il tuo pesce
Qui c’è il tuo vestiario
Qui c’è il tuo brindisi (awa)
Qui c’è chi ti protegge (malo)
Vieni e mangia, riempiti
Poi va di nuovo e salta intorno.
Amama ua noa (e così sia)
Il tabù ora è stato sollevato.
Lo spirito si è separato dal corpo.
Adesso è un corpo fatto di spirito

E’ giusto che venga sottolineato che qui lo spirito non è una forma di attribuzione di potere già posseduto ma qui si parla di far accrescere all’oggetto il proprio Mana (potere interiore).
In breve non è il Dio a prendere i panni del Kahuna, ma è il Kahuna che prende i panni e il potere del Dio.
Durante questo tempo, spesso di un mese, il kahu non deve dimenticare di saltare la preghiera durante ogni suo singolo pasto.
Il kahu doveva assentarsi per alcuni giorni e allontanarsi da amici e parenti, anche se aveva dei problemi, non poteva tirarsi indietro. Doveva raccogliere tutto l’occorrente (ciocca di capelli del bimbo defunto, la coppa con l’awa, la scodella col poi, il telo di kapa, le ossa ecc) e alla fine la sua pazienza e la sua costanza sarebbero state premiate.
In questa avventura, sentirà un potere particolare e sentirà in lui dei sentimenti che gli faranno pensare che quello che sta facendo non è per tutti. Vedrà i misteri del mondo spirituale.
Per aumentare questa consapevolezza e questo potere interiore, dovrà dividere i resti del corpo del bimbo defunto in quattro parti e li disporrà come segue:
Una porzione di capelli verrà gettato nel Lua Pele (cratere del vulcano e dimora di Pele Kilauea), in questo modo diventa kino Makani (corpo fatto di vento).
La maggior parte delle ossa e dei capelli vengono dati al mare e in questo modo diventa squalo.
Un dito, o un unghia, viene gettato in un fiume o in uno stagno e in questo modo diventa mo’o, lucertola.
Infine, un osso viene avvolto in un sottile telo di kapa e viene messo in una nicchia segreta della casa del kahu come più sacro oggetto dell’hoomanamana (questo rito speciale).
L’osso del bimbo deve essere ben sorvegliato e il kahu non dove mai dimenticare di recitare la preghiera dopo ogni suo pasto.
Alla morte del kahu, questa enorme responsabilità andrà nelle mani del figlio o dell’erede che a sua volta diverrà kahu e poi ancora fino a quando la famiglia del primo kahu che effettuò l’hoomanamana non si estinguerà.
Adesso il kahu verrà investito da un enorme e immenso potere: in sé adesso ingloba il potere dello squalo del mare (l’Acqua), di quello del mo’o ossia la lucertola (la Terra),  e dal kino Makani (l’Aria) oltre che dal vulcano dove sono stati gettati i vari testimoni del bimbo defunto (il Fuoco).
Adesso il kahu ha abbastanza elementi per perseguitare e tormentare le sue vittime.
A parte al kahu, l’Unihipili mostrerà gentilezza e cortesia solamente a lui/lei e a nessun altro.
Se per qualsiasi motivo il kahu dovesse avere addossata una colpa, dovesse dimenticare una preghiera durante i pasti o rompere un tabù, questo potere che lui ha adesso inglobato in sé gli verrà rivolto contro per sette volte e la sua morte, come quella della sua famiglia, giungerà presto.
Oltre a questo rituale, possono esserci situazioni in cui lo spirito dell’Unihipili può essere più mite e pacato.
Questo può succedere quando magari un bambino caduto in mare, può diventare un unihipili mano ossia uno Squalo Unihipili, dall’hoomanamana del kahu, aiutato dal suo aumakua sotto forma di squalo.
Un altro bambino caduto nell’acqua fresca può diventare un unihipili mo’o ossia un unihipili Lucertola poiché aiutato dal suo aumakua sotto forma di lucertola.
Ad ogni modo, tutti gli unihipili rimangono in sé stessi parte del kino Makani e i resti sul proprio kahu.
Un fattore molto importante dell’Unihipili è la sua voce, udibile soltanto al kahu in questione. Questa voce parla direttamente alle orecchie del kahu, appunto l’unico/a in grado di ascoltare le sue parole, e avvisa riguardo le macchinazioni degli altri maestri kahuna mettendo in guardia il kahu e soprattutto avvisa e mette in guardia dal pericolo o da influenze maligne e negative.
Se il kahu decide poi di dedicarsi all’Arte della Guarigione, l’Unihipili lo aiuta a scoprire quale influenza negativa disturba il suo paziente in questo modo gli/le permette di curare i malati.
Tuttavia contro l’incantesimo dell’anaanaii  (Forma di stregoneria incredibilmente potente e pericolosa. Al fine di effettuare il suo scopo, lo stregone anaana doveva ricavare dalla sua vittima dei testimoni come una ciocca di capelli o delle unghie per portarla facilmente all’interno della sua area di influenza. Dopo le preghiere e le petizioni fatte a Uli, il Dio principale della stregoneria, il Maunu ossia l’esca quindi la vittima, veniva sepolto o bruciato e ucciso anche attraverso del veleno somministrato segretamente)
il potere dell’Unihipili è impotente: come la famiglia del kahu si estingue, il spirito famigliare è destinato a estinguersi da solo vagando nelle terre sacre delle Hawaii tra la Terra, l’Aria, l’Acqua e il Fuoco).

Voce fuori campo di Venus:
Ho fatto delle prove riguardo a delle ricerche. Ho digitato semplicemente la parola ‘’unihipili’’ (potete fare voi stessi la prova) su Google. I risultati sono quasi tutti in italiano e come titoli spuntano cose del tipo ‘’Ritrova il bambino interiore che è in te’’.
Questa cosa mi ha fatto storcere il naso e ho fatto la stessa ricerca sul motore di ricerca del Dizionario Hawaiiano Ufficiale e questo è quello che spunta (vi riporto lo screen)
dizionario

che per chi non conoscesse l’inglese significa ‘’Spirito di una persona morta, a volte venerata per le sue ossa o capelli e mantenuto con amore. Le ossa Unihipili venivano pregate per avere richieste di aiuto e a volte per distruggere un nemico’’.
Ora, il fatto che facendo una semplice ricerca spuntino risultati New Age in chiave ‘’siamo tutta luce e dolcezza e pucciosità’’ quando invece si sta parlando di uno spirito, in qualche maniera soprattutto per la nostra società moderna e occidentale, malvagio che fa morire un bambino e che aiuta una persona a fare delle determinate cose che in stregoneria prendono il nome di ‘’maledizioni/malocchio’’ ecc fino alla morte delle vittima ma usando quella stessa parola per dire ‘’bambino’’ dunque una cosa positiva e benevola è GRAVE.
Usare una cultura e le sue parole in maniera del tutto sbagliata per intraprendere un Percorso Spirituale rivolto quasi sempre solo all’autoaffermazione, al relax interiore, alla Luce ecc dunque per i propri scopi personali spirituali a me, personalmente, fa venire i brividi.

AUMAKUA:
Lo spirito al quale il Kahuna si rivolge al fine di ottenere un aiuto, si chiama Aumakua.
La differenza importante tra l’Aumakua e l’Unihipili consiste nel fatto che l’Unihipili viene creato e diventa una vera e propria responsabilità a tutti gli effetti del kahu poiché sarà sua responsabilità nutrirlo energeticamente e farlo crescere a livello di Mana.
Un Aumakua, al contrario, è a livello generale identificabile come una divinità ancestrale.
L’Aumakua può avere un’infinità di ‘’seguaci’’ o ‘’fedeli’’ e spesso entra in rapporti piacevoli col clan o con la classe del popolo che riconosce quel determinato spirito come proprio Aumakua.
Un’Aumakua è uno spirito geloso dei suoi diritti e punirà coloro che non gli sono stati fedeli o che non riescono ad onorarlo in maniera adeguata ma dato che è a conoscenza della sua moltitudine di fedeli, non si dispererà mai al contrario dell’Unihipili poiché nel suo caso avrà un solo adoratore e fedele.
L’Aumakua più temibile e terrificante è il mo’o, che come abbiamo visto prima è lo spirito della Lucertola.

La Dea-Lucertola viene rappresentata come una sirena con lunghe trecce fluenti dalla vita in su, mentre dalla vita in giù ha proprio la forma di una lucertola. Vive con i suoi compagni e quando è fuori dall’acqua, appare come una bellissima donna. Ci sono due specie di questo spirito: il primo si arrampica sui muri delle case e in questo caso prende il nome di alii mo’o mentre il secondo sta sotto le pietre e poiché si nasconde dagli esseri umani è considerato di natura inferiore rispetto al primo e in questo caso prende il nome di kaala mo’o.
Gli hawaiiani erano terrorizzati dalle lucertole infatti esiste una vera e propria espressione che recita ‘’Auwe ka mo’o!’’ ossia ‘’Oddio, la lucertola!’’ proprio per sottolineare il terrore che provavano alla vista di questo animale.
I dottori, spesso, trovano grandi difficoltà nel lavorare e curare pazienti che abbiano un mo’o come Aumakua. Le lucertole inoltre sono animali sacri alla Dea Milu, la Dea del Mondo Sotterraneo che fanno la guardia all’ingresso della grotta che porta appunto verso gli Inferi.
Un Aumakua invece ben accetto e molto amato dal popolo è il Gufo chiamato in hawaiiano pueo.
Il Gufo avverte i suoi fedeli del pericolo imminente e aiutava i fuggitivi al tempo della classe degli schiavi.
Tuttavia, l’Aumakua più venerato di tutti è quello dello Squalo e, anche se è strano a dirsi, è considerato uno spirito altamente e profondamente protettivo nei confronti dei suoi fedeli.

Nel caso dello squalo, ogni kahuna è responsabili della sua venerazione e adorazione che veniva ereditata di famiglia in famiglia fino all’estinzione di quest’ultima. Il rapporto kahuna-diosqualo era il più intimo e potente di tutti tra gli Aumakua poiché lo proteggeva da qualsiasi minaccia.
Il Dio Kamohoali’i, fratello di Pele, era l’Aumakua più importante tra gli Dei-Squalo.
Lo Squalo, ancestralmente parlando, pur essendo una creatura marina è associata all’Elemento del Fuoco.
Un altro Aumakua molto benefico è la Conchiglia di Ciprea, chiamata in hawaiiano leho. Come per lo squalo, da più di cinquecento anni, questa conchiglia speciale e magica protegge i suoi fedeli dalle minacce e dai pericoli in mare. Un altro Aumakua è la patella chiamata in hawaiiano opihi che ha anch’essa funzione protettiva nei confronti dei suoi fedeli. Ancora troviamo il verme, enuhe un Aumakua dei presagi riguardo la malattia. Altri Aumakua sono tutta una serie di pesci e di uccelli alcuni legati anche alla mitologia polinesiana ma uno dei più importanti è il maiale che assieme al cane, al gatto e al topo rientra nella categoria dei quadrupedi-Aumakua.
Kamapua, amante di Pele e simbolo della forza e potenza maschile, è il più importante Dio-Maiale del Pantheon Hawaiiano.
Tra gli elementi naturali di Terra troviamo tante varietà di piante e di alberi come il banano, il sandalo, la zucca (sacra a Lono), la canna da zucchero, la noce di cocco e tante altre. Grazie a queste piante e alberi, i nativi creavano tutta una serie di feticci a scopo magico-rituale.
Lanipipili è l’Aumakua del Sole e della Luna, Newe è la stella Sirio che dava indicazioni per i periodi migliori per la pesca, Na kao Orione, Na ia è la Via Lattea mentre le Pleiadi vengono chiamate Na hiku (‘’le sette’’).
Tutti questi elementi astronomici erano considerati Aumakua esattamente come Venere, Hokuloa e la costellazione di Andromeda.
I quattro dei principali, comprese Hina, Pele e Milu, ossia Kane, Kanaloa, Lono e Ku sotto forma di ‘’dei subordinati’’ venivano identificati come Aumakua e Uli era l’Aumakua-Dio della stregoneria.
Come abbiamo già detto lo spirito dell’Aumakua doveva essere venerato, adorato e onorato sempre e per sempre fino a che la famiglia che venerava quel determinato Aumakua (o più di uno) non fosse ormai estinta.

Fonti: The Lesser Hawaiian Gods
Traduzione e rivisitazione: ‘’Se fossi una Strega’’
FOTO: CryptoVille, Herb Kane

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Il popolo dei MENEHUNE

Ho deciso di scrivere questo breve articolo, proprio mentre stavo aggiornando il mio BOS a tema hawaiiano poiché, facendo ricerche, non ho trovato nulla in italiano dunque ho deciso di fare una traduzione-summa dei vari articoli che ho letto.
Ebbene nella Mitologia Hawaiiana i Menehune sono figure appartenenti al Piccolo Popolo.
Spesso vengono descritti come dei nani, alti dai 15 cm ai 30 cm. Altre volte vengono descritti come degli elfi tipicamente appartenenti al folklore europeo e altre volte ancora come dei troll, bassi, muscolosi, pieni di peluria sul corpo con folte sopracciglia, occhi grandi e sorrisi maliziosi e beffardi.
In alcune leggende si dice che siano così piccoli da entrare nel palmo di una mano e che il loro habitat sia nelle foreste e nelle valli. I Menehune si nascondono dagli occhi degli umani per non essere visti.
Tuttavia sono innocui e molto dolci con gli umani, se questi ultimi hanno la fortuna di poterli conoscere.

statuetta

In realtà non si capisce bene dove parta la storia e dove finisca la leggenda o viceversa:
si dice che i Menehune fossero stati un popolo di persone reali provenienti dalla Polinesia che poi, secoli fa, giunse alle isole Hawaii anche perché, si ipotizza, che siano i primi abitanti delle isole Hawaii – discendenti dai popoli delle isole Marchesi – che arrivarono alle isole tra l’anno 0 e il 350 d.C.
Il termine ‘’Menehune’’ proviene dal tahitiano ‘’Menehene’’ per indicare una classe sociale piccola di statura e bassa come ceto perlopiù composta da lavoratori e schiavi.
I primi coloni furono sottomessi dai tahitiani, più alti e possenti così questi ”antenati hawaiiani” dovevano nascondersi dai nuovi invasori occupando dei luoghi segreti durante il giorno e andando alla ricerca di cibo durante la notte.
E’ così che nacque la leggenda principale sull’origine dei Menehune!
Infatti gli abitanti del popolo dei Menehune erano degli abilissimi lavoratori e degli incredibili architetti. Alcune opere a Waikiki (Honolulu) sono attribuite al loro lavoro di architettura!
Sono famosi per finire il loro lavoro in una sola notte per non essere visti dagli umani. Se per caso venissero visti il loro lavoro rimarrebbe incompleto.
I Menehune costruiscono case, templi, strade, pescherie e tanto altro e spesso queste opere vengono loro attribuite poiché nascono dal nulla.
Per questo motivo, si ha un’altra ipotesi che afferma che il termine Menehune venga utilizzato per descrivere delle genti inventate per dare una spiegazione circa la costruzione di templi e case in modo che nessuno avrebbe dovuto dare credito a persone reali che si sono cimentate nella costruzione di questi edifici.
Un’altra teoria si riferisce a una specie di uomo primitivo, l’Homo florensiensis vissuto circa 50.000 anni fa scoperto nel 2003 sull’isola indonesiana di Flores, da qui il nome.

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Erano davvero molto bassi, arrivavano a poco più di un metro, i loro crani erano grandi quando dei pompelmi e vennero soprannominati ‘’hobbit’’ durante i lavori di ricerca e di scavatura. In tutto questo…si dice che questi uomini primitivi ed estinti siano gli antenati dei Menehune.
In un parco a tema Disney, sull’isola di Oahu vi è un’attività interattiva per famiglie dove si devono cercare le statue lignee o in pietra di Menehune nascoste nella vegetazione.

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I Menehune amano tantissimo il divertimento, amano attività sportive come il tiro con l’arco, ballare e cantare.
Tra le loro attività preferite in assoluto vi sono anche i tuffi dagli scogli infatti, se durante la notte, si sentono dei suoni di spruzzi senza apparente motivo, si dice che siano i Menehune che si divertono a tuffarsi nel mare 😀
I Menehune sono anche conosciuti per il loro altruismo nei confronti degli esseri umani perennemente arrabbiati e spregevoli poiché, le leggende raccontano che le loro frecce magiche, perforando il cuore di questi esseri umani, riescono ad innescar loro sentimenti positivi soprattutto d’Amore e di dolcezza.
Ancora ai giorni nostri i Menehune continuano a vivere sotto forma di spiriti elementali.
I Menehune amano il pesce, il poi, la patata dolce e tanti altri cibi ma il loro cibo preferito in assoluto è la banana dunque se volete far loro un’offerta, potete offrir loro proprio questo frutto 😉

Fonte delle foto:
– Disney
– Find Mickeys
– Findmenehune
– MoveToHawaii
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IDEE PER L’ALTARE E LE OFFERTE – TRADIZIONE HAWAIIANA

27 Novembre 2016

Comincio col dire che, purtroppo abitando dove abito, non ho la possibilità di realizzare un altare 😥
Possiedo solamente il mio armadietto di strega e come coloro che mi seguono da tempo, sapete che sono obbligata a ritualizzare in bagno facendo venti viaggi per portare e per riportare al loro posto i miei strumenti prima e alla fine di ogni rito. Si, è estenuante e per niente soddisfacente ma non ci posso fare niente almeno fino a quando non avrò una casa tutta mia con gli spazi adeguati e con la tranquillità adeguata che già questa fa tantissimo.
Tuttavia sono convinta del fatto che, anche il solo pensare, dedicare, scrivere di qualcosa possa soddisfare in qualche maniera gli Dei e quindi eccomi qui 🙂
Prima di tutto bisogna sapere che ogni frutto proveniente dalla Terra per gli hawaiiani era (ed è naturalmente) fonte di Vita e dunque sacro.
Vivendo in Italia molte delle piante sacre hawaiiane non si trovano. Ma altre si.
Innanzitutto in molte regioni di Italia troviamo la plumeria (‘’pomelia’’ in siciliano).

plumeria
Albero con fiori incredibilmente profumati. E’ uno dei simboli della mia città infatti ovunque se si alza lo sguardo, in quasi tutti i balconi di quasi tutti i palazzi c’è almeno un alberello di pomelia ed è un fiore che amo tantissimo anche per questo motivo ❤ Tuttavia la plumeria non è un fiore nativo hawaiiano, infatti venne introdotta nelle Hawaii nel 1860 da un botanico tedesco ma si sono impiantate così bene perché amano terreni vulcanici (come la Sicilia, appunto, noi abbiamo l’Etna) e climi tropicali. Anche se questo fiore non è nativo hawaiiano, è diventato con i secoli anche uno dei vari simboli delle Hawaii dunque va bene inserirlo tra le ‘’piante hawaiiane’’. Viene usato moltissimo per la realizzazione delle Lei, le ghirlande soprattutto per le donne poiché simboleggia lo stato sentimentale a cui si appartiene (sposata, fidanzata, nubile ecc) infatti se si indossa dietro l’orecchio destro vuol dire che si è single, se invece si indossa in quello sinistro che si è impegnati con qualcuno. Nelle Hawaii simboleggia positività e in generale grazia, bellezza, nascita, un nuovo inizio.

Poi troviamo il taro (colocasia esculenta), la pianta sacra per eccellenza.
taro
Secondo la mitologia polinesiana, gli esseri umani discendono da questa pianta. Da me in Sicilia spesso si trova nelle ville delle città, vicino a delle vasche di pietra e ci sono alcuni che hanno proprio la pianta in vaso. Se siete tanto fortunati da trovarla in vendita, prendetela!
Poi possiamo trovare abbastanza facilmente la patata dolce (chiamata anche ‘’batata’’)
batata
o se non la troviamo…andrà bene quella della specie che cuciniamo normalmente e portiamo sulla nostra tavola. Come dico sempre, ci si arrangia per come si può!
Se avete negozi nella vostra città che vendono frutta tropicale tra cui il mango, il passion fruit, la papaya, l’avocado, il frutto del drago ecc siete a cavallo 😉 sono tutti frutti tropicali che si trovano facilmente anche nelle Hawaii anche se magari non sono piante autoctone.
mix
Potete darle in offerta alle divinità, potete piantare i loro semi, potete usarli come decorazione per l’altare (attenzione però che soprattutto il mango, la papaya e il passion fruit hanno la buccia molto molle e sono pieni di succo, dunque purtroppo marciscono facilmente dunque vi consiglio sempre e comunque di mangiarli e di non sprecarli perché, a parte il fatto che costano molto qui in Italia, gli Dei si nutrono solo della loro essenza!)
Tra le piante sacre ancora troviamo la ‘Ilima (Sida Fallax), introvabile sicuramente in Europa ma non vi preoccupate: se avete la malva andrà benissimo come una valida sostituta. Perché? Perché la Sida Fallax fa parte della famiglia delle Malvaceae, esattamente come la malva!

Un’altra pianta sacra a molti Dei è la ‘ohia lehua (Metrosideros polymorpha) ma se avete una pianta di mirto andrà bene perché appartiene alla famiglia delle Mirtacee, quella del mirto appunto!

Poi troviamo l’Ipu, sapete cos’è? La zucca a forma di bottiglia!
ipu

Potete usare i semi come offerta oppure potete utilizzarla, una volta privata della polpa, come un sonaglio sciamanico, come un contenitore o addirittura, se avete queste capacità artistiche così spiccate (beati voi!) potete trasformarla nel famoso strumento musicale hawaiiano, l’Ipu Heke!
Poi possiamo usare il Ko. Cos’è? La canna da zucchero!
zucchero

Beh…magari non è così facile trovare le piantagioni di canna da zucchero vicino a dove viviamo anzi mi sembra proprio impossibile xDD però possiamo utilizzare o lo zucchero normale, o quello di canna o lo zucchero a velo per dolci!
Un’altra pianta sacra, soprattutto a Laka la Dea della Hula è il Lama, ossia il nostro albero di loti/kaki.

cachi

Quando andate a mare durante l’estate potete raccogliere un po’ di Limu, l’alga marina usata soprattutto nei rituali di purificazione.

limu

E come non parlare della banana? Il frutto tropicale per eccellenza che troviamo in tutti i supermercati di Italia ^_^ per il Mai’a (banana) non credo ci siano troppi problemi per reperirla esattamente come l’ananas.
Un altro frutto sacro nelle Hawaii sia come fonte di nutrimento che di utensili e suppellettili vari è il cocco (Nui) e anche questo non è troppo difficile da reperire!

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Una spezia facilmente reperibile nella cucina delle nostre case è la ‘Olena ossia la curcuma! La curcuma mixata al sale (magari quello rosso delle Hawaii) e all’acqua e spruzzata con le dita delle mani mandava via gli spiriti maligni e la negatività!

turmeric roots in the basket on wooden table

Molti di voi possiederanno in casa anche la pianta di Pala’a ossia la felce e potreste ritrovarvi anche la Pohuehue ossia l’Ipomena della famiglia delle campanelle!
felce
L’ultima pianta…o meglio…famiglia di piante che possiamo facilmente trovare in Italia è quella del Wakue che appartiene alla famiglia delle Moraceae e tra queste possiamo trovare l’albero del pane (non commestibile), il fico e il gelso.

Tutto questo è per illustrarvi solamente quali piante potete reperire abbastanza facilmente anche in Italia.
Molte sono state prese dal libro di Scott Cunningham di cui parlo sempre ma non sono tutte poichè io ho inserito solamente quelle appunto di facile reperibilità.
Non è detto che dobbiate fermarvi solamente alle piante/fiori/frutti per il vostro altare!
Potete creare un altare con delle raffigurazioni degli Dei (potete trovarle sul web oppure se siete bravi, potete disegnarli voi stessi secondo la vostra immaginazione), delle candele votive e poi appunto alcuni di questi frutti come decorazione oppure potreste benedirli per poi mangiarli con la vostra famiglia.


Queste stesse piante che potete utilizzare per l’altare a scopo puramente decorativo, potete però usarle anche per le offerte da dedicare agli Dei del Pantheon Hawaiiano, insieme a quelle che magari avete già nel vostro armadietto di strega.
Vi lascio qui la mia personale ricetta per una mistura di incenso da dedicare agli Dei sia come ringraziamento per quello che ogni giorno della nostra vita loro fanno per noi, sia come semplice ma sentita offerta.

COSA VI SERVE:
– Pestello e mortaio
– fiori di Plumeria (essiccata. Mi raccomando NON deve essere fresca)
– petali di rosa
– una resina a piacere (incenso/mirra/olibano/benzoino ecc)
– sale (possibilmente o nero o rosso delle Hawaii. Li trovate nei vari supermercati)
– zucchero (di canna/a velo/normale ecc)
– farina di cocco (fatela seccare un po’ all’aria per qualche giorno)

Come offerta alternativa potreste creare una candela votiva con della cera riciclata di altre candele che avete utilizzato e che adesso sono finite. Durante lo scioglimento della cera a bagnomaria, potreste inserire delle erbe che corrispondono alla divinità a cui volete dedicare la vostra candela.
Un’altra offerta potrebbe essere un incenso all’essenza di frangipani (plumeria), si può trovare facilmente. Io l’ho trovato da Natura Sì della marca ‘’Maroma’’. CERTO: non sarà fatto da voi, dunque non possiederà la vostra energia ma per una preghiera o per un semplice ringraziamento andrà bene.
Ovviamente è sempre meglio che i propri incensi li creiate da voi con ingredienti naturali e raccolti con le vostre mani, soprattutto se sono votivi!
Potreste creare una lei (ghirlanda) di fiori a mo’ di Croce di Brigid come protezione per poi bruciarla all’anno successivo.
Come offerta potreste, ancora, piantare il seme di una di queste tante piante che vi ho elencato sopra in modo tale che il vostro amore e la vostra dedizione per quella o quelle divinità a cui vi state rivolgendo non solo crescerà ma verrà curata giornalmente con cura e con pazienza!
Potreste creare dei lavori artistici, dei disegni raffiguranti le divinità o delle isole stesse…oppure, se siete bravi e avete la possibilità, potreste intrecciare dei cestini votivi. Nelle Antiche Hawaii il ”kapo” era la tecnica per la realizzazione di tessuti in fibre. Ovvio, non sarà la stessa cosa ma il cucire, l’intrecciare anche magari foglie di palma ecc è quasi una sorta di meditazione con la quale il vostro lavoro può essere impregnato della vostra energia. Mi piacerebbe tantissimo saper creare dei cestini artigianali!

Se avete la fortuna di trovare, magari in una gita, delle pietre (non enormi, mi raccomando xDD) di origine vulcanica o la stessa lava ormai pietrificata, potreste porla sul vostro altare e dedicarla a Pele, dea dei vulcani e della lava.
Insomma..queste sono alcune delle infinite idee con le quali potete sbizzarrirvi sia per l’allestimento del vostro altare e sia per creare delle offerte per le divinità.
– Venus

E’ SEVERAMENTE VIETATO COPIARE L’ARTICOLO O PARTI DI ESSO SENZA IL PERMESSO DELL’AUTRICE

 

Fonti delle foto
– weheartit
– tumblr
– lovethispic
– pinterest
– wildlifeofhawaii
– greenpedia
– unadonna
– keawanuifarm
– favim.com
– ilgiardinodeltempo
– wellbeingsecrets

 

 

 

Gli 8 Sabbat in ”chiave hawaiiana”

Si, queste parole tra loro cozzano e non poco. Nelle Vecchie Hawaii, come abbiamo visto nell’articolo ‘’Sabbat & Esbat nelle Hawaii?’’   non esistevano i Sabbat per come li intendiamo noi streghette paganelle moderne di oggi.
Nelle Hawaii, ancora oggi esistono solo due stagioni. Si parla di stagione asciutta dunque la nostra Estate e la nostra Primavera, un periodo di secchezza del terreno e della Terra di tutte le isole. Questo periodo inizia verso l’inizio del mese di si chiama Kau.
Al contrario, la stagione bagnata che inizia verso il mese di Ottobre quando il clima si fa più fresco e umido e quando gli squali cominciano a cacciare, è come se fosse il nostro Autunno e il nostro Inverno. Questo periodo si chiama Ho’oilo.
Ebbene  la festività principale e ricca di un grande significato e potere spirituale è solo una e si chiama Makahiki e indica il periodo del raccolto annuale hawaiiano. Il termine Makahiki veniva dal termine ‘’Makali’i hiki’’ ossia il sorgere delle Pleiadi, il momento che segnava l’inizio delle celebrazioni!
Però, possiamo associare delle Divinità hawaiiane per ogni nostro Sabbat.
Le invocazioni io non le scriverò. Starà a voi crearle se lo desiderate anche perchè sono cose personali ed è giusto che vengano scritte in maniera diversa da persona a persona; io vi illustrerò solamente quali divinità si potrebbero associare alle varie festività pagane facendo almeno un minimo di spiegazione.

SAMHAIN

 

zuccheessiccate
Zucche ”ipu” essiccate da cui si ricavano utensili, sonagli o le ”ipu heke”, strumenti a percussione

Nelle Hawaii questo periodo è identificabile come il Makahiki, il tempo del raccolto che va dalla fine di ottobre (proprio come Samhain) fino a marzo.
Il Makahiki è la festività sacra a Lono dunque quale divinità maschile sarebbe più adatta di Lono per questo Sabbat dedito al raccolto!?
Ma Samhain rappresenta anche la festività dei Defunti, della venuta delle tenebre, della Morte che segue la Vita ecc quindi come divinità femminile, io avevo pensato a Milu, la dea del Mondo Sotterraneo.
Una caverna chiamata ”Lua-o-Milu” è l’ingresso che porta al suo regno ed è sorvegliata da due lucertole giganti.
L’associazione delle lucertole al Regno dei Morti non è casuale infatti viene dal modo in cui le lucertole spesso si cibano di insetti come mosche che a loro volta si cibano della pelle dei corpi dei defunti che le attirano per le loro membra ormai verso il processo di decomposizione.
Milu punisce i malvagi dandogli in pasto delle mosche come punizione e li uccide facendoli bruciare e ardere in un braciere senza mai fermarsi!
Quindi come animali, in chiave hawaiiana, mi vengono subito in mente le lucertole e le mosche per rappresentare questo Sabbat mentre come vegetali assolutamente la zucca ‘’ipu’’, usata anche come strumento musicale. Per la celebrazione potreste creare un sonaglio con una zucca ‘’a bottiglia’’ essiccata, preparata ovviamente precedentemente al Sabbat.

YULE

yule

Nelle Hawaii il Natale viene celebrato in chiave cristiana ed è una delle festività più amate dal popolo hawaiiano infatti ‘’Merry Christmas’’ dunque ‘’Buon Natale’’ si dice ‘’Mele Kalikimaka’’ e venne dichiarato festa nazionale nel 1862 quando i nativi ancora non conoscevano questa festività.
Avevo pensato di associare come divinità a questo Sabbat Kane come divinità maschile.
Se noi pagani a Yule celebriamo il Sole che torna a risplendere e a scaldarci con il suo calore, se celebriamo il ritorno della luce Kane come divinità rappresenta il fornitore della luce solare, della forza vitale (esattamente come il Sole che senza di esso non potrebbe esserci vita sulla Terra). Inoltre il colore sacro a Kane è il giallo, il colore proprio associato alla nostra Stella.
Per questo motivo mi è sembrata la divinità maschile migliore da associare alla simbologia e alle corrispondenze di questo Sabbat.
Per quanto invece riguarda la divinità femminile avevo pensato a Polihau, la prima Dea della Neve.
Si, nelle Hawaii nevica, in particolare sul monte Mauna Kea, la dimora di questa Dea.
Polihau porta la neve, il freddo e il gelo tipico di questo periodo ma si completa con Kane perché se da un lato abbiamo il Freddo, dall’altro abbiamo il Sole che lo fa sciogliere e che fa tornare la Vita dopo il buio invernale!
Per questo motivo ho pensato di associare queste due divinità a questo Sabbat.
Come animale avevo pensato allo squalo: lo squalo torna a cacciare proprio all’arrivo dell’inverno come noi piano piano ci risvegliamo dal sonno invernale e dal riposo che ci siamo concessi in questi ultimi mesi dell’Anno (o primi se pensiamo a Samhain come Capodanno) mentre come vegetale alla palma, un sempreverde come l’abete, tipico dei paesi tropicali con cui si possono intrecciare cestini o anche semplici ghirlande natalizie magari con le Stelle di Natale, tipiche però dei nostri climi così due culture diverse vengono a incontrarsi 🙂

IMBOLC 

Se Imbolc è la Festa della Luce ormai ritornata sulla Terra che illumina i nostri Spiriti ma anche le nostre giornate che si allungano sempre di più, secondo me una divinità maschile adatta da associare a questo Sabbat potrebbe essere Kanaloa.
Questo Dio è associato all’oscurità ma anche alla luce. I suoi kinolau, possono prendere la forma di vari animali marini come polpi, balene, focene, delfini e tanti altri che migrano dalle varie isole polinesiane fino ad arrivare nuovamente alle Hawaii, la loro casa. Molti di questi animali possiedono un sonar naturale che li aiuta ad orientarsi, a comunicare ma soprattutto a spostarsi anche in zone dell’oceano profondo immerse nell’oscurità. Per questo il loro sonar è un dono per loro da parte di questo Dio e da questi animali benedetti noi umani, non possiamo che prendere spunto soprattutto a livello spirituale! Se ci troviamo in un momento oscuro della nostra vita, andiamo alla ricerca interiore dei nostri istinti, del nostro sonar interiore per ritrovare la luce!
Mentre invece come divinità femminile avevo pensato a Nu’akea.
Non ci sono informazioni su questa divinità, almeno sul web. Le poche cose che ho trovato le devo a Scott Cunningham.
Nu’akea è la Dea del Latte e dell’allattamento. Veniva invocata affinchè potesse portare il latte nei seni delle madri che allattavano. Ad Imbolc che letteralmente significa ‘’nel grembo’’, si celebra il ritorno del latte nelle mamme degli agnelli e per questo mi è sembrato adatto associare questa divinità a questo Sabbat.

OSTARA 

pasquahawaii
Bimbi hawaiini intenti a cercare le uova di Pasqua

A questa festività avevo pensato di associare come Divinità maschile nuovamente Kane.
Se Ostara segna il risveglio della Terra e la fertilità, Kane è il Dio della procreazione e della fertilità stessa!
Mentre invece come divinità femminili avevo pensato ad Haumea, Madre Terra che con l’equinozio di Primavera si risveglia e sua figlia Hi’iaka.
Se il simbolo principale di Ostara è un uovo, Hi’iaka è nata sotto forma di uovo per essere accudita da Pele, sua sorella maggiore, fino alla sua nascita.
La pianta sacra ad Hi’iaha è la ‘ohia lehua che appartiene alla famiglia delle Mirtacee dunque se avete del mirto, potreste portarlo con voi durante la celebrazione e magari darlo alla Terra come offerta speciale.

BELTANE
beltane
I ‘’fuochi di Beltane’’….l’Amore…la Passione…il Fuoco…ho pensato dunque di associare questo Sabbat alla Dea Pele, Dea che rappresenta la forza vitale, la forza spirituale ma anche appunto la forza della passione e dell’Amore che si muove in ognuno di noi.
Mentre invece come divinità maschile avevo pensato a Ku, Dio della Guerra ma che anch’Egli rappresenta la Forza Vitale e i nostri istinti più nascosti.
Come per Pele, il suo colore sacro è il Rosso, colore dell’Amore, dell’Eros e appunto della forza.
Se a Beltane gli animali si accoppiano per la procreazione e per la continuazione della specie, Ku è associato al concetto di Ohana, la Famiglia e l’intera comunità dove si vive.
Ku rappresenta il Coraggio che abbiamo o che dobbiamo ancora trovare all’interno di noi, del nostro spirito. Ku rappresenta la determinazione per fare qualcosa, per raggiungere i propri obiettivi fino ad arrivare all’eccellenza.
Una delle piante sacre a Ku è la palma da cocco. Se avete un partner nella vostra vita e avete la fortuna di trovare un buon cocco al supermercato…ma può anche andare bene uno ormai antico che è stato conservato (io le noci di cocco pulite le conservo sempre. Possono servire come posacenere per chi fuma, come scodelle, come coppe per rappresentare la Dea e per tantissimo altro!) potreste rappresentare con due parti di una noce di cocco, la vostra unione unendole fino a farle tornare insieme (un po’ come Rafiki fa con Kiara e Kovu ne ‘’Il Re Leone II- Il Regno di Simba’’, per farvi capire cosa voglio dire) dicendo qualche parola che proviene dal cuore durante il rituale. Può essere una buona idea per consolidare un amore appena nato o semplicemente per celebrarne uno che dura da molto tempo!

 

LITHA

Anche qui avevo pensato a Kane come divinità maschile e anche qui avevo pensato ad Haumea come divinità femminile: entrambi rispettivamente rappresentano infatti una divinità della fertilità e Madre Terra e proprio in questo periodo dell’anno, come sappiamo la Terra si prepara a dare i suoi frutti più buoni, siamo al massimo apogeo di splendore e di ricchezza per Madre Terra che ci dona parte di sé per il nostro nutrimento e fabbisogno.
Ma avevo pensato, come seconda divinità femminile anche a Laka, Dea della Hula e delle piante che crescono rigogliose nelle foreste, proprio come le piante crescono rigogliose in tutto il Pianeta in questo periodo!

LUGHNASADH
contadini
Come divinità maschile questa volta ho pensato a una delle varie forme di una stessa divinità principale ossia Ku, sotto forma di Kuka’o’o ossia il Dio dei contadini proprio perché Lammas rappresenta il primo raccolto della Ruota dell’Anno. Madre Terra ci ha donato i suoi frutti e adesso tocca a noi saperli raccogliere e ringraziare per i suoi doni concessi.
Come divinità femminile invece avevo ripensato ad Hi’iaka poichè, per la sua capacità di riportare in Vita i defunti, l’ho associata al concetto di Rinascita proprio di questo Sabbat.

MABON
yingyang

Mabon è per gli hawaiiani uno dei periodi ‘’gemelli’’ dove regna l’Equilibrio.
Per questo motivo avevo pensato a Ku ed Hina come ‘’divinità gemelle’’. Ku e Hina sono le figure che rappresentano rispettivamente il Padre e la Madre. Ku rappresenta l’Est, Hina rappresenta l’Ovest. Ku rappresenta il sorgere del Sole, mentre Hina rappresenta calare del Sole. Ku rappresenta il Principio Maschile Ying, Hina rappresenta il principio Femminile Yang. Ku rappresenta il giorno, Hina rappresenta la notte (infatti è la Dea della Luna) e così via.
Come terza divinità però, se Mabon rappresenta il secondo raccolto, l’equinozio di Autunno quando la Natura comincia il suo riposo ancestrale, avevo pensato a Niolopua, il Dio del Sonno.
Queste sono le divinità che io personalmente avevo pensato di associare agli 8 Sabbat della Ruota dell’Anno.
Il fatto che le abbia associate io scrivendo questo articolo e pubblicandolo, non significa che debbano essere al 100% queste anche per voi che state leggendo! Potreste anche voi trovare altre corrispondenze, altre associazioni e soprattutto altre idee per le celebrazioni. Io vi sto, come sempre, dando un semplice spunto e per questo io intanto mi fermo qua ma, come primo approccio, spero davvero tanto che questo articolo possa servire a qualcuno  🙂
– la vostra Venus ❤

E’ SEVERAMENTE VIETATO COPIARE QUESTO ARTICOLO O PARTI DI ESSO IN QUANTO DI PROPRIETA’ INTELLETTUALE DELL’AUTRICE

Fonte delle foto:
– Tiny Tapping Toes
– Hawaii Mothers’ Milk
– The Honolulu Advertiser
– Pinterest
– aprendehawaiano.wordpress.com
– surfgirlmagazine
– crated.com

 

 


 

MOANA e i significati mitologici nascosti

Ho visto proprio oggi ‘’Oceania’’ a casa, al pc, in una qualità non ottima, in inglese, senza sottotitoli col cervello che quasi mi fumava xDD ma ne è valsa la pena ^_^
Se siete interessati anche voi alle tradizioni polinesiane andatelo a vedere!!!
Sicuramente già avrete letto i vari articoli che ormai hanno riempito internet in italiano, in inglese, in francese e in tante altre lingue: i polinesiani e gli hawaiiani in particolar modo, hanno detestato questo cartone per vari motivi.
I polinesiani si sono arrabbiati perché nel film vengono fatte vedere varie isole come se fossero tutte dell’insieme ‘’Polinesia’’ quando nella realtà non è così e ogni isola ha una propria cultura e tradizioni diverse.
Alcuni affermano che il vestito che indossa Moana non corrisponde a quello della cultura samoana del padre che invece viene evidenziata  attraverso il suo tatuaggio chiamato ‘’pe’a’’ che rappresenta il Coraggio.
Inoltre si dice che i creatori del film siano andati in Polinesia per ‘’conoscere quei luoghi esotici’’ e ovviamente trasportarli nel film e questo ha simboleggiato un comportamento ‘’disgustoso’’ nei confronti delle culture delle isole del Pacifico che, come detto sopra, sembra che siano tutte le stesse con la stessa cultura e le stesse tradizioni quando invece non è così
Se andate su wikipedia spunta la ragione del fatto che ‘’Maui nel film è sovrappeso’’ quando invece nelle leggende viene descritto come un guerriero bellissimo.
Si, è vero che esteticamente il suo fisico non corrisponde alle varie leggende che sono state tramandate nel corso dei secoli però il suo personaggio, almeno da un punto di vista come il mio ossia europeo, nella trama di questo film ha davvero un ruolo di prim’ordine per fare capire il mondo degli Dei e per raccontare un po’ le sue avventure e le sue vittorie.
E non è stato apprezzato anche per il fatto che Maui è un ‘’semidio caduto in rovina’’.
Ovviamente si tratta di un cartone dove i produttori hanno potuto e voluto spaziare con la fantasia per creare una trama per il film ma Maui non è mai caduto in rovina per i polinesiani e gli hawaiiani!
Ancora oggi nelle Isole Hawaii infatti tutto il popolo lo considera come il suo primo Antenato e ancora viene quasi venerato come una specie di divinità!
Un’altra cosa che ha fatto ‘’arrabbiare’’ i popoli polinesiani è la figura di Te Ka, una strega che vive in un vulcano.
Nel film questa figura, dal viso anziano, non parla, lancia semplicemente bolidi di fuoco e lava e…ovviamente riprende molto l’essenza di Pele ma Pele, anche se rappresenta divinamente una forza potentissima, la forza della lava e di quella distruttiva di un vulcano con le sue eruzioni, non è una divinità malvagia, anzi! E’ dotata di tanto altruismo, compassione e affetto per il popolo che la venera oltre che per la sua stessa famiglia divina!
Ma anche da noi in Italia…qualcuno si è arrabbiato …per il nome ‘’Moana’’ che riprende l’idea del nome di ‘’Moana Pozzi’’ e dunque da noi in Italia è stato trasformato in Vaiana.
Inoltre perché nella versione originale la protagonista si chiama proprio Moana? Secondo me non è un caso o perché ‘’è semplicemente un bel nome’’.
Secondo me è stato scelto perchè ‘’Moana’’ nella concezione mitologica del cosmo per i polinesiani, rappresenta l’8° e ultimo strato dell’Oceano dunque il Moana nella mitologia rappresenta ‘’L’Oceano Profondo’’, e secondo me è per questo che è stato scelto questo nome dalla Disney!
Per me rimarrà sempre Moana U.U ed è curioso che questo bellissimo cartone sia arrivato nella mia vita proprio adesso! Lo aspettavo da mesi ❤
E’ chiaro che per un hawaiiano, un samoano, un tahitiano questo film potrebbe ‘’disturbare’’ per le varie incongruenze ma noi europei che purtroppo le uniche cose che abbiamo a disposizione riguardo questi temi di queste culture sono veramente scarne o non corrette al cento per cento…ci possiamo accontentare prendendo però le cose che questo film ci mostra un po’ con le pinze, non prendendo tutto alla lettera ma sapendo che questo film ha fatto arrabbiare appunto parecchie persone nel mondo, secondo me questa non è una cosa da sottovalutare!
Ci sono varie simbologie legate alla mitologia polinesiana in questo film.
Innanzitutto le canoe.

canoa

Per i polinesiani rappresentano una sorta di ‘’ponte’’ ancestrale tra il popolo e gli Dei. Chi riusciva a cavalcare le onde in canoa, gli Dei avrebbero riconosciuto dentro di essi il Mana (potere interiore)
L’Oceano! Per i popoli polinesiani e hawaiiani l’appartenenza sia alla Terra che all’Oceano, all’Acqua è importantissima: questo film fa capire perfettamente come sono avvenuti i primi viaggi dalle isole del Pacifico fino a quelle che presumibilmente nel cartone sono identificate come le Isole Hawaii e di come si sono formate dal punto di vista mitologico!
In ‘’Moana’’ possiamo vedere quanto queste culture fossero avanti in tema di navigazione e di orientamento soprattutto attraverso le stelle e le costellazioni!
Per quei popoli l’Oceano era tutto! Fonte di cibo, di divertimento (come per il surf e le gare in canoa) e la dimora anche di alcuni Dei per questo nelle Hawaii c’è un detto, riferito soprattutto in quei momenti in cui le maree si ingrossano e si arrivano ad avere quelle onde molto alte come delle torri (in ‘’Moana’’ si vede proprio lo Spirito dell’Oceano che le creerà!) che recita ‘’Mai voltare le spalle all’Oceano’’ perché l’Oceano fa parte del loro spirito!
‘’Moana’’ ci illustra quanto siano importanti per questi popoli i propri Antenati e gli Spiriti: lo Spirito dell’Acqua, lo spirito della nonna che mai ci lascerà davvero, lo Spirito del Divino stesso, lo Spirito delle Isole e lo Spirito che risiede in noi stessi.
Poi c’è Pua!
pua
Pua è il tenero maialiano amico di Moana, ma perché Moana ha come amico proprio un maialino? Perché il maiale è sacro nelle Hawaii, è fonte di carne e dunque di sostentamento. E’ uno degli animali sacri per il Dio Kanaloa che può prendere la forma proprio di un maiale. Ancora oggi si va nelle foreste a caccia del maialino, cibo predominante della festività chiamata ‘’Luau Party’’ e allo stesso modo le noci di cocco marce e il pesce che non si trova più sono tutti cibi sacri agli Dei e senza essi le persone lì non potevano vivere poiché facevano parte della loro alimentazione e del loro sostentamento quotidiano! Inoltre ”pua’a” in hawaiiano significa proprio ”maiale, maialino”.
Qui si ritorna al discorso di Maui: Maui è un mutaforma poiché la maggior parte delle divinità polinesiane possiede vari kinolau cioè le varie forme fisiche (di animali, piante o di fenomeni atmosferici) che possono assumere.
Nella scena iniziale dove ci sono quegli uomini che lavorano nei campi, quelli sono campi di taro (Colocasia Esculenta), pianta sacra a Kane e che provvede anch’essa all’alimentazione dei popoli delle Antiche Hawaii (e ancora oggi viene sempre cucinata la sua radice per fare il poi)
taro
Una cosa che ho notato è stato l’atteggiamento del padre di Moana e successivamente anche di Maui nei suoi confronti.
Moana fin da piccola non può permettersi di andare oltre la battigia, non può permettersi di dire ‘’si vada a cercare il pesce oltre la barriera corallina’’, non può avere il desiderio di creare o di disegnare delle barchette, non può avventurarsi con una barca vera in mare aperto ecc…e questo fatto mi ha fatto ricordare che, almeno nelle Hawaii, anticamente, le donne non venivano considerate al pari degli uomini. Durante il periodo mestruale soprattutto erano considerate impure e non potevano stare nello stesso posto dove stavano gli uomini, non potevano nemmeno mangiare con loro e avevo una specie di abitazione separata dal resto della comunità solo per questi periodi. Inoltre non potevano mangiare certi cibi, il primo in assoluto il frutto di banana dunque anche Moana ha delle proibizioni in quanto donna, dei desideri da soffocare e soprattutto dei kapu (tabù) da rispettare per il bene di se stessa e della sua comunità che però, come abbiamo visto, si troverà nella situazione di farsi valere come donna e come persona che va oltre i limiti imposti dalla società.
Una cosa che ho apprezzato molto è stata il fatto di non sentire così tante ‘’canzonette di hula’’ xDD questo film ci aiuta a ricordare che la musica polinesiana e hawaiiana non è composta solo da composizioni ‘’da meditazione’’ con arpeggi di chitarra molto dolci e che evocano atmosfere da sogno, ma sono anche composte da strumenti forti e potenti come le percussioni, i tamburi e balli con passi e atteggiamenti ‘’aggressivi’’.
A proposito di questo…davanti a Te Ka, Maui mostra dei passi di Haka. Tra le tante cose per cui questa danza è nata, si trova anche la funzione di spaventare l’avversario; infatti la usavano i guerrieri prima delle battaglie molto spesso anche per accrescere il loro Mana!
Un’altra cosa che mi ha fatto riflettere è stata la battuta di Maui verso Moana ‘’In questo luogo, serve un sacrificio umano’’ e quando Moana si volta verso di lui esterrefatta e inorridita (parliamo sempre di un cartone animato 😉 ) lui esclama ‘’sto scherzando!!!’’ beh…almeno nelle Hawaii, come ho già scritto in altri articoli, i sacrifici umani si facevano soprattutto in onore di Ku, Dio della guerra.
Il fatto del buio, della ‘’nuvola nera’’ e dell’oscurità che rovina le isole e che le rade al suolo a me personalmente ha fatto ricordare l’essenza del Po che, sempre nella concezione mitologica del cosmo rappresenta proprio l’ignoto, l’oscurità impenetrabile oltre che al Regno degli Spiriti, contrapposto completamente all’Ao ossia la Luce, il regno dei mortali. Po ed Ao sono come lo Ying e lo Yang.
Ho letteralmente amato l’accento così marcato che è stato posto sull’importanza dei tatuaggi che in Polinesia sono considerati sacri a tutti gli effetti! C’è un proverbio Iban che amo il quale recita la frase ‘’Un uomo senza tatuaggi è invisibile agli Dei’’.
In Polinesia e nelle Isole Hawaii i tatuaggi hanno una funzione simile agli alberi genealogici, raccontano storie di famiglie, di guerre, di spiriti ancestrali, di leggende e i tatuaggi di Maui sono come un libro con tante pagine e capitoli pieni di racconti per Moana e per lo spettatore.
Sempre riguardo ai tatuaggi ho amato quello della nonna di Moana, una manta.
mantatatoononna
Nelle Hawaii la manta prende il nome di ‘’angelo del mare’’ per le sue movenze quando nuota e salta fuori dall’acqua, inoltre la manta, come significato simbolico significa anche protezione e in effetti la nonna protegge la sua nipotina anche se allo stesso tempo la sprona a superare i suoi limiti e a infonderle coraggio interiore  fungendo, sotto forma di spirito che ormai è passato ‘’oltre il Velo’’, da angelo custode quando Moana ne ha più bisogno anche perché in Polinesia e nelle Hawaii questo animale è uno dei simboli che rappresentano gli Antenati!
Come abbiamo visto sono tanti i significati e i simboli polinesiani presenti in ‘’Moana’’.
A me questo film è piaciuto veramente tanto ^_^ spero di vederlo nuovamente in italiano e al cinema in una qualità ottimale.
Mi ha fatto tanto emozionare e commuovere anche perché Moana è una delle pochissime principesse (lei dice che non è una principessa ma ‘’la figlia del capo’’) che non ha bisogno di un uomo accanto, a livello sentimentale, per sentirsi completa o amata. Ha Pua, il mailaino, ha HeiHei il suo galletto pazzerello, ha Maui, ha la nonna prima sotto forma fisica e poi sotto forma di spirito, ha i suoi genitori, ha l’Oceano che le fanno provare l’Amore di cui ha bisogno!  E’ davvero una bella storia e per una persona che ama queste culture e queste tradizioni è un’ottima base come studio. Spero che questo articolo vi sia piaciuto, spero che non sia uguale ad altri sul web (non ho controllato ma la cosa mi dispiacerebbe, capisco il lavoro di ricerca che c’è dietro) e spero che vi abbia fatto scoprire qualcosa di interessante e soprattutto di nuovo ❤
– Venus

dolcemoana

Fonte delle foto:
– Hawaiian Paddle Sports
– HiLands

E’ SEVERAMENTE VIETATO COPIARE L’ARTICOLO O PARTI DI ESSO SENZA IL CONSENSO DELL’AUTRICE.